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Oasi Infreschi, paradiso di piatti buoni e bellezze lontano dalle cose usuali

di Luigi Martino

Sei solo tu e la natura, al massimo la cucina della mamma di Salvatore e della sua fidanzata che ti coccolano e ti cullano in questo pezzo di paradiso in terra lontano dalle cose che accadono tutti i giorni. Purtroppo qui la linea al mio smartphone c’è ma l’annullo presto spegnendo il dispositivo e chiudendo gli occhi. Sembra di essere altrove ma altrove lo sei già. E ti catapulti verso mondi nuovi quando in tavola, sotto l’ombra della natura, quella genuina, arriva un antipasto che sa’ di Cilento e di tempi andati. La frittella con le alici e i fiori di zucca s’accomoda vicino ai salumi creati dalle mani sapienti di qualche contadino e allevatore locale. La Rianata è la pizza con i pomodorini e l’origano. Uno spettacolo. Poi i cavatelli con il sugo di salsiccia, gli sciambielli (melanzane imbottite) e, ancora, il vino rosso della casa e quel profumo di libertà che ti accompagna per tutto il viaggio culinario. C’è tutta la tradizione della cucina tipica di Lentiscosa. Per il digestivo puoi scegliere varie opzioni: c’è quello della casa, fresco, fruttato, oppure puoi mettere da parte l’alcol e raggiungere le baie incontaminate dell’area marina protetta. Una passeggiata dopo pranzo è quello che ci vuole.

L’azienda Oasi Infreschi è uno scrigno di bellezze adagiato sulla collina che sovrasta il Porto naturale omonimo. Raggiungerla in auto è da conoscitori del territorio, a piedi, invece, è privilegio per pochi. Ma, per godersi lo spettacolo della costa, gli anfratti, le grotte, si può decidere perfino di utilizzare una di quelle barche-taxi che partono dal porto di Marina di Camerota e raggiungono la baia degli Infreschi in una manciata di minuti. La famiglia Mazzeo è lì che vi aspetta, un colpo di telefono è gradito.

Oasi Infreschi Baia degli Infreschi T. 347.9066482

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‘U Trappitu, il ristorante dai sapori antichi cilentani

di Marianna Vallone

‘U Trappitu. È stato scelto il dialetto per il nome di un ristorante che di locale ha davvero tutto. L’ambiente è immerso nel verde degli ulivi, abbracciato dal panorama in cui si stagliano da un lato le onde del mare, che si intravedono dal terrazzo, e dall’altro il monte Bulgheria che qui, in via del Mare ad Acquavena di Roccagloriosa, domina il paesaggio. Ma locale è soprattutto la cucina di Alberto e Vincenza, conosciuta da tutti come Enza, coppia nella vita e ancora di più ai fornelli, insieme sono un perfetto equilibrio tra fermento inventivo, tocco elegante e cucina di casa.

L’antica macina per le olive in pietra e legno dà il benvenuto all’ingresso della sala, mentre nell’altra la fa da padrona il legno dell’arredo, e il forno a vista per le pizze che prepara con maestria Gianni. Il menu è espressione inequivocabile di italianità, si capisce dagli ingredienti scelti e valorizzati in piatti che sono piccole montagne russe di metafore e rimandi alla cucina contadina: fusilli al ragù o al sugo di castrato di agnello, cavatelli e maltagliati. Pasta fresca con la sfoglia tirata a mano da Enza, che ogni mattina, dal 1984 e forse anche prima, prepara per i cappelletti (quelli pasticciati sono super) che ha imparato a fare in Emilia Romagna dalle sfogline.

Nel loro passato, quello di una giovane coppia di sposi, ci sono anni di esperienza e lunghe “stagioni” tra i romagnoli, per quel gruzzoletto che gli avrebbe permesso di realizzare un sogno: aprire un ristorante nel paese d’origine, che oggi è un punto di riferimento del basso Cilento, e non solo. Le esperienze, da giovanissimi, in grandi cucine internazionali hanno accentuato la loro sensibilità per non fermarsi mai.

Chi si accomoda sulle sedie in legno di questo ristorante curato e rustico chic, non può non sentire che qui c’è tanta anima, tanto cuore e c’è la famiglia. Ester ed Emanuela, le due figlie oggi trentenni, dopo aver appreso quasi ogni segreto della cucina di mamma e papà, lavorano fianco a fianco e consigliano i piatti che hanno fatto la storia r’ U Trappitu.

Tra i primi anche ricette semplici come gli spaghetti aglio e olio o al pomodoro fresco, tagliatelle ai funghi porcini, ceriole con sughi preparati in base alla stagionalità dei prodotti e all’estro degli chef. I secondi sono tutti di carne, alla griglia o al forno, ma il menù sorprende con polpette, ciambotta e parmigiana. Varia con le stagioni, non è quasi mai lo stesso, a parte i classici sempre presenti. Tra i dolci, irresistibile la Ricotta e cioccolato, un dessert profumatissimo che solo Enza sa fare così buono, la torta di mele o la crostata alla frutta. Ma per il menù fate fare agli chef, andrete via sazi e felici. 

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Aperto tutti i giorni (tranne il lunedì) Ferie: da metà dicembre a fine gennaio Via del Mare 51 Acquavena, Roccagloriosa (SA) Tel +39 0974 980167

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Il Ghiottone a Policastro, dove la cucina garbata di Maria Rina ha conquistato tutti

di Marianna Vallone

In foto Maria Rina
La sala bianca, essenziale ma curata, disegna una piacevole cornice per una cena che si apre con un entrée a base di pane, pomodoro, olio extravergine d’oliva e basilico fresco: la panzanella cilentana è il benvenuto della cucina a base di materie prime di qualità e di profonda passione, che da anni connota il ristorante di Maria Rina, a Policastro Bussentino.  In quarant’anni l’identità de Il Ghiottone è rimasta la stessa, straordinaria, pur evolvendosi: se la tradizione cilentana è sempre ancora ben presente e salda, nel menù Maria ha cercato di costruire sempre qualcosa di nuovo e diverso. Così tutte le sue preparazioni, quasi tutte a base di pesce, racchiudono un giacimento di sapore che hanno fatto la differenza e la storia di questo ristorante. Spigole, calamari, triglie, alici, merluzzi arrivano dai nostri mari. Scarole, zucca, pomodori, carciofi, olive dagli orti, terreni cilentani dove gemmano in abbondanza ortaggi e erbe spontanee che vengono esaltati nella sua cucina.
La panzanella cilentana
Maria li studia, li rielabora e gli dà quel tocco di bellezza che mancava. Campionessa di essenzialità e semplicità capace pure di illuminare piatti dalla semplicità disarmante, come gli spaghetti alle vongole, a cui aggiunge la mollica di pane fritto e il peperone verde. Il merluzzo in crosta di patate accompagnato da uno stufato di scarola è un altro esempio, o i ravioli con fumetto di vongole, gamberetti, pomodoro e basilico tra i primi più richiesti. Esplode il binomio terra e mare nella mille foglie di pesce bandiera, tegole di pane e crema di melanzane o nel baccalà con crema di broccoli, limone e peperone crusco. Nel menù dessert due consigli: pane di fichi con ricotta di capra e frutti di bosco e una sfogliatina calda con crema e frutta fresca. Sfoglia la gallery (foto © Marianna Vallone)
Ristorante Il Ghiottone Via Nazionale, 42 Policastro Bussentino (SA) Telefono 0974 984186

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