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Centola, cemento abusivo: scatta l’ordine di abbattimento

di Redazione

Il cemento cola sul Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni e l’ente incaricato alla salvaguardia di questo mare e queste colline, continua ad operare a braccetto con i carabinieri. Gli ultimi abusi edilizi sono stati accertati dai carabinieri dei Parchi di Marina di Pisciotta, in località Portigliola, nel Comune di Centola.

Secondo quanto raccolto dagli inquirenti, infatti, è stata riscontrata la realizzazione di un manufatto di circa 8,40 metri per 16, costituito da pilastri, travi e solaio e chiusura perimetrale in muratura di pietra. Inoltre era stato realizzato un ulteriore manufatto con struttura portatane in acciaio e copertura in pannelli di lamiera e due piattaforme in calcestruzzo. Sugli stessi insistono due container, un box bagno e una tettoia in ferro e lamiere. Le opere sarebbero state realizzate in un’area inserita nella zona C2 della perimetrazione del Parco e senza nulla osta. Di qui scatta l’ordine di demolizione delle opere abusive e il ripristino dello stato dei luoghi, firmato dal direttore Romano Gregorio. «Eventuale inottemperanza alla presente ordinanza – si legge nelle carte – costituisce titolo per l’acquisizione gratuita al patrimonio dell’ente dell’area interessata dall’abuso e dell’area immediatamente circostante per una superficie complessiva pari a dieci volte la superficie interessata dagli abusi».

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Arpac troppo lontana per Cilento, Pellegrino: «Serve sede distaccata»

di Luigi Martino

Tommaso Pellegrino, presidente del Parco

Tutelare un territorio di oltre 181mila ettari facendo affidamento su un presidio dipartimentale lontano 85 km può risultare difficile «soprattutto nel periodo estivo e nelle zone costiere» quando il Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni è invaso da turisti in ogni sua parte e la mobilità va in affanno. Ecco perché il Consiglio direttivo dell’ente Parco si è rivolto alla Regione Campania e alla Direzione generale dell’Arpac (Agenzia regionale per la protezione ambientale in Campania) presentando una richiesta precisa: istituire «una sezione distaccata dell’Arpac di Salerno nel territorio del Parco nazionale».

La richiesta è contenuta in una lettera firmata dal presidente e dal direttore del Parco nazionale, Tommaso Pellegrino e Romano Gregorio, e indirizzata alla direzione generale dell’Arpac, con sede a Napoli, e al Dipartimento provinciale dell’Arpac di Salerno. Presidente e direttore ricordano che «la perimetrazione del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni ricade interamente nella parte sud della provincia di Salerno e comprende, in tutto o in parte, i territori di 6 Comunità montane e 80 Comuni, e le 2 aree marine protette di Santa Maria di Castellabate e di Costa degli Infreschi e della Masseta».

«Le aree interne, costiere e marine – spiegano Pellegrino e Gregorio – sono contraddistinte da aspetti assolutamente variegati, spesso di elevata valenza ambientale e di indiscutibile attrattiva per i flussi turistici. Nondimeno, in alcuni casi e in particolari aree sono anche importanti le pressioni di origine antropica, con i relativi potenziali impatti negativi sull’ambiente che da esse ne derivano». Da qui «l’esigenza di avere un controllo più diretto e immediato mediante una presenza concreta, si direbbe fisica, delle istituzioni deputate a tale controllo».

Troppi evidentemente i chilometri che separano la sede dell’ente e il territorio del Parco da Salerno, capoluogo della provincia più vasta della Campania, ecco perché «la presenza diretta di un presidio Arpac nel territorio del Parco, attesa la distanza con la sede dipartimentale di Salerno, potrebbe contribuire a velocizzare i tempi di intervento, migliorando l’erogazione delle prestazioni in materia di tutela ambientale, nonché potenziare e ottimizzare l’attività di contrasto dei reati ambientali», soprattutto nel periodo estivo «quando, le vie di collegamento risultano particolarmente congestionate».

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