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Agropoli, tremano le poltrone. Sindaco e vicesindaco: è rottura

di Luigi Martino

Voto contrario, ma il suo parere viene verbalizzato come favorevole. A denunciare l’accaduto è il vicesindaco di Agropoli, Elvira Serra, in merito alla votazione relativa alla delibera di giunta riguardante il «Decreto 64 del 16 luglio 2018 del Commissario ad acta per l’attuazione del piano di rientro dal disavanzo del Ssr campano recante approvazione della rete dell’emergenza cardiologica campana. Azioni a salvaguardia e difesa, anche in giudizio, degli interessi del territorio afferente il bacino di riferimento del presidio ospedaliero San Luca di Vallo della Lucania». Serra, dopo ripetuti inviti alla rettifica, ha ora inviato una richiesta scritta. «Faccio seguito – scrive Serra – alle molteplici richieste sinora avanzate senza alcun riscontro per rinnovare la richiesta di rettifica dell’errore materiale contenuto nella delibera n.285 del 25 ottobre 2018. Ho espresso, com’è noto, voto contrario alla stessa, che tuttavia non è stato verbalizzato. Del resto, questo mio voto contrario non è altro che una conferma della posizione professionale, sociale e politica da me sempre espressa sul tema. Sarebbe stato perciò assolutamente singolare che potessi votare in modo difforme dal mio pensiero, pubblico e noto innanzitutto ai cittadini. Non comprendendo le ragioni per le quali sinora non si è dato seguito alla mia legittima richiesta, mi vedo costretta a inviare la presente nota scritta. Desidero – si legge ancora nel documento – che non si confonda il garbo istituzionale che mi ha sinora vista avanzare questa richiesta in modo soltanto informale, con l’acquiescenza o, peggio, la condivisione di una delibera che, a mio avviso, è profondamente contraria agli interessi dei cittadini. Sono fiduciosa che questa mia richiesta verrà immediatamente accolta. In caso contrario, a tutela in primo luogo della mia coscienza, dovrò assumere i provvedimenti opportuni». Non si è fatta attendere la risposta del primo cittadino, Adamo Coppola, che attraverso la sua pagina Facebook ha postato un video rivolgendosi alla numero due della sua giunta. E la querelle sembra destinata a non fermarsi. Coppola invia il link del filmato alla stampa e dopo poche ore il vicesindaco Serra utilizza lo stesso modus operandi per ribattere alle presunta accuse del sindaco. Insomma, la rottura è ormai tangibile. Ad Agropoli non si parla d’altro. C’è qualcuno che già annuncia una probabile sfiducia da parte della maggioranza nei confronti del vicesindaco. Altri, invece, sono convinti dell’arrivo della lettera di dimissioni da parte di Serra. Staremo a vedere.

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Sanità, De Luca: «Campania sarà prima». Ma senza Vallo e Sapri

di Luigi Martino

Un lungo discorso sulla sanità. Un elogio ai nosocomi campani: da Napoli a Salerno, passando anche per il Sannio e l’Irpinia. Ma gli ospedali del comprensorio cilentano non sono mai stati menzionati dal governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca. «Si apre un 2019 impegnativo. Credo che cominceremo ad imboccare la strada che ci porterà ad essere tra le prime sanità d’Italia». A dirlo è proprio il presidente intervenuto all’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno per la presentazione del calendario aziendale per l’anno 2019 dal tema ‘Promuovere la donazione di organi, sangue e tessuti’. Dodici artisti campani e non hanno dedicano dodici frasi per i dodici mesi dell’anno, per sensibilizzare e invitare i cittadini a guardare alla donazione senza paura, anzi con la consapevolezza di contribuire alla speranza di vita per tante altri cittadini. Secondo il governatore De Luca: «Già oggi per alcune branche siamo tra i primi in Italia. Come Regione – ha aggiunto il presidente De Luca – faremo cose molto semplici ma decisive. Cioè poter stabilizzare migliaia di precari che -in alcuni casi- da quindici anni stanno lavorando nei nostri ospedali, significa poter varare un piano per nuove assunzioni per 4mila dipendenti. In questi sette, otto anni abbiamo perso 13.500 dipendenti. Abbiamo la possibilità di varare decine e decine di concorsi oltre quelli che già stiamo facendo e abbiamo la possibilità di dedicarci al miglioramento del servizio alla persona, quindi riduzione ulteriore delle liste di attesa e miglioramento del servizio dei singoli cittadini. Stamattina siamo qui al Ruggi d’Aragona, uno degli ospedali di eccellenza nazionale ed europeo per quanto riguarda la cardiochirurgia. Abbiamo realtà di eccellenza al Pascale, al Cardarelli, al Santobono, all’ospedale dei Colli. A volte immagini che troviamo sulla stampa sono falsificatrici di una realtà eccezionale in tanti casi. Sarà un anno impegnativo. Dobbiamo continuare ad andare avanti così, in grande tranquillità. Credo che stiamo uscendo dalla fase di emergenza che ha vissuto la sanità campana per dieci anni», conclude De Luca. Scongiurata la chiusura del punto nascita dell’ospedale dell’Immacolata di Sapri, però, di sanità cilentana non ne ha proprio parlato.

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Approvato piano ospedaliero della Campania, salvi i punti nascita di Sapri e Polla

di Marianna Vallone

Approvato il nuovo piano ospedaliero della Campania che prevede il potenziamento degli ospedali di Sapri e Polla che diventeranno Dea di primo livello. Una buona notizia per i punti nascita a rischio chiusura, i quali resteranno aperti in deroga. Sul resto non è trapelato altro finora. «Dopo un lavoro di approfondimento, di discussione, di confronto serrato con le strutture centrali del Ministero, e’ stato approvato il Piano Ospedaliero definitivo della Regione Campania». A renderlo noto è il governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca che ha fatto sapere che il nuovo piano, tra l’altro, prevede – come già richiesto in deroga dalla Regione ad aprile scorso – i punti nascita di Sapri, Polla e Piedimonte Matese, inseriti in Dea di I livello. «A un decennio dal vecchio Piano che prevedeva tagli drammatici di strutture e chiusure di interi ospedali, viene approvata una programmazione ospedaliera equilibrata, seria e rigorosa che tiene conto delle esigenze dei territori e tutela fino in fondo del diritto alla salute dei nostri concittadini», dice De Luca. «E’ acquisito, per il 2017, – aggiunge De Luca – un punteggio nella griglia Lea pari a 152 punti, che rappresenta un incremento che ha dell’incredibile di quasi 50 punti in relazione al 2015. Con questo spirito di concretezza e rinnovamento proseguirà il lavoro nei prossimi mesi, per una sanità sempre più vicina ai bisogni dei cittadini e delle famiglie». Esulta il sindaco di Sapri, Antonio Gentile. «Sono molto felice per l’esito positivo di una vicenda, che ha costretto tutti a fare un lavoro enorme. – commenta invece l’ex sindaco Giuseppe Del Medico – Grazie a tutte le Istituzioni, in primis ai Sindaci, che hanno saputo tutelare il diritto alla salute dei cittadini, combattendo una battaglia molto difficile. Infine un grazie grandissimo al comitato di lotta che ha faticato contro tutto e contro tutti dimostrando di avere un cuore grandissimo».

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Il sindaco Rinaldi: «Poche ambulanze, potenziare i servizi nel Vallo di Diano»

di Marianna Vallone

Poche ambulanze e troppi disagi. Un incidente stradale avvenuto ieri a Montesano sulla Marcellana, nel Vallo di Diano, ha sollevato la polemica sui mezzi a disposizione dei soccorsi. Con una nota il sindaco Giuseppe Rinaldi ha fatto sapere che protocollerà al presidente della Comunità montana del Vallo di Diano, Raffaele Accetta, la proposta di istituire un tavolo operativo permanente tra tra Conferenza dei Sindaci, Asl, Regione e tutti i soggetti del settore che tratti di sanità senza esitazione. 

«Sono stato ieri testimone diretto di come la rete di emergenza sanitaria e il piano ospedaliero nel e del Vallo di diano vadano immediatamente rivisti e potenziati – scrive il sindaco di Montesano – Ricordo che il problema lo avevamo con alcuni colleghi sollevato su riunioni sul tema ma la situazione è sempre la stessa». Ma cosa è successo? «Chiamo 118 per incidente grave di una signora di Montesano essendo il primo a trovarmi sul posto; velocemente arriva l’ambulanza dall’ex clinica Fischietti, centro su cui da tempo ci battiamo con colleghi di Padula per potenziarlo a Psaut; il personale sanitario soccorre la donna con competenza e chiama la centrale per chiedere dove portarla essendovi probabilmente fratture dovute all’incidente; risposta? Ospedale di Eboli perché a Polla non c’è nel fine settimana ortopedico disponibile».

«Non finisce qui: arrivano ad Eboli ed essendo la donna trasportata su barella spinale, i nostri sanitari, ripeto ottimi, devono attendere che vengano restituiti gli attrezzi sanitari propri dell’ambulanza per renderla funzionale e poter ripartire; intervento 10.20 circa rientro da Eboli intorno alle 14! Quattro ore che il Vallo di Diano ha solo ambulanza medicalizzata a Teggiano». In sintesi, dice Rinaldi, che se un cittadino di Tardiano in quelle ore avesse avuto necessità urgente, considerati il tempo di percorrenza da Teggiano a Tardiano o addirittura l’assenza se questa ultima ambulanza fosse impegnata altrove, sarebbe successo l’impensabile.

E’ proprio questo è il punto su cui sofferma l’attenzione Rinaldi. «Se dovesse succedere una pluriemergenza come e cosa faremo? Ricordo che a Tardiano eravamo riusciti ad avere una ambulanza seppur di tipo B ma l’Asl L’ha ritenuta antieconomica, nonostante locali utenze ed altro erano a carico del Comune, e l’ha chiusa… Se davvero vogliamo parlare di sanità nella Strategia delle Aree Interne dobbiamo istituire un tavolo operativo permanente tra Conferenza dei Sindaci, Asl, Regione e tutti i soggetti del settore».

Poi sulla questione del punto nascita dice: «E’ una questione che non doveva proprio “nascere”, ce lo insegna… gli organi politici preposti, competenti, al momento non funzionano e se anche funzionassero hanno una portata più ampia, organi che necessitano di rinnovamento come chiesto da diversi colleghi all’ultima riunione a Polla. A noi serve una discussione e una proposta seria e concreta a livello comprensoriale, questo è un territorio che ha bisogno di una sanità funzionante e ritengo che la rete emergenza sia fondamentale per garantire la sicurezza di chi vive, i sindaci devono proporre, chiedere interventi e a volte anche denunciare quando non hanno mezzi e competenza per agire immediatamente, come in questo caso».

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Sciopero generale a Sapri contro la chiusura dei punti nascita

di Marianna Vallone

Sciopero generale a Sapri, dalle 9 alle 13, per difendere il punto nascita dell’ospedale Immacolata di Sapri dalla chiusura prevista per il 1 gennaio. Il raduno è in piazza San Giovanni, il corteo si sposterà per le vie cittadine e si concluderà dinanzi al cineteatro Ferrari. Ci sono medici, infermieri, studenti, cittadini e soprattutto tante mamme pronti a difendere la struttura sanitaria. La decisione definitiva da Roma sui due punti nascita di Polla e Sapri, entrambi minacciati di chiudere battenti, potrebbe arrivare ad inizio settimana. Nel frattempo il 17 comuni del distretto sanitario 71 hanno affidato all’avvocato Lorenzo Lentini  un ricorso al Tar per bloccare il decreto regionale. Sulla vicenda è intervenuto anche il deputato Federico Conte (Liberi e Uguali): «Ho già chiesto con una interrogazione alla Ministra della Salute, Grillo, un intervento urgente per ripensare le deroghe e tenere aperti servizi indispensabili per il territorio. La deroga è stata concessa ad altre zone della Campania, per la loro collocazione e per difficoltà geografiche. Anche Cilento e Vallo di Diano hanno titolo per accedere alla deroga: la Regione faccia sentire con più forza la sua voce», ha concluso il parlamentare.

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Punto nascita Sapri, conclusa l’audizione: decisione rinviata

di Luigi Martino

Antonio Gentile e Maria Ricchiuti
Si è appena conclusa l’audizione della V commissione Sanità della Regione Campania. Al tavolo era presenti il presidente Stefano Graziano insieme ai consiglieri regionali Picarone, Ricchiuti, Gambino, Sommese, Cammarano, Oliviero e Ciarambino. Insieme a loro i sindaci di Sapri, Polla e Piedimonte Matese oltre che ad un esponente della Cgil provinciale di Salerno. «Con i sindaci di Polla e Piedimonte Matese abbiamo ribadito le nostre posizioni. Nel mio intervento ho avanzato la posizione definita all’unanimità dal comitato dei sindaci del distretto sanitario 71 in merito alla richiesta di revoca urgente de decreto 87 concernente la soppressione del punto nascita del nostro ospedale, la necessità dell’approvazione di un piano di investimenti per garantire le mancanze esistenti, la necessita di una riorganizzazione del sistema sanitario territoriale a supporto della proposta di riconoscimento del Dea di primo livello avanzata dal Commissario straordinario in ossequio al dettato del DM 70 per arrivare quindi ad una risoluzione definitiva della problematica e che adesso non ci servono i rimpalli di responsabilità ma è prioritario salvaguardare il nostro ospedale e i nostri diritti». E’ quanto ha dichiarato Antonio Gentile, primo cittadino di Sapri, al termine dell’incontro. Il presidente Graziano a chiusura dei lavori ha assicurato l’impegno prioritario della Regione nella risoluzione della problematica annunciando il deposito del nuovo piano ospedaliero il 5 dicembre, quindi tra qualche giorno, contenente tra l’altro la proprietà del Dea I livello per l’ospedale dell’Immacolata di Sapri. La seduta della commissione si aggiornerà dopo il 5 dicembre. «Avanti insieme a tutela del nostro ospedale» ha chiosato Gentile.
Antonio Gentile e Maria Ricchiuti

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Sapri, comitato di lotta in agitazione: «Totale fallimento delle politiche territoriali»

di Marianna Vallone

Il Comitato di lotta di Sapri entra in agitazione per la paventata chiusura del Punto nascita dell’ospedale dell’Immacolata. Lo rende noto con una nota stampa alla fine della manifestazione di protesta che si è svolta ieri mattina per le strade della cittadina della Spigolatrice. Annuncia uno stato di agitazione permamente «avendo constatato il totale fallimento di tutte le politiche territoriali, poste in essere dalle amministrazioni locali per la risoluzione della problematica, prendendo totalmente le distanze».

«Aprirà immediatamente una vertenza tesa alla rimozione del decreto che prevede la soppressione dei punti nascita di Sapri e Polla, e contemporaneamente si adopererà per il ripristino ed il potenziamento dei suddetti plessi ospedalieri e delle strutture sanitarie dei territori del basso Cilento e Vallo di Diano», si legge nel comunicato. «Collaborerà attivamente con i comitati territoriali del Vallo di Diano, creando un fronte comune per le successive azioni di lotta. Promuoverà tutte le iniziative utili al raggiungimento dell’obiettivo, promuovendole attraverso i media ed i social, sia sul territorio locale che in tutto quello nazionale. Nei prossimi giorni comunicheremo le successive azioni condivise di lotta», concludono dal comitato.

Ieri cittadini e sindaci sono scesi in piazza per protestare contro la decisione della Regione Campania, sulla base del parere del Comitato Percorso Nascita del Ministero della Salute, secondo cui dal 1° gennaio 2019 chiuderanno i punti nascita degli ospedali di Polla e Sapri per il numero delle nascite che non supera i 500 annui. In centinaia ieri mattina per difendere i diritti di tante persone, come nel 1979 fece l’indimenticato don Giovannino Iantorno, capeggiando una delle rivolte più note che ha riguardato il Golfo di Policastro negli ultimi 50 anni.

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Convegno sul paziente del futuro, aspetti medico-legali a confronto

di Marianna Vallone

Il paziente del futuro: etica, risorse e aspetti legali. E’ questo il titolo della giornata di studi organizzata dal cardiologo Luigi Petraglia che si è svolta sabato a partire dalle ore 8.30 nell’aula magna dell’ospedale Immacolata di Sapri. Un lungo applauso ha ricordato Maria Ruocco, la direttrice sanitaria del presidio saprese, scomparsa improvvisamente ad agosto, ricordata dal cardiologo Luigi Petraglia che ha organizzato il convegno e salutato i presenti. «Il paziente del futuro fa prevenzione, per questo portiamo avanti insieme ad altri sindaci le giornate di prevenzione. – ha detto in apertura il sindaco di Sapri Antonio Gentile – Vogliamo farne altre, una giornata come questa è un momento di formazione importante per tutti». Rocco Calabrese, direttore sanitario del presidio, ha ricordato il lavoro di chi lo ha preceduto alla direzione dell’Immacolata. Mentre Marilinda Martino, direttore amministrativo dell’ospedale, ha sottolineato l’importanza di aumentare la medicina umana: «Spero in un paziente più soddisfatto della sanità. Servono più risorse per l’innovazione, che però vengano equamente distribuite». Sull’aspetto emozionale si è incentrata anche la lettura magistrale del Generale e Direttore della Sanità Arma dei Carabinieri, Vito Ferrara: «L’intelligenza emotiva – ha detto – è in grado di influire positivamente sulle cure dei pazienti. Cuore e cervello sono strettamente collegati». A moderare la prima parte dei lavori il giudice Antonio Oricchio. Il sostituto procuratore generale della Corte d’Appello di Salerno, Renato Martuscelli, ha approfondito gli aspetti giurisprudenziali nella medicina e la punibilità del medico attraverso la legge Gelli-Bianco e le sentenze Cavatta e Tarabori, sottolineando le diverse impostazioni. Il Generale medico Luigi Lista ha delineato i profili medico legali nell’azione di responsabilità amministrativa della professione sanitaria. Infine Luigi Petraglia, in conclusione dei lavori della prima sessione, ha dedicato il suo intervento alla longevità evidenziando come garantire risorse adeguate ad un progressivo aumento delle aspettative di vita nel rispetto della dignità umana: «L’influenza genetica ha un peso ma quello più significativo è dato da un esempio di vita sano attraverso l’alimentazione e l’esercizio fisico». Concetto di qualità, più che di quantità, su questo si è concentrato Petraglia. Ha aperto la seconda sessione il senatore M5S Francesco Castiello che ha sottolineato l’importanza dell’etica professionale quale materia fondamentale negli ospedali. Mentre il vescovo di Teggiano Policastro, Antonio De Luca, intervenuto per i saluti, ha ribadito il concetto di etica: «Entrare negli ospedali è come entrare nelle palestre in cui ci si allena alla speranza», ha detto. «Tutti abbiamo diritto alle cure e dobbiamo infondere ragione di vita. Il recupero etico permetterà di recuperare la speranza». La seconda sessione è stata moderata dal procuratore della Corte dei Conti della Regione Campania, Michele Oricchio, e dal chirurgo Paolo Calabria. Il medico saprese ha ricordato la sua carriera quarantennale nel presidio dell’Immacolata: «Bisogna recuperare il rapporto profondo come quello del medico di famiglia, che era grande in umanità. A lui si affidavano ansie e speranze». Più tecnico l’intervento di Luigi Adinolfi, professore ordinario dell’Università della Campania Luigi Vanvitelli di Napoli, che ha approfondito la steatosi epatica non alcolica e l’obesità come prima causa di questa malattia. L’avvocato Lucia Maldonato, dottoranda di ricerca in diritto penale presso l’Università Cattolica di Milano, ha concentrato la sua relazione sul paziente Google, il paziente che, attraverso ricerche sul web, compie da solo le diagnosi e si autoprescrive la cura, allontanandosi sempre più dal rapporto diretto con l’operatore sanitario. L’avvocato ha quindi approfondito la tematica della responsabilità penale dell’operatore sanitario che si trova a relazionarsi con un paziente pronto a censurare l’agire del medico sulla base di informazioni sue proprie. «L’unico strumento a disposizione dei medici sarà dunque una formazione continua e sempre più approfondita, così da scongiurare addebiti di responsabilità a titolo di colpa. La giurisprudenza più recente infatti, a seguito dell’approvazione della Legge Gelli Bianco, ha sancito l’esclusione della responsabilità del medico qualora lo stesso scelga correttamente la strategia terapeutica in base alle linee guida adeguate al caso concreto».
Infine sulla figura del medico condotto si è incentrata la relazione di Luigi Di Gregorio, presidente della Cooperativa medica Parmenide. Un excursus nella medicina del ‘900, dalla figura del medico condotto all’evoluzione del medico di base, fino alla legge 833 del 1978 quando nasce il medico di medicina generale e la guardia medica che sostituisce il medico di notte e durante le feste. Poi l’annuncio dell’osservatorio delle malattie neoplastiche nel Parco nazionale del Cilento. Sfoglia la gallery:
Foto ©Marianna Vallone

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