• Home
  • sindaco pescatore

Tag: sindaco pescatore

«Senza giustizia non c’è democrazia», presentato a Roma “La Verità Negata” di Vassallo

di Redazione

L’attore Ettore Bassi: «È una responsabilità grande riuscire a trasmettere quello che Angelo Vassallo rappresenta ancora oggi per il Paese e la comunità. Noi non ci fermiamo, siamo qui a testimoniare»

di Redazione

«Se non c ‘è Giustizia non c’è Democrazia. Dove non c’è Democrazia non c’è Vangelo»: con queste parole Padre Vincenzo D’Adamo, Rettore della Chiesa di Sant’Ignazio di Loyola in Campo Marzio a  Roma, accoglie la presentazione del libro “La Verità Negata”, il volume-denuncia per far luce sulla morte del sindaco pescatore Angelo Vassallo a dieci anni dall’omicidio, sottolineando la “vicinanza della Chiesa con la C maiuscola” nella ricerca della verità.

«Un luogo simbolo, la chiesa di Sant’Ignazio», secondo Dario Vassallo, fratello del Sindaco Pescatore e Presidente della Fondazione Vassallo, sito a pochi metri dalla sede della commissione antimafia presieduta da Nicola Morra: «L’aria buona sprona a cercare la verità. Spero sia un passaggio importante affinchè si arrivi alla giustizia».

Dall’altare maggiore, in una solennità quasi liturgica, la vicenda del Sindaco Pescatore viene svelata al pubblico: dieci anni di silenzi, omertà, depistaggi sotto l’ombra inquietante di istituzioni deviate, da quel lontano 5 settembre 2010, quando il sindaco di Pollica, Angelo Vassallo, 56 anni, viene trucidato con nove colpi di pistola, mentre rientra a casa a bordo della sua auto. Con lui, muore il sogno di un territorio libero dalla criminalità organizzata, dal traffico di stupefacenti, dagli abusi edilizi. È il racconto della ricerca della verità tra piccole o grandi corruzioni che attanagliano il nostro Paese e il Meridione d’Italia, ma è anche la narrazione di un’Italia che resiste e non si arrende, svilita e spesso delusa dalle istituzioni stesse, ma combattente e ferma nel portare avanti i valori per cui uomini onesti come Angelo Vassallo hanno dato la vita. Un omicidio del quale, a dieci anni di distanza, tra ipotesi investigative e presunti depistaggi, ancora non si conoscono i nomi di mandanti ed esecutori e sul quale proseguono le indagini della Procura della Repubblica di Salerno.

La platea in silenzio religioso, protesa all’ascolto di quei 10 anni di lotte per la ricostruzione della verità, con piccoli frammenti come tasselli di un puzzle che si ricompone, scavando a piene mani nel torbido, restando spesso impantanato nel fango delle bugie, dei voltafaccia, dei tradimenti.

Le voci risuonano attraverso le volte barocche e la magnificenza delle architetture. La sacralità del luogo diventa, così, metafora della “sacralità del dolore”, di quel calvario verso la verità, per rendere consapevoli dell’atroce realtà.

A fare da introduzione la lettura di alcune pagine a cura dell’attore Ettore Bassi, protagonista del monologo tratto dal primo libro “Il Sindaco Pescatore”. «Lo spettacolo, la storia che porto in scena, ha avuto un impatto molto forte dal primo momento, su di me innanzitutto – sottolinea Bassi – Ho sentito l’urgenza di portarla in scena affinchè fosse conosciuta e diffusa il più possibile. Ho percepito lo spessore dei valori che racchiude in sé e nella sua tragicità. Allo stesso tempo è la narrazione di un ottimismo possibile che, spesso, un destino tragico aggiunge all’umanità. Questo valore ho valuto caricarlo nel mio lavoro e trasmetterlo agli altri. Per me ha significato raccogliere una responsabilità grande: riuscire a trasmettere efficacemente quello che Angelo rappresenta ancora oggi e che ha portato nella sua vita, nel suo lavoro, nella sua comunità. Dopo tanti anni, essere ancora qui ad aspettare un esito, rende questa storia e il lavoro che stiamo facendo ancora più urgente, ancora più necessario. Noi non ci fermiamo. È importante essere qua oggi e testimoniare».

Firme illustri a livello nazionale hanno accolto l’appello alla presentazione del libro scritto da Dario Vassallo con il co-autore e giornalista de Il Fatto Quotidiano, Vincenzo IurilloMarco Lillo, vice direttore de Il Fatto Quotidiano, ripercorre con tanto di documentazione giudiziaria i numerosi colpi di scena e i fatti susseguitisi durante lo svolgimento dei processi. Un dialogo intenso con il direttore de “Il Messaggero” Massimo Martinelli, del vice direttore de “Il Fatto Quotidiano” Marco Lillo, della giornalista dell’HuffPost Federica Olivo, dello scrittore e drammaturgo Edoardo Erba, con la moderazione dell’agente letterario Gianluca Zanella.

Ad accomunare tutti gli interventi è la determinazione di non arrendersi, di continuare a cercare verità e giustizia, entrambi valori guida dell’azione politica e civile di Angelo Vassallo.

Una coraggiosa lotta per conseguire un obiettivo che, secondo la nostra Carta Costituzionale, dovrebbe essere la normalità. Verità e giustizia per la morte di un servitore dello Stato, prima ancora che di un fratello pescatore, per un processo che non deve estinguersi per intervenuta prescrizione, così come non deve cadere nel vuoto una vicenda che merita di essere spiegata, raccontata e divulgata, per infondere giustizia e dedizione all’onestà negli animi delle future generazioni.

«È un passaggio obbligato la presentazione a Roma è il centro della cultura, ma è anche il centro dove si può trovare la verità – insiste Dario Vassallo –  Noi la cerchiamo in ogni parte di questo Paese partendo da Acciaroli, ma serve la volontà, soprattutto delle istituzioni romane. Attraverso il blog della Fondazione Vassallo “Sconzajuoco” noi proviamo a rompere il gioco, a scuotere le coscienze di chi in questi anni ha dormito completamente».

E, dopo una notte insonne che ha fatto seguito alla presentazione capitolina, l’annuncio social che da “La Verità Negata” nascerà il sequel “Miserabili”: «Le più belle parole non sono quelle che si dicono ma quelle che si ascoltano – afferma Dario Vassallo – Questa notte, alle due, mi sono alzato e ho deciso di scrivere la continuazione de “La verità negata”. Parto dal titolo “Miserabili”. Così, all’improvviso si sono susseguiti uomini, immagini, storie e il manoscritto ha preso forma».

©Riproduzione riservata



Vassallo, «La verità negata» presentato a Roma. Interverrà l’attore Ettore Bassi

di Marianna Vallone

Lunedì 14 dicembre 2020 alle ore 16, in Piazza Sant’Ignazio, presso la Chiesa di Sant’Ignazio, a Roma, si svolgerà la presentazione romana del libro “La Verità Negata”. A dieci anni dall’omicidio di Angelo Vassallo un volume-denuncia per far luce sulla morte del Sindaco Pescatore.

Dieci anni di silenzi, omertà, depistaggi sotto l’ombra inquietante di istituzioni deviate, da quel lontano 5 settembre 2010, quando il sindaco di Pollica, Angelo Vassallo, viene ammazzato con nove colpi di pistola. Con lui, muore il sogno di un territorio libero dalla criminalità organizzata, dal traffico di stupefacenti, dagli abusi edilizi.

Libro presentato in anteprima nazionale lo scorso 5 settembre in occasione del decennale in un luogo simbolo, il Porto di Acciaroli, e che a Roma aprirà nuove prospettive e nuovi orizzonti, attraverso il confronto con l’attore Ettore Bassi, protagonista in passato dello spettacolo teatrale “Il sindaco pescatore”, monologo ispirato alla figura di Angelo Vassallo, modello di rigore e rispetto delle leggi nel tentativo di preservare la bellezza di uno dei luoghi più incantevoli del Cilento. Un dialogo denso partendo dal libro “La Verità Negata” arricchito dalla presenza del direttore de “Il Messaggero” Massimo Martinelli, del vice direttore de “Il Fatto Quotidiano” Marco Lillo, della giornalista dell’ “HuffPost” Federica Olivo, dello scrittore e drammaturgo Edoardo Erba, che si confronteranno con gli autori Dario Vassallo, fratello del Sindaco Pescatore e presidente della Fondazione Angelo Vassallo, e Vincenzo Iurillo, co-autore e giornalista de “Il Fatto Quotidiano”. La moderazione sarà affidata all’editor e agente letterario Gianluca Zanella. Tutto l’evento, accompagnato anche dalla diretta streaming, è promosso in sinergia con la Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore.

«No, non ho paura. Voglio vivere da uomo libero e spero di non morire cercando ancora la verità – si legge in un estratto del libro – Con la mia macchina ho percorso oltre 200.000 chilometri, che sommati a quelli percorsi con la macchina di mio suocero, a quelli fatti in treno e in aereo, a quelli compiuti da mio fratello Massimo, assommano sicuramente a più di un milione. Di questo milione di chilometri, ogni centimetro è servito per cercare la verità».

IL LIBRO A 10 ANNI DALL’OMICIDIO. Da quel 5 settembre 2010, giorno in cui è stata strappata la vita ad Angelo Vassallo in un agguato organizzato da menti criminali, anche la vita di Dario Vassallo e dei suoi familiari è cambiata per sempre. Dario non solo ha scritto il primo libro “Il sindaco pescatore” – da cui sono stati tratti uno spettacolo teatrale e una fiction televisiva che hanno toccato il cuore tutta l’Italia – ma con la Fondazione Angelo Vassallo ha percorso in lungo e in largo la nostra penisola, raccontando la vicenda umana e politica del fratello, generando ovunque una “grande onda” di commozione. A distanza di dieci anni da quel 5 settembre è stato dato alle stampe il nuovo libro “La verità negata”, con cui Dario Vassallo continua il suo faticoso percorso di ricerca della verità, di ricomposizione dei tasselli di un mosaico intricato, esponendosi in prima persona, non stancandosi mai di raccontare che un altro modo di fare politica è possibile, che si può essere virtuosi, coraggiosi, umani, come era Angelo.

Dieci anni all’instancabile ricerca della verità raccontati dalla viva voce di Dario Vassallo, fratello del sindaco pescatore, che sacrificando la propria professione, sottraendo tempo ai propri affetti, ha percorso l’Italia in lungo e in largo, ha incontrato persone, ha scavato a piene mani nel torbido, restando spesso impantanato nel fango delle bugie, dei voltafaccia, dei tradimenti. In questo viaggio, con ostinata caparbietà, Dario, insieme al giornalista del Fatto Quotidiano Vincenzo Iurillo che ha seguito il caso dall’inizio, ha raccolto frammenti di verità, ha ricomposto i pezzi. “La Verità Negata” (edito da PaperFirst) vuole essere allo stesso tempo un diario e un atto di accusa, un prezioso documento storico e un muro della vergogna».

Nel libro Dario Vassallo scrive: «Vincere non è certo cambiare il paese, non tocca a noi farlo, ma con la nostra azione siamo riusciti ad arrivare alla coscienza di milioni di italiani e, attraverso questa grande onda di legalità, arriveremo a chi ha ucciso Angelo. Vinceremo».

©Riproduzione riservata



Dario Vassallo annuncia nuovo libro: «Il titolo sarà ‘La verità negata’»

di Marianna Vallone

E’ stato messo il punto finale al nuovo libro di Dario Vassallo che sarà presto disponibile in libreria. Ed annuncia sui social che il titolo sarà “La verità negata”. Il presidente della Fondazione Angelo Vassallo – Sindaco Pescatore, fratello del sindaco ucciso a Pollica il 5 dicembre del 2010 con nove colpi di pistola, torna a raccontare di Angelo con un nuovo libro che arriva dopo il successo del precedente, “Il sindaco pescatore” in cui, ad un anno dalla sua scomparsa, aveva raccontato molto del politico e dell’ambientalista, ma anche dell’uomo semplice e del fratello. «Fra un pianto e un ricordo personale, il dolore per la perdita lascia spazio all’orgoglio per ciò che questo piccolo grande uomo è riuscito a fare in nome del bene comune. – raccontava Dario all’uscita del libro – E alla certezza che di lui qualcosa resterà». Ora, a distanza di qualche anno, un nuovo libro annuncia altri dettagli e altre consapevolezze. «Per anni, il titolo del nuovo libro è stato “Un’altra vita”. – ha spiegato Dario – Una vita che ci tocca vivere ma che non volevamo vivere. Poi, qualche mese fa, ho fatto leggere il manoscritto a Gerardo Spira ( segretario storico di Angelo, ndr), ci siamo sentiti, ci siamo confrontati e così Gerardo mi propone un nuovo titolo. Ne parlo a Nello Governato, mio suocero, costretto a letto dalla malattia, dedicando i suoi ultimi giorni e le sue ultime forze al libro e a me, senza mai lamentarsi. A Nello piacque il titolo di Gerardo. Disse: “È più bello ed è più significativo “. “La verità negata” è il titolo di questo lavoro scritto con l’aiuto indispensabile di tante persone. Ancora una volta abbiamo messo insieme personalità che nella vita forse non si sono mai incontrate o si sono incontrare per pochi minuti, ma che poi un libro li accomunerà per sempre».

©Riproduzione riservata



Omicidio Vassallo, Dario: «All’Antimafia ho fatto i nomi di chi l’ha ucciso»

di Marianna Vallone

Intervistato da Repubblica, Dario Vassallo dice: «Ho detto tutto alla commissione Antimafia. Durante l’audizione dei giorni scorsi ho fatto i nomi di quelli che, secondo me, sono i responsabili dell’omicidio». Il fratello del Sindaco Pescatore, Angelo Vassallo, ucciso ad Acciaroli  il 5 settembre 2010 con nove colpi di pistola cerca la verità da nove lunghi anni sull’omicidio di suo fratello Angelo, il sindaco di Pollica.

Un’inchiesta delle Iene, di Giulio Golia e Francesca di Stefano, ha riacceso i riflettori sul caso. Il programma Mediaset nella prima puntata ha raccontato tutto quello che sembra non tornare nella ricostruzione di quella notte e tutti i dubbi ancora da sciogliere intorno all’omicidio. Nella seconda parte i giornalisti si sono concentrati sul numero curiosamente alto di carabinieri a vario titolo coinvolti nella vicenda. Nella terza parte l’attenzione è puntata tutta sul giro di droga nella frazione di Acciaroli di cui Angelo Vassallo si era lamentato più volte. Alla locale caserma dei carabinieri aveva chiesto duri interventi per arginare lo spaccio di sostanze stupefacenti.

Dario Vassallo a Repubblica dice: «Secondo me siamo molto vicini alla verità. In questi ultimi giorni ho appreso, anche grazie alla trasmissione Le Iene, dettagli che non conoscevo. – ha detto – Continuo a pensare che la vera svolta debba essere cercata qui, ad Acciaroli, dove ci sono tre o quattro personaggi che presto avranno un nome e un cognome».

Attualmente l’unico indagato è l’ex sottufficiale Lazzaro Cioffi, ora sotto processo perché accusato di alcune complicità con il boss della droga del Parco Verde di Caivano. Secondo la Procura di Salerno, che coordina l’inchiesta condotta dai carabinieri, il movente più accreditato sarebbe proprio la guerra che il sindaco aveva dichiarato allo spaccio di droga.

©Riproduzione riservata



Dario Vassallo: «Mi hanno minacciato di morte»

di Luigi Martino

Minacce di morte all’indirizzo di Dario Vassallo, fratello di Angelo, il sindaco-pescatore di Pollica ucciso a colpi di pistola il 5 settembre del 2010 da mano ancora ignota. Dario, sabato scorso, si è recato negli uffici della caserma dei carabinieri di Roma ‘La Storta’ per denunciare un uomo cilentano per presunte minacce di morte. A rivelarlo è proprio lui, presidente della fondazione ‘Angelo Vassallo sindaco pescatore‘, attraverso il profilo Facebook personale: «Avverto gli altri seguaci di chi non ha visto, non ha sentito e non ha parlato, di non avere frette, di non spingere, c’è posto anche per voi. Tranquilli». Poi Dario si rivolge ai suoi contatti web rivelando un particolare sull’autore delle minacce: «Cari amici state tranquilli che il nostro cammino, tutti insieme, continua senza sosta e quando la politica arriva a minacciarti di morte, significa che non è più politica ma camorra».

L’attacco sui social «Vassallo ma vai a fanculo. A me di Angelo Vassallo non me ne frega un cazzo. Se l’hanno ammazzato un motivo c’era. Alfieri tutta la vita». E’ questo il contenuto di un messaggio pubblicato sui social da G.L. e indirizzato a Dario Vassallo. Un elemento da non sottovalutare. La diatriba che si consuma a distanza tra Dario Vassallo e Franco Alfieri, l’ex sindaco di Agropoli in corsa per le Comunali di Capaccio Paestum, potrebbe essere alla base delle presunte minacce. Minacce che, è bene sottolinearlo, sarebbero state rivolte a Dario da una persona non nota a chi scrive. Dario, infatti, non ha rivelato ancora alcun nome. O, perlomeno, non l’ha fatto con la stampa ma ai carabinieri sì.

©Riproduzione riservata



Rinviato processo «carabiniere infedele», sarebbe coinvolto in omicidio Vassallo

di Redazione

Colpo di scena nel corso della la prima udienza dibattimentale, dinanzi al tribunale di Napoli Nord, a carico di Lazzaro Cioffi, 57 anni, carabiniere originario di Casagiove finito in cella per corruzione e spaccio di droga con l’aggravante del metodo mafioso.Il brigadiere, secondo indagini della Procura di Salerno, sarebbe coinvolto nell’omicidio del sindaco di Pollica Angelo Vassallo con un’altra persona in via di identificazione. Il processo, ora, dovrà essere assegnato ad un’altra sezione pertanto è slittato alla prossima settimana perché uno dei giudici del collegio si è dovuto astenere per una parentela con pubblico ministero che ha effettuato le indagini. Secondo l’accusa della procura della Dda di Napoli, Cioffi avrebbe informato esponenti del clan Ciccarelli di indagini riservate e su imminenti perquisizioni da farsi al ras del Parco Verde di Caivano Pasquale Fucito. I fatti contestati a Cioffi risalgono a quando il 57enne era in forza al nucleo investigativo dei carabinieri di Castello di Cisterna, ruolo che ha ricoperto fino al giorno dell’arresto scattato il 19 aprile del 2018.  Il brigadiere, secondo indagini della Procura di Salerno, sarebbe coinvolto nell’omicidio del sindaco di Pollica Angelo Vassallo con un’altra persona in via di identificazione.

©Riproduzione riservata



Dario Vassallo e il suo nuovo libro: «Giglio marino ci accompagnerà in nuova avventura»

di Luigi Martino

«Ieri notte, dopo nove anni, ho finito di scrivere il mio nuovo libro. Lo pubblicheremo come Fondazione Angelo Vassallo, rimanendo volutamente lontano dalle case editrici. Ci vorranno almeno altri 30 giorni per la presentazione. Grazie a tutti voi che ci avete dato la forza e, non solo fisica. Il Giglio Marino ci accompagnerà in questa nuova avventura». Lo rende noto Dario Vassallo, fratello di Angelo, il sindaco pescatore di Pollica ucciso la notte del 5 settembre 2010 da mani ancora ignote alla legge. E’ proprio questo uno dei motivi principali che spinge Dario a scrivere, è smanioso di verità, di nomi, di giustizia. Tanti, forse troppi, i punti interrogativi che ruotano attorno a quello che è stato presto denominato come il ‘caso Vassallo’. Aspettiamo dunque di conoscere la data di presentazione del nuovo libro. Il ‘Sindaco Pescatore’, invece, è il libro scritto qualche anno fa da Nello Governato con la prefazione di Riccardo Iacona

©Riproduzione riservata



Vassallo, fratello sindaco ucciso: «Almeno 3 sanno cosa è successo»

di Luigi Martino

E’ una storia che ha cambiato per sempre il Cilento. L’omicidio di Angelo Vassallo è una cicatrice sul volto pulito della legalità. Ma anche una macchia indelebile sulla giustizia. Giustizia locale, certo, ma anche nazionale. Un sindaco è stato assassinato mentre rientrava a casa. Di notte. Quasi nove anni dopo nessuno conosce il mandante. Nessuno conosce l’esecutore. Non sappiamo se ci sono stati complici. Il piano o il motivo per il quale Angelo è stato crivellato da diversi colpi di pistola. «Conosceva chi ha messo fine alla sua esistenza» hanno da subito affermato gli inquirenti. Sul delitto aleggiano tesi opposte. E accuse. Si punta il dito non solo contro la politica locale o contro qualcuno che sarebbe rimasto zitto. Si guarda con occhio diverso anche gli investigatori, «chi quel giorno doveva tutelare e proteggere il luogo del delitto e le prove». Prove che, sempre secondo parte dell’opinione pubblica, sarebbero state «inquinate». Volontariamente oppure no, questo nessuno lo sa. O meglio, nessuno si pronuncia.

Fatto sta che la famiglia di Angelo non ha mai smesso di lottare. Nonostante gli ostacoli. Nonostante il dolore. Nonostante Pollica avesse perso il suo sindaco-pescatore, colui che dall’ultimo piano del Municipio ha trasformato quel pezzo di Cilento nella splendida località turistica che è oggi. Dario e Massimo, fratelli di Angelo, hanno messo in piedi la Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore. Portano in giro per il mondo il nome di Angelo e raccontano a tutti la sua storia.

Abbiamo raggiunto Dario Vassallo per una intervista.

Dario, il 2019 potrebbe essere l’anno di svolta per le indagini sull’omicidio di Angelo?

Il  2019 potrebbe essere l’anno della svolta e a me sembra che ci sia la volontà investigativa ed istituzionale di chiudere il cerchio attorno a chi ha ucciso Angelo. 

In un primo momento la procura aveva fermato la lente di ingrandimento su personaggi locali, poi su Humberto Damiani e ora sul carabiniere Lazzaro Cioffi. Angelo conosceva queste persone?

Penso che Angelo indirettamente conoscesse queste persone, sicuramente conosceva benissimo le persone del posto che questi personaggi frequentavano e che ancora anche oggi continuano a spacciarsi per “amici di Angelo”. Tempo al tempo.

Possibile che nessuno a Pollica è a conoscenza del mandante, dell’esecutore o di qualche dettaglio che condurrebbe gli inquirenti dritti alla verità?

A Pollica – Acciaroli, ci sono almeno 3 persone che sanno quello che è accaduto quella sera e senza sapere sono diventati complici di un assassinio. Sono cose che ripeto da anni e in ogni angolo di questo Paese.

Cosa ha fatto in questi anni la politica locale. Cioè, in che modo ha contribuito alle indagini? 

La politica locale non ha fatto nulla, anzi negli anni ha fatto solo danni, fare festa il 5 settembre è stato veramente vergognoso e chi giustifica le sagre, la musica, le feste fatte nella stessa sera che ricorre l’uccisione del Sindaco, dello Stato, dovrebbe essere preso a pedate. Nel Cilento ho visto fare convegni in ogni luogo e su ogni cosa, ma mai un convegno sulla Legalità, o sul perché sia stato ucciso il Sindaco. Ripeto la politica locale non ha contribuito in nessun modo alla ricerca della verità, e mi riferisco non solo alla politica Cilentana, ma Campana e soprattutto mi riferisco a quegli uomini dello stesso partito di Angelo che ancora oggi si nascondono dietro ad espressioni del tipo “Faccio cosi perché il partito così vuole”. Ma poi il partito chi è? Ma pure questa storia e questi comportamenti sono conosciuti in tutto il Paese.

Angelo ha lasciato un esempio forte, forse anche difficile da seguire da un certo punto di vista. C’è chi nel Cilento onora la sua figura in qualche modo?

I sindaci del Cilento che percorrono la strada di Angelo, con innumerevoli difficoltà, sono Eros Lamaida, Pino Palmieri, Maurizio Tancredi e il già sindaco di Sapri, Giuseppe Del Medico. Poi ci sono 72 sindaci, 113 assessori, 268 consiglieri comunali e 17 segretari di circolo del Pd, per un totale di 470 firmatari che hanno sottoscritto la petizione per la candidatura di Franco Alfieri, affinché venisse candidato dal Pd nelle passate elezioni politiche, e che di colpo costoro hanno:

– Dimenticato due processi “Strade Fantasma” e processo ” Due Torri bis”.

– Hanno dimenticato le denunce fatte dal sindaco di Pollica inerenti queste strade, denunce tutte protocollate e in nostro possesso, indirizzate all’ex Assessore ai Lavori Pubblici della Provincia di Salerno, Franco Alfieri.

Facciamo prima a dire che hanno percorso un’altra strada che non è quella di Angelo.

Ci spieghi un po’ il suo rapporto con Ingroia?

Il mio rapporto con il dott. Ingroia è nato un po’ di tempo fa e per me è strano condividere un progetto di verità e giustizia con chi è stato al fianco dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Ogni cosa che io e mio fratello Massimo facciamo, è studiata e anche la scelta del Dott. Ingroia, come difensore non è casuale.

La Fondazione intitolata ad Angelo gira l’Italia per onorare la sua memoria e tramandare i suoi «insegnamenti». Cosa dicono di Angelo quando lei oltrepassa i limiti della Campania?

Fuori dalla Campania hanno capito subito la grandezza di Angelo, non a caso nel 2012 a Finale Ligure hanno intitolato il porto ad Angelo, senza parlare dell’Emilia Romagna, dove sindaci e amministratori del Pd hanno intitolato strade, giardini, parchi a nostro fratello. La sala consiliare del Comune di Sant’ Agata Bolognese, comune prestigioso, lì dove si costruisce la Lamborghini, porta il nome di Angelo. Dico sempre, ed è la verità, che senza questi amministratori, senza l’Emilia Romagna, adesso non saremmo qui a raccontare di Angelo. Non dimentichiamo che Alain Foure, direttore degli studi Politici dell’Università di Grenoble, il 15 settembre 2010 scrisse un articolo dedicato ad Angelo, su Le Monde, dal titolo ” Il Profeta assassinato”.

Cosa manca, adesso, al Cilento, a questa terra, adesso?

A questa terra manca tutto ciò che è l’essenza della politica. La politica è agire e vivere per gli altri, dove gli altri, siamo noi, la gente, il popolo senza distinzione di appartenenza politica, di casta o di religione. Nel Cilento, ma quasi in tutto il Sud, la politica è intesa come “gestione familiare”. Bisognerebbe creare una nuova classe politica e questo avverrà nel giro di 10 anni, perché il populismo di cui tutti parlano è nato dalla politica fatta negli ultimi 10 anni. Una politica che ha piegato la libertà delle coscienze, ha contorto la coscienza politica di milioni di italiani, creando sofferenza e seminando odio. Dopo il populismo si aprirà una nuova fase, non solo per il Cilento ma per l’Italia intera.

©Riproduzione riservata



Acciaroli, Vassallo pianta 500 gigli di mare: «Seminiamo la bellezza»

di Luigi Martino

Il sole tramonta sulla spiaggia di Acciaroli. Sono quasi le 17 di un venerdì pomeriggio che precede il Natale. Questo lembo di litorale stretto nella morsa dei ricordi di Angelo Vassallo, conserva sempre un po’ di ogni cosa. E libera emozioni, quadri capaci di far riflettere senza aprir bocca. Nel museo della bellezza inaspettata, ti puoi imbattere in scene così. Due persone, due amici, due testimoni dell’operato del sindaco-pescatore, sono accovacciata mentre il sole si tuffa in mare. Lo sfondo è incanto. Il gesto è molto nobile: stanno inserendo nella sabbia 500 semi di Pacratium marittimum, più comunemente conosciuto come giglio di mare (o marino). Dario Vassallo è in compagnia di Angelo, un amico. Porta lo stesso nome del fratello e la somiglianza non è solo in queste lettere. Dario e Angelo seminano bellezza. Ridanno vita ad un’oasi troppo spesso calpestata e distrutta. In quei fiori bianchi, che spunteranno prima della prossima estate, c’è il sorriso di Angelo, ucciso da colpi di pistola in un agguato del settembre di 8 anni fa. Il giglio è un po’ come lui, forte, che sa’ difendersi dal freddo e dagli attacchi esterni. Ma che nulla può farci contro i vili e i malviventi. Il fiore di questa pianta è una meraviglia della natura, bianco e con una forma dei petali che ricorda le bellissime orchidee. Si tratta di un fiore ermafrodita con impollinazione entomofila produce una capsula contenente molti semi di colore nero. Il vero seme è situato all’interno di una massa sugherosa e leggerissima, che permette il galleggiamento del seme come avesse un salvagente. Le onde delle mareggiate che raggiungono le dune raccolgono i semi dispersi tutt’intorno dalla pianta e li disseminano, grazie alle correnti, in altri punti della costa, anche lontanissimi, favorendo la disseminazione in nuovi territori. E queste onde, a volte, si trasformano in mani sapienti. Come quello di Dario e del suo amico che hanno custodito i semi per tutto l’inverno e ora li hanno restituiti alla sabbia. Prima di andare via, ad operazione conclusa, un giro tra il canneto e i gigli per rimuovere immondizia di ogni genere. Poi dritti verso casa.

©Riproduzione riservata



Teatro, Ettore Bassi racconta la storia di Angelo Vassallo

di Luigi Martino

Sassano rivive la storia di Angelo Vassallo. Il sindaco-pescatore di Pollica, ucciso da mani ignote il 5 settembre 2010, è stato interpretato al cine teatro Totò di Sassano dall’attore Ettore Bassi. «Ci ha trasmesso forti ed intense emozioni» ha scritto su Facebook Tommaso Pellegrino, presidente del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni nonchè sindaco di Sassano. Sfoglia la gallery:

©Riproduzione riservata



© Giornale del Cilento - Gerenza

Iscrizione al Tribunale Vallo della Lucania n.580/2009 del 04.09.2019