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Cilento, turisti scortati in mare da una tartaruga bellissima

di Luigi Martino

E’ salita a pelo d’acqua non appena un barcone pieno di turisti stranieri ha lasciato il porto di Marina di Camerota per dirigersi verso l’area marina protetta Costa degli Infreschi e della Masseta. Eccola in foto, una splendida Caretta Caretta con il carapace mezzo dentro e mezzo fuori dal mare. Ha scortato i visitatori per una tratta breve, prima di salutarli e rituffarsi giù, a casa propria. Stupore, meraviglia e qualche fotografia. Un’esperienze indimenticabile per il gruppo di escursionisti.

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Cilento, pescatori a scuola per imparare a salvare le tartarughe

di Luigi Martino

«Salviamole – tutti siamo ca(ra)paci» è il titolo dell’iniziativa che si è svolta questa mattina al Salone parrocchiale di Agnone Cilento, al comune di Montecorice. Alle 10.30, infatti, i pescatori, con la partecipazione di tanti curiosi, hanno appreso le procedure da seguire in caso di cattura accidentale o recupero di tartarughe marine. La Caretta Caretta, infatti, è una specie che, nei mari del Cilento, è sempre più frequente. Molto spesso sceglie questa fetta di costa per nidificare. Di notte, mamma tartaruga, sale in spiaggia e scava una buca dove depone le uova che si schiuderanno qualche settimana dopo. Capita dunque, di tanto in tanto, che questi carapaci, appunto, finiscono impigliati nelle reti dei pescatori o, in alternativa, nuotano a pelo d’acqua sfiorando le imbarcazioni impegnate nei mari del Cilento. L’incontro è stato fortemente voluto da Andrea Affuso, veterinario del centro di ricerche tartarughe marine di Portici, dellasStazione zoologica Anthon Dohrn. «Grazie alla sensibilità dell’amministrazione comunale di Montecorice e di una rete fitta di volontari – ha dichiarato Affuso – abbiamo tenuto questo incontro con i pescatori. Io mi occupo della riabilitazione delle tartarughe marina in difficoltà. Ovviamente questo è un compito che non può prescindere dalla collaborazione degli operatori del mare».

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Tartaruga morta ritrovata a Sapri, nel suo stomaco plastica

di Luigi Martino

«Ogni azione ed ogni scelta che facciamo, ha un effetto sul mondo in cui viviamo e sui suoi abitanti. Vi ricordate dei dischetti di plastica che hanno invaso le nostre spiagge (e il nostro mare) la scorsa primavera?  Dopo varie indagini si scoprì che erano filtri di un depuratore rotto». Lo scrivono gli ambientalisti della pagina Facebook Tartarughe marine in Campania. Il caso destò molto scalpore. I dischetti furono ritrovati lungo tutto il litorale campano e anche nel Lazio. Ma quei dischetti hanno fatto più danni del previsto. «Oggi è stata fatta un’ autopsia su una tartaruga morta a Sapri, nel suo stomaco sono stati trovati ben 7 di questi dischetti, insieme a molto altro materiale di plastica» svelano gli esperti. Poi l’appello: «Scegliete di non usare plastica, rifiutate le cannucce al bar, scegliete le eco ricariche, i piatti in ceramica, i bicchieri di vetro e se non è possibile scegliete la carta. Siate consapevoli che sta a noi scegliere di agire per difendere il nostro mare!».

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Camerota, rinvenuta una carcassa di tartaruga

di Luigi Martino

La carcassa di una tartaruga Caretta Caretta è stata ritrovata da alcuni passanti lungo il litorale di Marina di Camerota. L’esemplare, in stato di decomposizione, è stato segnalato all’ufficio circondariale marittimo di Camerota. Sul posto, in località Capogrosso, sono intervenuti i guardiacoste che hanno rimosso l’esemplare e lo hanno inviato all’istituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno. Dei fatti è stato informato anche la Stazione Zoologica Anton Dohrn dell’acquario di Napoli. La tartaruga è stata portata sulla spiaggia dalle forti mareggiate dei giorni scorsi. Toccherà ora agli esperti capire le cause che hanno portato al decesso della Caretta Caretta.

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Nate libere: la campagna Enpa per le tartarughe diventa un docufilm

di Luigi Martino

Si chiama Acquamarina ed è una tartaruga Caretta caretta che il 22 luglio ha nidificato sulla spiaggia di Montecorice, in Cilento. Su quella spiaggia, Acquamarina aveva cercato di deporre le sue uova per ben tre volte, tuttavia la difficoltà di trovare uno spazio adatto, la curiosità dei bagnanti, la confusione tipica delle giornate di piena estate, l’avevano sempre costretta a desistere e a tornare nella sua casa, il mare. Ma si trattava solo di aspettare poche ore. Infatti, con il calare della sera e con la spiaggia ormai libera, Acquamarina è tornata nel luogo prescelto ed è finalmente riuscita a creare il suo nido. Di lei e delle sue uova si sono presi cura i volontari dell’Enpa e i biologi della Stazione Anton Dohrn di Napoli, che, informati della presenza della tartaruga, hanno immediatamente messo in sicurezza il sito, sorvegliandolo costantemente fino alla schiusa. Avvenuta pochi mesi dopo, il 10 settembre, con la nascita di ben 102 tartarughine. Una delle nidiate più prolifiche di tutto il 2018. Oggi, Acquamarina è anche protagonista del docufilm intitolato ‘Nate libere‘, girato da Andrea Falconi e prodotto dall’ufficio stampa Enpa.

Le immagini di Andrea Falconi ricostruiscono e raccontano l’importante lavoro svolto da anni dai biologi e dai volontari di associazioni italiane, tra cui Enpa, che operano affinché le tartarughe siano protette e tutelate. Un lavoro paziente, silenzioso, quasi sempre notturno, per preservare una specie il cui stato di conservazione è classificato come ‘vulnerabile’. Ma ‘Nate libere’ è più di una narrazione; è la testimonianza dell’amore e della passione con cui ricercatori e volontari si dedicano al progetto di monitoraggio e di tutela delle tartarughe marine coordinato dal Centro Ricerche Tartarughe Marine della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli. Nell’estate del 2018, in Campania, sono stati monitorati sei nidi di tartaruga Caretta Caretta. Sono nate più di 450 tartarughe. I volontari dell’Enpa che hanno presidiato i nidi in supporto all’attività della Stazione Zoologica Anton Dohrn sono delle sezioni di Salerno, Caserta e Napoli. Dal giugno 2017 è attiva la campagna Enpa ‘Nate libere’ per la tutela delle tartarughe marine. Alla campagna hanno contribuito finora le Sezioni Enpa di Treviso, di Verona, il Coordinamento regionale del Veneto, la Sezione di Genova, il Centro Nazionale Comunicazione e Sviluppo Enpa e la Sede Centrale dell’Enpa donando t-shirt, felpe, tende, mezzi per il monitoraggio, torce notturne, cartellonistica per la segnalazione dei nidi. L’associazione 12Ponti di Treviso sostiene il Progetto ‘Nate Libere’ dell’Enpa.

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