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	<title>tribunale | Giornale del Cilento</title>
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	<description>Notizie dal Cilento. News, Cronaca, Turismo e Territorio</description>
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		<title>Un concorso di idee per il tribunale di Vallo della Lucania coinvolge gli studenti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2026 06:55:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Vallo della Lucania]]></category>
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					<description><![CDATA[L’Ordine degli Avvocati di Vallo della Lucania ha ufficialmente indetto un concorso di idee intitolato “Il Tribunale di Vallo della Lucania: un presidio di legalità irrinunciabile per il Cilento”. L’iniziativa, [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’Ordine degli Avvocati di Vallo della Lucania ha ufficialmente indetto un concorso di idee intitolato “Il Tribunale di Vallo della Lucania: un presidio di legalità irrinunciabile per il Cilento”. L’iniziativa, frutto della collaborazione con la Camera Penale “G. Lombardi” e l’Aiga (Associazione Italiana Giovani Avvocati), si prefigge l’obiettivo di coinvolgere attivamente le nuove generazioni nella valorizzazione del ruolo storico e sociale dell’istituzione giudiziaria locale. Attraverso questa proposta, si mira a stimolare la partecipazione giovanile, focalizzandosi sull&#8217;importanza del tribunale come fulcro di legalità per l&#8217;intero territorio cilentano.</p>
<p>Il progetto è stato concepito con la finalità di raccogliere proposte originali e creative. Gli elaborati potranno esplorare diverse tecniche narrative, tra cui fotografie, filmati, interviste o testimonianze, per narrare l’evoluzione storica del Tribunale e per mettere in risalto le figure dei suoi protagonisti. Una sezione specifica dei lavori presentati sarà dedicata alla ricostruzione storica delle sedi giudiziarie precedenti all&#8217;attuale, con l’intento di allestire una mostra fotografica permanente all’interno della struttura odierna. Questo contribuirà a preservare e divulgare la memoria storica dell&#8217;istituzione.</p>
<h2>Partecipazione e requisiti per gli studenti</h2>
<p>Il concorso è rivolto in via esclusiva agli studenti frequentanti gli Istituti Superiori che ricadono nei 51 comuni compresi nel circondario del Tribunale di Vallo della Lucania. I giovani interessati hanno la possibilità di partecipare individualmente o di costituire gruppi di lavoro. In quest&#8217;ultimo caso, è richiesta la nomina di un capogruppo, il quale assumerà la responsabilità dell&#8217;elaborato. Per assicurare la massima imparzialità nel processo di valutazione, le proposte dovranno essere presentate in forma rigorosamente anonima. I candidati sono tenuti a consegnare un plico sigillato contenente due buste separate: una destinata alla documentazione anagrafica, che dovrà includere l&#8217;autocertificazione di residenza, e l&#8217;altra contenente la proposta progettuale vera e propria, priva di qualsiasi segno di riconoscimento personale.</p>
<h2>Termini di consegna e modalità di invio</h2>
<p>Le proposte potranno essere presentate a partire dal <strong>primo giugno</strong> e fino al <strong>30 novembre 2026</strong>. La consegna degli elaborati deve avvenire esclusivamente a mano presso l’ufficio di segreteria del COA (Consiglio dell&#8217;Ordine degli Avvocati) di Vallo della Lucania. È importante sottolineare che il bando specifica chiaramente come il materiale inviato e successivamente acquisito diventerà di proprietà dell’Ordine degli Avvocati. L&#8217;Ordine, pertanto, acquisirà pieni diritti di utilizzo e pubblicazione di tutto il contenuto ricevuto, permettendo la diffusione delle opere presentate nell&#8217;ambito dell&#8217;iniziativa.</p>
<h2>Valutazione e borse di studio</h2>
<p>Una commissione tecnica appositamente costituita, composta da rappresentanti del COA e da esperti nel campo della comunicazione, sarà incaricata di valutare i progetti pervenuti. La valutazione si baserà su quattro criteri principali, ciascuno con un punteggio massimo di 25 punti: la forza e immediatezza comunicativa, il valore estetico e artistico dell&#8217;opera, l&#8217;originalità dell&#8217;idea e la sua adattabilità e riproducibilità. Sono previsti riconoscimenti economici sotto forma di borse di studio per i primi tre classificati: un premio di 750 euro sarà assegnato al vincitore, 500 euro al secondo classificato e 250 euro al terzo. L’esito finale del concorso verrà reso pubblico sul sito ufficiale del COA una volta completate tutte le procedure di verifica dei requisiti e di valutazione.</p>
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		<title>Tribunale Sala Consilina, dibattito riacceso: cresce l&#8217;attenzione su possibile riapertura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jan 2025 10:11:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Sala Consilina]]></category>
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					<description><![CDATA[L’attenzione del territorio verso la possibile riapertura del Tribunale di Sala Consilina si intensifica. La recente richiesta di riattivare la commissione speciale per il presidio di giustizia, avanzata da Angelo [...]]]></description>
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<p>L’attenzione del territorio verso la possibile riapertura del <strong>Tribunale di Sala Consilina</strong> si intensifica. La recente richiesta di riattivare la commissione speciale per il presidio di giustizia, avanzata da Angelo Paladino, presidente dell’Unione Giuristi Italiani, ha riacceso il dibattito. La commissione era stata istituita dopo la chiusura del tribunale nel 2012, ma i lavori si erano successivamente arenati.</p>



<p>Le parole del sottosegretario al Ministero della Giustizia, Andrea Delmastro Delle Vedove, che ha ribadito l’intenzione del Governo Meloni di riaprire i tribunali nelle aree interne, hanno dato ulteriore impulso alle richieste. Non si è fatta attendere la risposta dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Mimmo Cartolano: «È ferma intenzione di questa amministrazione intraprendere ogni azione necessaria, in continuità con quanto già avviato dalla precedente, per ottenere la riapertura del Tribunale di Sala Consilina».</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Una nuova commissione speciale</strong></h3>



<p>Nel prossimo consiglio comunale sarà presentata una proposta di deliberazione per la ricostituzione della commissione speciale e temporanea incaricata di seguire l’iter per la riapertura. L’obiettivo è dare continuità ai lavori avviati nelle precedenti adunanze.</p>



<p>A tal proposito, il sindaco Cartolano ha annunciato un incontro con Vincenzo Bonafine, presidente dell’Ordine degli Avvocati, Nunzio Ritorto, presidente dell’Ordine dei Commercialisti, i capigruppo consiliari e il Comitato delle libere associazioni rappresentato da Paladino. «Discuteremo dello stato attuale e delle iniziative future», ha spiegato il primo cittadino.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Un sostegno trasversale</strong></h3>



<p>Anche il consigliere regionale Corrado Matera, promotore di una legge per il ripristino del tribunale, ha espresso il suo pieno supporto. «È necessario adottare criteri specifici per le aree interne, che devono essere dotate di presidi di legalità per contrastare lo spopolamento e garantire servizi essenziali», ha dichiarato. Matera ha sottolineato l’importanza di deroghe legislative per tutelare i territori più vulnerabili, rafforzando la presenza dello Stato.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Le voci dal territorio</strong></h3>



<p>Tra i più accesi sostenitori della riapertura figura l’avvocato Elisabetta Giordano, esponente salese del Coordinamento nazionale per la revisione della geografia giudiziaria. «Finalmente una buona notizia che ci dà speranza e forza per continuare a lottare», ha commentato. Giordano ha ricordato le gravi conseguenze derivate dalla chiusura del tribunale nel 2012, definendolo un duro colpo per il Vallo di Diano. «Continueremo a batterci per ottenere ciò che è un nostro diritto», ha concluso.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Un presidio di giustizia fondamentale</strong></h3>



<p>La riapertura del Tribunale di Sala Consilina rappresenta una questione cruciale per la comunità locale. In un territorio spesso alle prese con fenomeni di criminalità e spopolamento, il presidio di legalità è considerato un pilastro fondamentale per garantire sicurezza, giustizia e sviluppo.</p>



<p>Con il sostegno delle istituzioni e la mobilitazione della società civile, il sogno di vedere nuovamente operativo il Tribunale sembra oggi più vicino. Resta ora da trasformare le parole in azioni concrete per il bene del territorio.</p>
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		<title>L&#8217;ironia dell&#8217;ex sindaco Ferreri per il busto donato al tribunale di Salerno dall&#8217;amministrazione di Sala Consilina</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/lironia-dellex-sindaco-ferreri-per-il-busto-donato-al-tribunale-di-salerno-dallamministrazione-di-sala-consilina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Jul 2023 17:08:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Sala Consilina]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;ex sindaco di Sala Consilina, Gaetano Ferrari sceglie l&#8217;ironia per &#8220;celebrare&#8221; l&#8217;anniversario della chiusura del tribunale (chiuso quando lui era primo cittadino). E soprattutto Ferrari rimarca il paradosso di evento [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L&#8217;ex sindaco di Sala Consilina, Gaetano Ferrari sceglie l&#8217;ironia per &#8220;celebrare&#8221; l&#8217;anniversario della chiusura del tribunale (chiuso quando lui era primo cittadino). E soprattutto Ferrari rimarca il paradosso di evento sulla Giustizia salese a Salerno. «In questo splendido evento culturale dell&#8217;estate Salese che si svolge a Salerno, mi auguro che l&#8217;Amministrazione non si sia dimenticata di predisporre una targa da porre alla base del busto che reciti: <em>A duratura memoria dell&#8217;impegno profuso dal foro di Salerno nel far sì che i territori del Tribunale di Sala Consilina servissero per aprire la corte di Appello di Salerno e, altresì, all&#8217;ignavia mostrata per &#8216;impedire che quella stessa parte della corte di Appello di Salerno, il Tribunale di Sala Consilina, fosse aggregata alla corte di Appello Di Potenza</em>».</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="270" height="160" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2023/07/Schermata-2023-07-21-alle-19.03.48.png" alt="" class="wp-image-160609"/></figure>
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		<title>Accusato di pedopornografia, sindaco presenta appello contro la sentenza di condanna</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Dec 2018 10:02:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-74685 alignleft" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2018/12/rofrano-300x157.jpg" alt="" width="300" height="157" srcset="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2018/12/rofrano-300x157.jpg 300w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2018/12/rofrano-768x402.jpg 768w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2018/12/rofrano-696x365.jpg 696w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2018/12/rofrano.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Ha già presentato appello, <strong>il sindaco di Rofrano Nicola Cammarano</strong>, contro la sentenza di primo grado che lo condanna ad un anno di reclusione per detenzione di materiale pedopornografico. Nel ricorso, redatto dall’avvocato Vincenzo Speranza, legale del primo cittadino, vengono ribattuti punto per punto gli addebiti mossi al sindaco dal Tribunale di Vallo della Lucania che contestava la consapevolezza dell’azione del primo cittadino nello scaricare e detenere  il materiale pedopornografico.</p>
<p>Nella difesa di Cammarano, però, si sottolinea che il download è avvenuto accidentalmente e che il sindaco non era a conoscenza del contenuto del file zippato avendo preso visione di due sole foto tra le oltre 900 presenti, due foto che non avevano alcun carattere  pedopornografico.</p>
<p>Tutto sarebbe partito, come come ricostruisce la vicenda la difesa, da un accertamento fiscale effettuato dalla Guardia di Finanza nello studio da commercialista del sindaco il 13 febbraio 2015. Quel giorno la verifica venne sospesa e riprese il 19 febbraio quando venne poi trovato il file incriminato, denominato “Video6”, sul desktop del computer di Cammarano.</p>
<p>In quei 6 giorni di intervallo tra le due verifiche il computer rimase nella piena disponibilità dell’imputato ma, dice la difesa, <strong>questi non cancellò i file, segno che non era consapevole del loro contenuto</strong>.  Del resto, sentito dopo il rinvio a giudizio, Cammarano raccontò  di aver scaricato dei file  mentre navigava su siti leciti e di non essersi avveduto del contenuto degli stessi, essendo zippati, né del numero delle immagini.</p>
<p>. Le dichiarazioni del sindaco, secondo la difesa, trovano riscontro nella perizia del Tribunale da cui sarebbe emerso che furono solo 12 le foto aperte, 10 delle quali il giorno dell’ispezione della Guardia di Finanza, (il 19 febbraio), e due nel 2014 come aveva riferito il sindaco prima che venisse disposta la perizia.</p>
<p>Quest’ultima, inoltre, aggiunge come motivazione la difesa, afferma di non poter stabilire se i siti al centro dell’inchiesta fossero di natura pedopornografica né se la navigazione su di essi fosse stata diretta o frutto di finestre apertesi autonomamente come pop-up. Sulla base di tutti questi elementi, tenuto conto che  nessun altro materiale pedopornografico è stato rinvenuto nel corso delle altre ispezioni, la difesa si è opposta al concetto di &#8220;consapevolezza&#8221; al centro del giudizio di primo grado e ha chiesto alla Corte di Appello di Salerno la revisione della sentenza.</p>
<p><strong></strong></p>
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		<item>
		<title>Lastre di marmo uccidono un operaio, assolti i titolari della ditta</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/lastre-di-marmo-uccidono-un-operaio-assolti-i-titolari-della-ditta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Nov 2018 17:17:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[assoluzione]]></category>
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					<description><![CDATA[Assolti perché il fatto non sussiste. Gli imprenditori Amedeo e Alfeo Davide Cancellaro, accusati di omicidio colposo per la morte di un loro dipendente, schiacciato tra due pacchi di lastre di [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-65161 alignleft" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2018/10/trib_6-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2018/10/trib_6-300x225.jpg 300w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2018/10/trib_6-80x60.jpg 80w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2018/10/trib_6-265x198.jpg 265w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2018/10/trib_6.jpg 457w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Assolti perché il fatto non sussiste. <strong>Gli imprenditori Amedeo e Alfeo Davide Cancellaro</strong>, accusati di omicidio colposo per la morte di un loro dipendente, schiacciato tra due pacchi di lastre di marmo mentre era al lavoro, sono stati assolti con formula piena dal Tribunale di Lagonegro. Il triste episodio risale al giugno 2012. Per la morte del loro dipendente la Procura aveva ipotizzato il mancato rispetto delle norme sulla sicurezza sul lavoro, quindi trasformata nell&#8217;accusa di omicidio colposo.</p>
<p>I legali dei due imprenditori, <strong>Caterina Mastrogiovanni e Marcello D&#8217;Aiuto</strong>, soddisfatti per l&#8217;esito, hanno dichiarato: «La sentenza  chiude un vicenda complicata sia dal punto di vista giuridico che etico e morale. Abbiamo lavorato intensamente perché fosse affermata l’innocenza di Amedeo ed Alfeo Cancellaro e la loro rispettabilità umana e professionale. Riteniamo di esserci riusciti a pieno».</p>
<p>Il procedimento penale, lungo e complesso, si è concluso con l’assoluzione piena dei due imputati. Il giudice del tribunale lucano, infatti, ha accolto la tesi difensiva ed ha riconosciuto l’infondatezza dell’accusa. Per i due legali l&#8217;accusa di omicidio colposo a carico degli imprenditori era un&#8217;accusa grave ed infamante. Il Pubblico Ministero aveva chiesto la condanna a dieci mesi di reclusione per entrambi.</p>
<p><strong></strong></p>
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