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A Torre Orsaia si presenta il libro “Uno scrigno per l’Unesco”

di Marianna Vallone

E’ uno dei centri più caratteristici e affascinanti del Cilento ad ospitare, domani, venerdì 3 maggio, la presentazione del libro “Uno scrigno per l’Unesco” I siti, la cultura immateriale e le aree di interesse comunitario nel Cilento e nel Vallo di Diano. Il libro, edito dall’Università Popolare del Cilento e dal Centro Promozione Culturale per il Cilento, sarà presentato a Torre Orsaia a Palazzo Vassalli, alle ore 18:00, dai curatori l’avvocato Andrea Baldini e il prof. Amedeo La Greca. All’incontro interverranno il sindaco di Torre Orsaia Pietro Vicino e il prof. Luigi Rossi dell’Università di Salerno. Al termine della presentazione saranno insigniti di un attestato di merito coloro che hanno contribuito alla crescita culturale di Torre Orsaia e del Cilento.

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Un italiano nel gruppo esperti Unesco Pellegrino: «Orgogliosi per l’elezione di Petrillo»

di Marianna Vallone

Pier Luigi Petrillo

Il Comitato del Patrimonio Culturale dell’Unesco ha eletto con il 92% di voti, il professor Pier Luigi Petrillo, membro del gruppo di esperti che valuteranno le candidature Unesco per i prossimi 4 anni. A Petrillo si devono i riconoscimenti delle Isole Eolie, Dolomiti, paesaggi vitivinicoli Langhe-Roero e Monferrato, Arte Pizzaiuoli Napoletani, Dieta Mediterranea, di Pantelleria e della tecnica dei muretti a secco. 

Per la prima volta anche un italiano è stato eletto nel gruppo di super esperti Unesco, che si compone di 6 super-esperti eletti ogni 4 anni dal comitato del patrimonio culturale, con il compito di valutare le proposte di riconoscimento Unesco provenienti da tutto il mondo. Gli altri esperti sono Sonia Aguirre (Cile), Hien Nguyen (Viet Nam), John Omare (Kenya), Saeed al Busaidi (Oman).

Tommaso Pellegrino

«Esprimo grande soddisfazione e mi complimento con il professore Pier Luigi Petrillo per la sua elezione nell’organo di valutazione Unesco per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale”, ha dichiarato il presidente del Parco Nazionale del Cilento, Diano e Alburni Tommaso Pellegrino, ieri ad Ascea, a margine della cerimonia organizzata dall’Ente per celebrare  il ventennale dell’iscrizione del Parco nella lista Unesco. «L’elezione del professore Petrillo, peraltro attuale capo di Gabinetto del ministro dell’Ambiente, è per noi motivo di grande orgoglio – ha ribadito Pellegrino – si tratta di un italiano illustre, da anni impegnato a valorizzare il patrimonio naturalistico italiano anche sotto il profilo culturale in ambito internazionale. Il professor Petrillo è stato uno degli autori della Convenzione Unesco sul patrimonio culturale immateriale ed è stato l’artefice di numerosi riconoscimenti, tra cui la Dieta Mediterranea e quella dell’Arte dei Pizzaiuoli Napoletani. Speriamo presto di poterlo ospitare nel nostro Parco».

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Parco nazionale del Cilento: venti anni di Patrimonio Unesco

di Marianna Vallone

Venti anni di Patrimonio Unesco per i siti del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Era il 1998 quando a Kyoto, l’Unesco iscrisse nuovi siti nella lista dei Patrimoni dell’Umanità. Tra questi, insieme ad altre meraviglie d’Italia, c’era il Parco nazionale del Cilento con i siti archeologici di Paestum, Velia e la Certosa di Padula. Per l’Unesco si tratta di un paesaggio culturale di straordinario valore con testimonianze di insediamenti risalenti a 250.000 anni fa. Abitato ininterrottamente, prima dagli agricoltori del Neolitico e dalle comunità dell’Età del Bronzo e del Ferro, successivamente da Etruschi, colonizzatori greci, Lucani, Romani. Il Parco Nazionale dal 1997 è un’area Riserva della Biosfera Mab dell’Unesco. La stessa zona è stata Iscritta nella rete dei Geoparchi Unesco nel 2010, grazie alla bellezza delle numerosissime grotte create dalla natura carsica del terreno, sia nell’entroterra che sulla costa. Paestum, l’antica città greca di Poiseidonia, sorta alla fine del VII secolo a.C. e dedicata a Poseidone, fu fondata dai coloni di Sibari, provenienti dalla città sulla costa ionica della Calabria non dal mare ma per le vie ancestrali che attraversavano i crinali delle montagne. Velia, in greco Elea, nacque nel 540 a.C., quando una spedizione di coloni focesi giunse sulla costa tirrenica della Lucania e sviluppò una città su un promontorio affacciato sul mare. Elea vide il fiorire di una scuola filosofica presocratica: la scuola eleatica. Parmenide ne fu il fondatore e Zenone fu il suo illustre discepolo. Entrambi sono considerati tra i maggiori filosofi greci, padri delle radici della razionalità occidentale. La Certosa di San Lorenzo a Padula, nell’altopiano di Vallo di Diano, è il più vasto complesso monastico dell’Italia Meridionale nonché uno dei più interessanti in Europa per magnificenza architettonica e copiosità di tesori artistici. Per ricordare quella storica data del 3 dicembre 1998 è stata organizzata una giornata celebrativa alla Fondazione Alario a Marina di Ascea. Interverranno per i saluti Pietro D’angiolillo, sindaco di Ascea, Marcello D’Aiuto, presidente Fondazione Alario, Tommaso Pellegrino, presidente del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, Michele Strianese, presidente della Provincia di Salerno, Francesco Palumbo, sindaco di Capaccio Paestum, Agostino Casillo, presidente del Parco nazionale del Vesuvio. Ad introdurre i lavori ci saranno i promotori istituzionali della candidatura nel 1997, e quindi l’allora presidente della Provincia, Alfonso Andria, il primo cittadino di quegli anni a Capaccio, Pasquale Marino, l’allora commissario EPT Antonio Pagano, i redattori dei dossier di candidatura Pietro Laureano, Carla Mauraro, Pino Anzani e Domenico Nicoletti. Tante le testimonianze di soprintendenti, sindaci, enti e associazioni. Modereranno il direttore del Parco Romano Gregorio e Aniello Aloia, respondabile dell’Ufficio Unesco ente Parco. Interviene Corrado Matera, assessore al Turismo della Regione Campania e conclude Lucia Borgonzoni, sottosegretario Mibac con delega ai siti Unesco. L’appuntamento si terrà lunedì 3 dicembre alle ore 9:30 a Marina di Ascea presso la Fondazione Alario. 

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La Rai racconta il Cilento, sito patrimonio mondiale Unesco

di Luigi Martino

Cos’è un paesaggio culturale? E quali sono i paesaggi culturali considerati Patrimonio dell’Umanità? Rai Cultura propone un viaggio tra i paesaggi vitivinicoli del Piemonte, i Sacri Monti di Lombardia e Piemonte, le Cinque Terre, la Val d’Orcia, il Cilento, nel documentario in onda, in prima visione, lunedì alle 21.10 su Rai Storia. Il concetto di cultural landscape è stato inserito negli anni ’90 dall’Unesco nelle linee guida operative per l’attuazione della Convenzione. Ha introdotto una nuova fondamentale dimensione nella nozione di patrimonio. Il paesaggio culturale rappresenta, infatti, l’interazione tra l’ambiente e l’uomo; è la risultante del rapporto tra l’elemento naturale e le forze sociali ed economiche. I paesaggi culturali mostrano l’evoluzione della società umana nel tempo, con l’influenza dell’ambiente naturale circostante, sia con i suoi limiti che con le proprie opportunità. Con l’inclusione di luoghi come il Parco Nazionale di Tongariro, in Nuova Zelanda o le Terrazze di riso delle Cordigliere nelle Filippine, l’Unesco si è mossa nella direzione del superamento della concezione prettamente monumentale del patrimonio, accentuando l’attenzione alla relazione tra il patrimonio e il contesto sociale, religioso e spirituale associato. Questa puntata sarà un viaggio fra i meravigliosi paesaggi culturali italiani riconosciuti dall’Unesco, e già celebrati nei secoli dai pittori e dagli intellettuali europei. Luoghi suggestivi e unici come la Val d’Orcia, le Cinque Terre o il Parco nazionale del Cilento.
Rai Storia è in onda sul canale 54 del digitale terrestre, sul canale 23 di Tivùsat, sul canale 805 di Sky e in diretta streaming su http://www.raiplay.it/dirette/raistoria
 

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Unesco, Cilento e Diano riserve biosfera: via al meeting

di Luigi Martino

Felitto, le Gole del Calore

Parte oggi la due giorni che vedrà protagoniste le Riserve della Biosfera Unesco italiane nella cornice della Riserva Somma-Vesuvio e Miglio d’Oro. L’evento – informa una nota del ministero dell’Ambiente – ospitato dal Parco nazionale del Vesuvio, sarà l’occasione per far conoscere lo stato di attuazione del Programma MaB Unesco in Italia e le opportunità che le Riserve della Biosfera possono offrire ai territori e alle comunità.

I siti Mab sono ambiti di pregio ambientale riconosciuti come modello di eccellenza nel rapporto equilibrato tra uomo e natura, tra conservazione e sviluppo. Il meeting sarà anche l’occasione per la consegna del riconoscimento ufficiale alle ultime due riserve nominate: Val Camonica Alto Sebino e Monte Peglia.

Sale così a 17 il bilancio delle riserve riconosciute in Italia, a fronte delle 686 totali, distribuite in 122 Paesi: Collemeluccio-Montedimezzo; Circeo; Miramare; Cilento e Vallo di Diano; Somma-Vesuvio e Miglio d’Oro; Ticino, Val Grande Verbano; Isole di Toscana; Selve costiere di Toscana; Monviso; Sila; Appennino Tosco-Emiliano; Alpi Ledrensi e Judicaria; Delta del Po; Collina Po; Tepilora, Rio Posada e Montalbo; Valle Camonica-Alto Sebino; Monte Peglia.

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