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	<title>vassallo | Giornale del Cilento</title>
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	<description>Notizie dal Cilento. News, Cronaca, Turismo e Territorio</description>
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		<title>Caso Vassallo: Fondazione, «rispettiamo decisione GUP, ora avanti verso la verità»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/caso-vassallo-fondazione-rispettiamo-decisione-gup-ora-avanti-verso-la-verita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 16:01:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Pollica]]></category>
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					<description><![CDATA[“La Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore prende atto della decisione del GUP del Tribunale di Salerno che ha disposto il proscioglimento del colonnello Fabio Cagnazzo e il rinvio a giudizio [...]]]></description>
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<p>“La Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore prende atto della decisione del GUP del Tribunale di Salerno che ha disposto il proscioglimento del colonnello Fabio Cagnazzo e il rinvio a giudizio di Lazzaro Cioffi, Giuseppe Cipriano e Giovanni Cafiero, mentre per Romolo Ridosso si procederà con rito abbreviato. Una decisione che segna un passaggio importante in un percorso giudiziario complesso e ancora in evoluzione. C’è un sentimento di amarezza, ma le sentenze si rispettano. È questo il principio che guida da sempre l’azione della Fondazione, che ribadisce il proprio pieno rispetto per il lavoro della magistratura e per chi è chiamato a giudicare un fatto così grave. Allo stesso tempo, il rinvio a giudizio rappresenta l’inizio di una fase decisiva: il processo, durante il quale potranno emergere ulteriori elementi utili alla ricostruzione della verità. Sarà fondamentale leggere con attenzione le motivazioni della decisione odierna, così come attendere l’esito del riesame richiesto, passaggio che rappresenta un ulteriore snodo rilevante nel quadro complessivo della vicenda.” A dichiararlo è il Presidente della Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore, Dario Vassallo: “C’è un po’ di amarezza, ma le sentenze bisogna rispettarle e noi rispettiamo quella che è la decisione del GUP. Prendiamo atto del proscioglimento del colonnello Cagnazzo e del rinvio a giudizio di Cioffi, Cipriano e Cafiero, mentre Ridosso ha scelto il rito abbreviato. Riteniamo che la strada sia quella giusta e andiamo avanti con serenità. Ora si apre un processo e durante il processo può succedere di tutto: restiamo fiduciosi, passo dopo passo, che la verità emergerà. Sarà importante anche leggere le motivazioni della decisione di oggi e attendere il pronunciamento del riesame, che rappresenta un altro passaggio fondamentale.”</p>



<p>Il Vicepresidente Massimo Vassallo aggiunge: “Accettiamo la decisione con rispetto e senso delle istituzioni. Questo è un passaggio significativo ma non conclusivo. La fiducia nella magistratura resta piena e continuiamo a credere che siamo sulla strada giusta. Il processo che si aprirà sarà un momento centrale per fare chiarezza e per dare risposte che attendiamo da troppo tempo. Andiamo avanti con determinazione, mantenendo alta l’attenzione e con la consapevolezza che la verità richiede tempo, ma non può essere fermata.”</p>



<p>La Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore continuerà a seguire con attenzione ogni fase del procedimento, ribadendo il proprio impegno nella ricerca della verità e della giustizia per Angelo Vassallo e per l’intera comunità.</p>
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		<title>Omicidio Vassallo, decisione del gup: prosciolto Cagnazzo, tre imputati a processo</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/omicidio-vassallo-decisione-del-gup-prosciolto-cagnazzo-tre-imputati-a-processo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 15:03:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Pollica]]></category>
		<category><![CDATA[sindaco vassallo]]></category>
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					<description><![CDATA[Svolta nell’inchiesta sull’omicidio del sindaco di Pollica Angelo Vassallo. Il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Salerno, Giovanni Rossi, ha disposto il proscioglimento del colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo, [...]]]></description>
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<p class="p1">Svolta nell’inchiesta sull’omicidio del sindaco di Pollica Angelo Vassallo. Il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Salerno, Giovanni Rossi, ha disposto il proscioglimento del colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo, escludendone il coinvolgimento nei fatti.</p>



<p class="p1">Diversa, invece, la posizione degli altri indagati: l’ex brigadiere Lazzaro Cioffi, l’imprenditore Giuseppe Cipriano e Giovanni Cafiero sono stati rinviati a giudizio. Per Cioffi e Cipriano l’accusa è di concorso in omicidio aggravato dal metodo mafioso, mentre Cafiero dovrà rispondere di traffico di stupefacenti. La prima udienza del processo è fissata per il 9 luglio.</p>



<p class="p1">Percorso separato per l’ex collaboratore di giustizia Romolo Ridosso, che ha scelto il rito abbreviato: il suo procedimento prenderà il via il prossimo 24 aprile.</p>



<p class="p3">Le reazioni</p>



<p class="p1">La decisione del gup segna dunque l’uscita di scena processuale di Cagnazzo, presente in aula al momento della lettura del provvedimento. Nessun commento, invece, da parte di Antonio Vassallo, figlio del sindaco ucciso, che ha lasciato il tribunale senza dichiarazioni.</p>



<p class="p1">Più articolata la posizione di Massimo Vassallo, presidente della Fondazione dedicata al sindaco: “C’è amarezza, ma le sentenze vanno rispettate. Colpisce che siano stati rinviati a giudizio Cioffi, Cipriano e Cafiero mentre Cagnazzo resta fuori. È una decisione che lascia perplessi, anche alla luce dei rapporti tra i soggetti coinvolti”.</p>



<p class="p1">Secondo Vassallo, il proscioglimento rappresenta una perdita significativa per l’inchiesta: “Si perde un pezzo importante di un lavoro investigativo durato quindici anni. Ora attendiamo il processo di luglio per capire come evolverà il quadro”.</p>



<p class="p3">La difesa</p>



<p class="p1">Di segno opposto la reazione della difesa del colonnello. L’avvocato Ilaria Criscuolo ha espresso soddisfazione per l’esito: “Il mio assistito è stato prosciolto da entrambe le accuse. È un risultato che accogliamo con sollievo dopo una lunga sofferenza”.</p>



<p class="p1">La legale ha ribadito l’assenza di elementi concreti a carico di Cagnazzo: “Non c’è mai stato alcun riscontro che potesse collegarlo all’omicidio o alle attività di traffico di droga contestate agli altri indagati”.</p>



<p class="p1">Il procedimento entra ora nella fase dibattimentale per i tre imputati rinviati a giudizio, mentre si attendono le motivazioni del gup per comprendere le ragioni del proscioglimento di Cagnazzo. Un passaggio chiave che potrebbe influenzare gli sviluppi futuri di una delle inchieste più complesse e discusse degli ultimi anni.</p>
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		<title>Processo omicidio Vassallo: domani la quarta udienza al Tribunale di Salerno</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/processo-omicidio-vassallo-domani-la-quarta-udienza-al-tribunale-di-salerno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jan 2026 16:10:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Pollica]]></category>
		<category><![CDATA[processo omicidio vassallo]]></category>
		<category><![CDATA[vassallo]]></category>
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					<description><![CDATA[Domani, 30 gennaio 2026, si terrà la quarta udienza del processo sull’omicidio di Angelo Vassallo, il sindaco di Pollica ucciso nel 2010 ad Acciaroli con nove colpi di pistola, mentre [...]]]></description>
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<p>Domani, 30 gennaio 2026, si terrà la quarta udienza del processo sull’omicidio di Angelo Vassallo, il sindaco di Pollica ucciso nel 2010 ad Acciaroli con nove colpi di pistola, mentre rincasava. L’incontro si terrà alle ore 10:00 nella Cittadella Giudiziaria di Salerno, davanti al giudice dell’udienza preliminare, in una fase delicata del procedimento che cerca di fare chiarezza su responsabilità e dinamiche di una vicenda che da quindici anni alimenta richieste di verità. </p>



<p>Dopo 15 anni, a settembre è iniziato il processo a carico dei quattro maggiori imputati indiziati del reato:  l’ufficiale dei carabinieri Fabio Cagnazzo, l’ex brigadiere Lazzaro Cioffi, l’imprenditore Giuseppe Cipriano, l’ex collaboratore di giustizia Romolo Ridosso e Giovanni Cafiero. I capi di accusa nei confronti di Cagnazzo, Cioffi, Cipriano e Ridosso comprendono concorso in omicidio aggravato dal metodo mafioso, secondo la Procura, mentre Cafiero è chiamato a rispondere di traffico di stupefacenti nell’ambito di una vicenda che si intreccia con lo spaccio di droga sul territorio cilentano e che il sindaco Vassallo avrebbe ostacolato prima della sua morte. </p>



<p>La fase preliminare del processo ha visto anche l’ampia partecipazione delle parti civili: oltre ai familiari di Vassallo, enti pubblici come la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero della Giustizia, il Ministero dell’Interno, la Regione Campania, la Provincia di Salerno e il Comune di Pollica si sono costituiti contro gli imputati, insieme a numerose associazioni e realtà istituzionali.</p>



<p>Un elemento di forte rilevanza processuale riguarda il destino dell’ufficiale dei carabinieri Fabio Cagnazzo: nei giorni scorsi il Tar del Lazio ha annullato il decreto con cui il Ministero della Difesa aveva disposto, nell’ottobre 2025, la sospensione precauzionale dal servizio nei suoi confronti. La posizione processuale dell’ex colonnello resta però al centro del dibattito.</p>



<p>All’esterno della Cittadella Giudiziaria, al termine dell’udienza di domani, è stato convocato un punto stampa dalla Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore, con la presenza del presidente Dario Vassallo, del vicepresidente Massimo Vassallo e degli avvocati delle parti civili. L’incontro con i giornalisti servirà a fare il punto sullo stato del procedimento e a ribadire – come la Fondazione ha più volte affermato – la volontà di seguire con attenzione ogni sviluppo sul fronte giudiziario.</p>
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		<item>
		<title>Fondazione Vassallo scrive al ministro Piantedosi: «Singolare il flash mob per Cagnazzo al tribunale»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/fondazione-vassallo-scrive-al-ministro-piantedosi-singolare-il-flash-mob-per-cagnazzo-al-tribunale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Nov 2025 13:03:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
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					<description><![CDATA[La Fondazione Angelo Vassallo ha inviato questa mattina una lettera al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, al comandante generale dell’Arma dei carabinieri, Salvatore Luongo, e al prefetto di Salerno, Francesco Esposito, [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La <strong>Fondazione Angelo Vassallo </strong>ha inviato questa mattina una lettera al ministro dell’Interno, <strong>Matteo</strong> <strong>Piantedosi</strong>, al comandante generale dell’Arma dei carabinieri, <strong>Salvatore</strong> <strong>Luongo</strong>, e al prefetto di Salerno, Francesco Esposito, per esprimere forte perplessità sul flash mob tenuto venerdì 14 novembre 2025 davanti al tribunale di Salerno in sostegno di <strong>Fabio</strong> <strong>Cagnazzo</strong>. Il colonnello dei carabinieri è imputato nel processo con l’accusa di concorso in omicidio con metodo mafioso per l’uccisione del sindaco di <strong>Pollica</strong>, <strong>Angelo</strong> <strong>Vassallo</strong>, avvenuta il<strong> 5 settembre 2010</strong>.</p>



<p>Secondo la <strong>Fondazione</strong>, l’iniziativa – alla quale hanno partecipato anche persone che sono, o sono state, appartenenti all’Arma – solleva interrogativi profondi e delicati. Nel testo della lettera si sottolinea come sia “alquanto singolare che uomini dello Stato manifestino a favore di un ufficiale dell’Arma imputato in un processo nel quale il Ministero dell’Interno è ammesso come parte civile”. Richiamo esteso anche alla <strong>Presidenza del Consiglio dei Ministri e al Ministero della Giustizia</strong>, anch’essi costituiti parte civile nel procedimento.</p>



<p>La Fondazione chiede inoltre chiarimenti sull’autorizzazione del flash mob, chiedendo se la manifestazione sia stata permessa dalla Prefettura di Salerno. Il passaggio più duro della nota riguarda il valore simbolico del luogo scelto per la protesta: “Per i greci antichi il tribunale era un luogo sacro. L’uccisione di nostro fratello Angelo è stato un omicidio premeditato ed è spiacevole vedere uomini dello Stato continuare a seminare spine, come altri hanno fatto in questi quindici anni, querelandomi più volte”.</p>



<p>La conclusione è affidata a una frase dal forte impatto simbolico: “<strong>Costoro non sanno che lo Stato è scalzo</strong>”.</p>



<p>La lettera, sottolinea la Fondazione Vassallo, nasce dalla necessità di tutelare il rispetto delle istituzioni e la sacralità di un processo che, dopo oltre quindici anni, rappresenta ancora una ferita aperta per il Cilento e per l’intero Paese. Ulteriori risposte da parte delle autorità competenti sono attese nelle prossime ore.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Processo Vassallo, fondazione: «Vergognosa mancata costituzione parte civile del Pd»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/processo-vassallo-fondazione-vergognosa-mancata-costituzione-parte-civile-del-pd/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Sep 2025 19:03:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
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					<description><![CDATA[La Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore, guidata dal presidente Dario Vassallo, attacca la segreteria nazionale e regionale del Partito Democratico per la decisione di non costituirsi parte civile nel processo [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La <strong>Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore</strong>, guidata dal presidente <strong>Dario Vassallo</strong>, attacca la segreteria nazionale e regionale del Partito Democratico per la decisione di non costituirsi parte civile nel processo sull’omicidio del sindaco pescatore, ucciso il <strong>5 settembre 2010</strong> a Pollica.</p>



<p>“<strong>Una decisione che lascia sgomenti e amareggiati cittadini e sostenitori, e che rappresenta un atto di omissione grave, indegno e politicamente inaccettabile</strong> – denuncia Dario Vassallo –. Angelo, fino all’ultimo giorno della sua vita, ha incarnato i valori di legalità, trasparenza e impegno civico che il Partito Democratico dovrebbe promuovere. Dopo la sua morte, molte sedi del partito sono state intitolate al suo nome. Ma questi gesti simbolici non possono sostituire un impegno concreto a favore della giustizia”.</p>



<p>Durissimo anche il vicepresidente <strong>Massimo Vassallo</strong>: “<strong>Non è la prima volta che il Partito Democratico tradisce la memoria di Angelo. Questa scelta è un’offesa alla verità e alla comunità</strong>. Dimostra un distacco grave e inaccettabile tra ciò che il partito predica e ciò che realmente fa. La Fondazione continuerà a denunciare questa ipocrisia: la coerenza politica non può essere solo una bandiera da sventolare a convenienza, ma un impegno reale e costante”.</p>



<p>La Fondazione annuncia che non arretrerà di fronte a quella che definisce una “grave omissione”: “<strong>La lotta per la verità non è solo una questione giudiziaria, ma un dovere morale, culturale e sociale che riguarda tutti. Non possiamo permettere che l’ipocrisia politica calpesti il sacrificio di un uomo che ha dato tutto per il bene comune</strong>”, ribadisce Massimo Vassallo.</p>



<p>Nelle parole di Dario Vassallo anche un riferimento al passato: “L’esperienza con Franco Alfieri, denunciato al Pd oltre dieci anni fa, dimostra che non hanno capito nulla della politica campana. <strong>Oggi Alfieri è agli arresti domiciliari e indagato per corruzione e turbativa d’asta</strong>. La legge Cartabia è chiara: siete fuori, non solo da questo processo, ma dalla realtà del Paese”.</p>



<p>Infine, l’impegno a non fermarsi: “<strong>Non accetteremo più silenzi e omissioni. Continueremo a chiedere giustizia finché non sarà chiaro chi ha voluto la morte di mio fratello</strong>. La memoria di Angelo non merita ipocrisia politica, ma rispetto, impegno e giustizia concreta”.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Omicidio Vassallo, il figlio Antonio al Pd: «Costituitevi parte civile o spiegate il perché»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/omicidio-vassallo-il-figlio-antonio-al-pd-costituitevi-parte-civile-o-spiegate-il-perche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Sep 2025 09:41:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Pollica]]></category>
		<category><![CDATA[cilento]]></category>
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					<description><![CDATA[A poche ore dall’avvio del processo per l’omicidio di Angelo Vassallo, il sindaco pescatore di Pollica ucciso il 5 settembre 2010, arriva una lettera dal figlio Antonio indirizzata alla segreteria [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>A poche ore dall’avvio del processo per l’omicidio di <strong>Angelo</strong> <strong>Vassallo</strong>, il sindaco pescatore di <strong>Pollica</strong> ucciso il 5 settembre 2010, arriva una lettera dal figlio <strong>Antonio</strong> indirizzata alla segreteria nazionale del <strong>Partito</strong> <strong>Democratico</strong>.</p>



<p>Nel testo, Vassallo manifesta “profonda amarezza” e ricorda come il padre, fino all’ultimo giorno della sua vita, sia stato un esponente del Pd, al punto che dopo la sua morte molte sedi del partito – anche a livello nazionale – furono intitolate al suo nome.</p>



<p>Il giovane rievoca anche un appello lanciato nel 2015, quando chiese pubblicamente che il partito non candidasse <strong>Franco Alfieri</strong> sul territorio cilentano. Una richiesta rimasta inascoltata: “<em>Furono i cittadini stessi a respingerne la candidatura. Oggi Alfieri è agli arresti domiciliari e indagato per corruzione e turbativa d’asta nell’assegnazione di appalti pubblici</em>”, scrive <strong>Antonio</strong>.</p>



<p>Il cuore della lettera riguarda però il processo aperto ieri presso il tribunale di Salerno. <strong>Antonio</strong> <strong>Vassallo</strong> chiede al Pd di costituirsi parte civile nella prossima udienza, fissata per il 17 ottobre: “<em>Si tratta di un atto che non solo rafforzerebbe la battaglia giudiziaria per dare giustizia a mio padre, ma rappresenterebbe anche un gesto politico e morale di coerenza con i valori che il Partito Democratico dichiara di difendere</em>”.</p>



<p>In caso contrario, domanda apertamente una spiegazione pubblica e trasparente: “<em>Una scelta che sorprende e addolora, tanto più alla luce del fatto che persino Bruno Humberto Damiani – inizialmente indagato e poi riconosciuto innocente – ha ritenuto doveroso costituirsi parte civile</em>”.</p>



<p>La missiva si chiude con un appello alla chiarezza: “<em>Una spiegazione è dovuta, non solo alla mia famiglia, ma a tutti i cittadini che hanno creduto e continuano a credere nei valori di legalità e giustizia che mio padre ha incarnato fino al sacrificio della propria vita</em>”.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Omicidio Vassallo, al via l’udienza preliminare: quattro indagati a processo</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/omicidio-vassallo-al-via-ludienza-preliminare-quattro-indagati-a-processo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Sep 2025 08:10:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
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		<category><![CDATA[processo vassallo]]></category>
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		<category><![CDATA[vassallo]]></category>
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					<description><![CDATA[Si apre a Salerno il procedimento sull’omicidio di Angelo Vassallo, il sindaco pescatore di Pollica ucciso nel 2010. Dopo quindici anni di indagini, archiviazioni e riaperture, questa mattina alla cittadella [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Si apre a Salerno il procedimento sull’omicidio di <strong>Angelo Vassallo</strong>, il sindaco pescatore di Pollica ucciso nel 2010. Dopo quindici anni di indagini, archiviazioni e riaperture, questa mattina alla cittadella giudiziaria prenderà il via l’udienza preliminare a carico di quattro imputati.</p>



<p>La procura distrettuale antimafia di Salerno, rappresentata dai sostituti Elena Guarino e Mafalda Daria Cioncada, ha chiesto il rinvio a giudizio per il colonnello dei carabinieri <strong>Fabio Cagnazzo</strong>, l’ex brigadiere <strong>Lazzaro Cioffi</strong>, l’imprenditore di Scafati <strong>Giuseppe Cipriano</strong> e il boss napoletano <strong>Giovanni Cafiero</strong>. Secondo l’accusa, sarebbero stati coinvolti nella fase preparatoria del delitto: sopralluoghi, pianificazione e coperture, senza che però sia mai stato individuato il killer né recuperata l’arma del delitto.</p>



<p>Il movente, secondo la ricostruzione investigativa, ruoterebbe intorno al traffico di droga ad Acciaroli. Vassallo, deciso a denunciare i narcos facendo nomi e cognomi ai carabinieri di Agropoli, sarebbe stato messo a tacere per impedirgli di rivelare quanto scoperto.</p>



<p>Oltre al concorso in omicidio, a Cagnazzo viene contestato anche il <strong>depistaggio</strong>: avrebbe infatti orientato i primi accertamenti su un piccolo spacciatore della zona, Bruno Humberto Damiani, rimasto per anni unico indagato.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Le parti civili</strong></h3>



<p>Grande attesa per la costituzione di parte civile. La famiglia Vassallo e lo Stato sono già stati riconosciuti dalla procura. Non è escluso che anche l’<strong>Arma dei carabinieri</strong> presenti la richiesta, insieme a numerose associazioni. Non tutte, però, potrebbero essere ammesse dal giudice.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>La strategia difensiva</strong></h3>



<p>Sul fronte opposto, i legali – tra cui figurano gli avvocati Ilaria Criscuolo, Agostino De Caro, Giovanni Annunziata, Giuseppe Stellato, Michele Avino e Adriano Cafiero – annunciano battaglia. In particolare, la difesa di Cipriano ha preannunciato la richiesta di rinvio in attesa che la Cassazione si pronunci sul ricorso presentato contro la scarcerazione disposta dal Riesame.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Quindici anni di indagini</strong></h3>



<p>L’inchiesta sull’omicidio di Vassallo ha attraversato fasi complesse: dal trasferimento del fascicolo da Vallo della Lucania alla Dda di Salerno, ai continui passaggi tra gip, Riesame e Cassazione. Fondamentali le dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia, ritenute attendibili per due volte dai giudici del Riesame.</p>



<p>Resta ancora aperto il filone dedicato al traffico di stupefacenti e quello che mira a individuare l’autore materiale dell’agguato.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>«Un processo nazionale»</strong></h3>



<p>Alla vigilia dell’udienza, <strong>Dario Vassallo</strong>, fratello del sindaco ucciso, ha ribadito: «Non è un processo che riguarda solo Salerno. È un processo che riguarda lo Stato e le istituzioni del Paese».</p>



<p>Con l’apertura del dibattimento, si apre un nuovo capitolo in una vicenda che da quindici anni attende verità e giustizia.</p>



<p><strong>Foto: Giuseppe Naldini</strong></p>



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		<item>
		<title>Angelo Vassallo, la performance artistica di Mangone al porto di Acciaroli</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/angelo-vassallo-la-performance-artistica-di-mangone-al-porto-di-acciaroli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Sep 2025 14:45:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Pollica]]></category>
		<category><![CDATA[mangone]]></category>
		<category><![CDATA[vassallo]]></category>
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					<description><![CDATA[Un gesto artistico di forte intensità simbolica ha avuto luogo al porto di Acciaroli, dove il pittore Fernando Alfonso Mangone ha realizzato una performance dal vivo dipingendo una tela monumentale [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Un gesto artistico di forte intensità simbolica ha avuto luogo al porto di Acciaroli, dove il pittore Fernando Alfonso Mangone ha realizzato una performance dal vivo dipingendo una tela monumentale di 3 metri per 2 metri. L’opera raffigura Angelo Vassallo, il “Sindaco Pescatore”, che emerge dal mare con la fascia tricolore: un’immagine potente che richiama l’impegno civile e la visione di un uomo che ha dedicato la sua vita alla difesa dell’ambiente, alla legalità e al futuro del Cilento. L’arte di Mangone si è intrecciata con la memoria collettiva, trasformando il porto – luogo che rappresenta il cuore pulsante della comunità di Vassallo – in un palcoscenico di emozione, riflessione e condivisione.</p>



<p>“Con questo lavoro – spiega Fernando Mangone – ho voluto restituire ad Angelo Vassallo la dimensione di simbolo che va oltre la sua storia personale. L’ho immaginato che riemerge dalle acque del suo mare, portando con sé la bandiera italiana come emblema del suo amore per la patria e per il territorio. Angelo è un uomo che continua a parlare a tutti noi, un punto di riferimento che ci invita a non dimenticare mai il valore della giustizia, della coerenza e del rispetto per la natura. La mia tela vuole essere un invito a guardare avanti con coraggio, nel segno dei suoi insegnamenti.”</p>



<p>L’iniziativa ha visto una grande partecipazione di cittadini, turisti e rappresentanti istituzionali, confermando come la memoria del Sindaco Pescatore sia ancora viva e radicata.</p>



<p>La Presidente della Fondazione F.A.M. ETS, Anna Coralluzzo, ha sottolineato: “Ricordare Angelo Vassallo attraverso l’arte significa restituire vita a un uomo che non appartiene solo al Cilento ma all’Italia intera. Lui ha incarnato la figura del sindaco come guida, come custode del bene comune. La sua storia ci richiama a un impegno quotidiano: difendere l’ambiente, vivere la politica come servizio, opporsi con fermezza a ogni forma di illegalità. L’opera di Mangone non è solo un tributo artistico, ma un atto civile, che ricorda a tutti noi che la memoria di Vassallo è un seme che continua a generare futuro.”</p>



<p>Il porto di Acciaroli, con il suo mare e le sue radici marinare, ha accolto questa performance come uno spazio di memoria e di identità. L’immagine di Vassallo che emerge dalle acque, con lo sguardo rivolto verso l’orizzonte, ha commosso i presenti, richiamando il senso di speranza e di responsabilità che la sua figura continua a evocare. Attraverso l’arte di Mangone, la memoria di Angelo Vassallo si fa universale: non solo un ricordo legato a un territorio, ma un messaggio che parla di coraggio, di sacrificio e di amore per la collettività.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Omicidio Vassallo, Gerardo Spira: «Non lo ha voluto il nodo intrecciato di politica e criminalità»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/omicidio-vassallo-gerardo-spira-non-lo-ha-voluto-il-nodo-intrecciato-di-politica-e-criminalita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Sep 2025 17:47:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Pollica]]></category>
		<category><![CDATA[angelo vassallo]]></category>
		<category><![CDATA[cilento]]></category>
		<category><![CDATA[pollica]]></category>
		<category><![CDATA[spira]]></category>
		<category><![CDATA[vassallo]]></category>
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					<description><![CDATA[Quindici anni dopo quella notte del 5 settembre 2010, quando nove colpi di pistola interruppero per sempre la vita di Angelo Vassallo, la voce di chi gli è stato accanto [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Quindici anni dopo quella notte del 5 settembre 2010, quando nove colpi di pistola interruppero per sempre la vita di <strong>Angelo Vassallo</strong>, la voce di chi gli è stato accanto torna a farsi sentire. È <strong>Gerardo Spira</strong>, storico segretario comunale che ha lavorato fianco a fianco con il sindaco pescatore, spesso anche di notte, tra i corridoi del municipio di Pollica.</p>



<p>In occasione dell’anniversario, Spira ha diffuso una dura riflessione sul clima che portò all’omicidio e sulle conseguenze che, a suo dire, il territorio ha dovuto affrontare da allora.</p>



<p>«<strong>Oggi, 5 settembre 2025, corrono 15 anni dal giorno in cui l’intreccio criminale politico-mafioso decise di uccidere Angelo Vassallo. E lo fece durante una notte di piena estate, con la complicità del suo Cilento</strong>», afferma.</p>



<p>Parole che diventano un atto d’accusa verso chi, secondo Spira, non ha mai avuto il coraggio di ricordare il sindaco di Pollica: «<strong>Da quel maledetto giorno, il territorio inquinato e sporco del suo sangue non lo ha mai voluto ricordare, né ha voluto farlo il suo partito. Tra i tanti, quello fatale fu il “no” che segnò la sua fine</strong>».</p>



<p>Spira sottolinea come il ricordo di Vassallo resti invece vivo tra i cittadini: «<strong>La gente del Cilento lo amava e ancora lo nomina. Non lo ha voluto il nodo intrecciato di politica e criminalità. Dopo il suo delitto, la politica ha aperto le porte alla camorra e alla delinquenza più spietata</strong>».</p>



<p>Un’analisi che si allarga anche alle inchieste rimaste sospese e ai silenzi accumulati negli anni: «<strong>Leggete cosa è accaduto dopo il suo crimine. Le tante indagini, le amicizie istituzionali, i rapporti familiari. Quindici anni di silenzio politico del suo partito hanno fatto insinuare il tarlo della complicità. Qualcuno sapeva e sa chi ha fatto uccidere Angelo Vassallo</strong>».</p>



<p>Il segretario che lo affiancò nelle battaglie amministrative conclude con un invito netto: «<strong>Allontanatevi dal silenzio politico, complice del delitto Vassallo. Non vi fidate di chi resta muto davanti a quella verità negata</strong>».</p>



<p>Per ricordare Angelo, oggi Spira ha annunciato un gesto simbolico: «<strong>Pianteremo ovunque un albero per lui. Io offrirò piante di avocado, riprodotte da semi di un frutto ormai presente nel nostro mercato. La rivoluzione climatica favorisce lo sviluppo di questa bellissima pianta</strong>».</p>



<p>Un seme piantato in terra e memoria, perché – come ripete spesso chi lo ha conosciuto – il nome di Angelo Vassallo continui a vivere al di là del silenzio.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Fondazione Vassallo: «Legge sbagliata mette a rischio la pesca più antica del Cilento»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/fondazione-vassallo-legge-sbagliata-mette-a-rischio-la-pesca-piu-antica-del-cilento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Aug 2025 09:11:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Pollica]]></category>
		<category><![CDATA[menaica]]></category>
		<category><![CDATA[vassallo]]></category>
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					<description><![CDATA[Dario Vassallo: “La menaica non è una rete derivante. Non cancellate la nostra storia” La menaica, antica tecnica di pesca delle alici praticata da secoli a Pisciotta, nel cuore del [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><em>Dario Vassallo: “La menaica non è una rete derivante. Non cancellate la nostra storia”</em></p>



<p>La menaica, antica tecnica di pesca delle alici praticata da secoli a Pisciotta, nel cuore del Cilento, oggi rischia di sparire. Non per esaurimento del mare, ma per una classificazione normativa errata. A denunciarlo è la Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore, in seguito a una call tenuta il 23 luglio scorso con Bruxelles, a cui hanno preso parte l’europarlamentare Giuseppe Lupo e tre pescatori rappresentanti delle marinerie tradizionali: Vito Cammarano, di Pisciotta, simbolo della menaica cilentana; Manuel Chiappetta, di Maratea, portavoce della realtà lucana; e Michele Conoscitore, di Manfredonia, in rappresentanza della marineria pugliese.</p>



<p>Durante il confronto, è emerso un nodo critico: il Ministero delle Politiche Agricole e della Pesca ha incluso la menaica nella categoria delle “reti derivanti”, insieme a strumenti come la spadara e la ferrettara, considerati ad alto impatto ambientale. Una decisione che impone vincoli e licenze speciali, rendendo di fatto impossibile praticare questa pesca tradizionale.</p>



<p>“È un errore che grida vendetta – dichiara Dario Vassallo, Presidente della Fondazione –. La menaica non è una rete derivante. Non è una spadara. È una rete da posta, leggera, selettiva, sostenibile. Ha maglie larghe, lascia passare le alici piccole e trattiene solo quelle grandi. Un pesce di 5 o 10 chili la sfonda e passa oltre. È una pesca delicata, rispettosa del mare. E oggi è vietata da chi quel mare non lo conosce.”</p>



<p>Questa tecnica, tramandata da generazioni, viene praticata da maggio a luglio, esclusivamente di notte, con piccole barche a vela latina, nello stesso tratto di mare che fu degli antichi greci, tra Velia ed Elea.</p>



<p>“È una tradizione millenaria – continua Vassallo –. I pescatori di Pisciotta ripetono ogni notte gli stessi gesti che facevano gli uomini che hanno fondato Elea, la patria di Parmenide. Quel pensiero razionale, quel rapporto sacro con il mare, vive ancora nella menaica. E adesso qualcuno vuole cancellarlo con una firma su un decreto.”</p>



<p>La Fondazione chiede con forza al Ministero competente e alla Regione Campania di modificare questa classificazione errata, riconoscendo alla menaica la sua vera natura: una rete da posta sostenibile. Si chiede che ogni pescatore dotato di licenza per rete da posta possa esercitare legalmente questo mestiere.</p>



<p>“I giovani fuggono dal mare anche perché le leggi li allontanano dalle proprie radici – conclude Vassallo –. Non potete continuare a spegnere la memoria collettiva di un popolo. La menaica è identità, è cultura, è un’economia pulita. Il cambiamento può e deve entrare nel prossimo programma di governo della Regione Campania. A noi non interessa chi lo farà, se il centrodestra o il centrosinistra. Ci interessa solo che lo faccia chi è capace di capire cosa c’è davvero in gioco.”</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Omicidio Vassallo, il Riesame conferma: «Indagine fondata, il collaboratore è attendibile»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/omicidio-vassallo-il-riesame-conferma-indagine-fondata-il-collaboratore-e-attendibile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Jul 2025 07:23:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Pollica]]></category>
		<category><![CDATA[acciaroli]]></category>
		<category><![CDATA[angelo vassallo]]></category>
		<category><![CDATA[poliica]]></category>
		<category><![CDATA[vassallo]]></category>
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					<description><![CDATA[Restano gravi indizi di colpevolezza. I giudici: “Tentativo di depistaggio per incastrare un innocente” L’inchiesta sull’omicidio di Angelo Vassallo, il sindaco di Pollica assassinato la sera del 5 settembre 2010, [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><em>Restano gravi indizi di colpevolezza. I giudici: “Tentativo di depistaggio per incastrare un innocente”</em></p>



<p>L’inchiesta sull’omicidio di <strong>Angelo</strong> <strong>Vassallo</strong>, il sindaco di Pollica assassinato la sera del 5 settembre 2010, poggia su fondamenta solide. A sostenerlo sono i giudici del Tribunale del Riesame di Salerno, che in un recente provvedimento hanno confermato la credibilità dei collaboratori di giustizia e la coerenza del quadro accusatorio.</p>



<p>Al centro dell’indagine, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia, ci sono gravi sospetti di depistaggio e la ricostruzione di un omicidio avvolto per anni da silenzi e omissioni. Tre gli indagati principali: l’ex carabiniere Fabio Cagnazzo e i fratelli Cirillo, accusati di aver orchestrato false piste per allontanare l’attenzione dai veri responsabili. Le ordinanze di custodia cautelare sono state revocate, ma esclusivamente per la cessazione delle esigenze cautelari. Restano però, secondo i magistrati, gravi indizi di colpevolezza.</p>



<p><strong>Depistaggi e false piste</strong></p>



<p>Secondo i giudici, dopo l’assassinio del sindaco, si sarebbe attivata una macchina del fango volta a indirizzare le indagini su un innocente. Un depistaggio definito «poderoso», con tanto di costruzione artificiosa di prove e dichiarazioni per sviare l’inchiesta.</p>



<p>Decisive le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Dario D’Arti, che ha riportato quanto appreso in carcere da Romolo Ridosso. Quest’ultimo avrebbe confessato di aver ricevuto l’ordine di uccidere Vassallo, ma di essersi tirato indietro. «Mi chiedevano troppo», avrebbe detto. Rivelazioni ritenute attendibili anche alla luce dei riscontri incrociati ottenuti dagli inquirenti.</p>



<p><strong>I retroscena</strong></p>



<p>L’omicidio, secondo quanto riferito dal pentito Alfonso Giglio, sarebbe maturato in un contesto criminale legato al traffico di droga. L’ordine di eliminare Vassallo sarebbe partito da Salerno, su input di ambienti malavitosi infastiditi dall’azione del sindaco contro i traffici illeciti lungo la costa cilentana.</p>



<p>Il Riesame ha inoltre segnalato i tentativi di manipolare il corso dell’inchiesta, con l’intento di proteggere i reali mandanti e autori del delitto, facendo ricadere la colpa su un soggetto estraneo ai fatti.</p>



<p><strong>L’appello della famiglia</strong></p>



<p>A distanza di quasi 15 anni dal delitto, la famiglia Vassallo continua a chiedere giustizia. Il fratello Dario, presidente della Fondazione che porta il nome del sindaco pescatore, ha annunciato che si costituirà parte civile all’udienza del 16 settembre. «Se ammazzano un sindaco che difende il territorio, ammazzano lo Stato», ha scritto sui social.</p>



<p>Il caso resta aperto, ma la nuova direzione impressa all’inchiesta sembra finalmente avvicinare la verità.</p>



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			</item>
		<item>
		<title>Le Iene nel carcere militare, Cioffi: «Ecco perchè hanno ucciso Angelo Vassallo»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/le-iene-nel-carcere-militare-cioffi-ecco-perche-hanno-ucciso-angelo-vassallo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Apr 2025 06:32:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Pollica]]></category>
		<category><![CDATA[angelo vassallo]]></category>
		<category><![CDATA[cilento]]></category>
		<category><![CDATA[pollica]]></category>
		<category><![CDATA[vassallo]]></category>
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					<description><![CDATA[Giulio Golia, inviato de Le Iene, ha fatto visita al carcere militare di Santa Maria Capua Vetere per intervistare Lazzaro Cioffi, ex brigadiere dell’Arma dei Carabinieri, condannato a dieci anni di [...]]]></description>
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<p><strong>Giulio</strong> <strong>Golia</strong>, inviato de <em>Le Iene</em>, ha fatto visita al carcere militare di Santa Maria Capua Vetere per intervistare <strong>Lazzaro</strong> <strong>Cioffi</strong>, ex brigadiere dell’Arma dei Carabinieri, condannato a dieci anni di reclusione per corruzione, intestazione fittizia di beni e concorso esterno in traffico di droga. Cioffi è accusato di aver fornito informazioni riservate a <strong>Pasquale</strong> <strong>Fucito</strong>, ras del Parco Verde di Caivano, e il suo nome è stato inoltre associato all’omicidio di <strong>Angelo</strong> <strong>Vassallo</strong>, il sindaco di Pollica assassinato il 5 settembre 2010.</p>



<p>Secondo gli inquirenti, Vassallo sarebbe stato ucciso dopo aver scoperto un traffico di droga che coinvolgeva carabinieri e imprenditori locali. Un’accusa che Cioffi respinge con forza: «Non c&#8217;entra proprio un cazzo, è stato tutto un complotto della camorra che si stava organizzando, perché io finissi carcerato», ha dichiarato a&nbsp;<em>Le Iene</em>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Le dichiarazioni di Cioffi</h3>



<p>Nel corso dell’intervista, l’ex brigadiere ha ribadito la sua innocenza riguardo all’omicidio del sindaco di Pollica: «Non ho ucciso io Vassallo, per capire la storia bisogna mettere in fila tutte le &#8216;paparelle&#8217;».</p>



<p>Un’accusa pesante nei suoi confronti arriva dal pentito di camorra Romolo Ridosso, il quale ha affermato che fu proprio Cioffi a sparare per uccidere Vassallo. L’ex brigadiere ha respinto con forza queste affermazioni: «Se Romolo Ridosso dice che l&#8217;asino vola, ci credono? Dove sono le prove? Dove è la droga? Ridosso ha parlato solo per evitare la pena».</p>



<p>Cioffi ha poi sottolineato di avere un alibi per la sera dell’omicidio: «Sull’agenda di mia moglie c’è scritto che io quel giorno ero a una comunione a Roccarainola». La moglie ha mostrato anche alcune foto dell’evento a&nbsp;<em>Le Iene</em>&nbsp;per confermare la versione del marito: «È finita alle 9:30 di sera, dopo sono andato a Cancello Scalo a un concorso di bellezza di mia figlia. Ho tanti testimoni».</p>



<p>Cioffi ha poi affermato che dietro al suo arresto ci sarebbe una strategia della criminalità organizzata: «Dato che noi arrestavamo tutti, facevamo sequestri, la camorra si è organizzata per farci mettere in galera».</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il mistero sulla morte di Vassallo</h3>



<p>Interrogato da Giulio Golia su chi possa essere il vero responsabile dell’omicidio Vassallo, Cioffi ha risposto: «Secondo me non è stata una cosa di camorra», senza però fornire ulteriori dettagli su chi potrebbe aver premuto il grilletto.</p>



<p>Infine, Cioffi ha messo in dubbio la ricostruzione ufficiale della dinamica dell’omicidio: «Loro dicono che è stato un professionista a sparare, ma da una distanza così ravvicinata non serve un professionista».​&nbsp;Poi continua: «Mettiamo caso che tu te la fai con mia moglie e poi mi devi rilasciare anche un una licenza per fare una costruzione sul mio terreno. Tu oltre che scopare con mia moglie, non mi dai nemmeno​&nbsp;la licenza e la dai a quella affianco a me. ​I​o&nbsp;per la rabbia ​t​ti schiatt​o nove botte in corpo».</p>



<p>Il caso di Angelo Vassallo resta uno dei grandi misteri irrisolti della cronaca italiana, e l’intervista a Cioffi aggiunge ulteriori interrogativi su una vicenda complessa e ancora lontana dall’essere definitivamente chiarita.</p>



<p><a href="https://www.iene.mediaset.it/video/golia-confessioni-di-un-carabiniere-in-carcere_1387692.shtml"><strong>GUARDA IL SERVIZIO</strong></a></p>
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		<title>Fondazione Vassallo: «Chiediamo all&#8217;Antimafia di indagare sulle dichiarazioni di Pisani»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/fondazione-vassallo-chiediamo-allantimafia-di-indagare-sulle-dichiarazioni-di-pisani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Mar 2025 07:22:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Pollica]]></category>
		<category><![CDATA[pollica]]></category>
		<category><![CDATA[vassallo]]></category>
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					<description><![CDATA[Il presidente Dario Vassallo: &#8220;Pisani dimentica che è un rappresentante dello Stato. Noi non dimentichiamo Angelo.&#8221; A 14 anni dall’efferato assassinio di Angelo Vassallo, la Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore [...]]]></description>
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<p><em>Il presidente Dario Vassallo: &#8220;Pisani dimentica che è un rappresentante dello Stato. Noi non dimentichiamo Angelo.&#8221;</em></p>



<p>A 14 anni dall’efferato assassinio di <strong>Angelo</strong> <strong>Vassallo</strong>, la Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore non può restare in silenzio di fronte alle dichiarazioni del sindaco di Pollica, <strong>Stefano</strong> <strong>Pisani</strong>. «Invece di interrogarsi sulle verità ancora nascoste dietro l’omicidio del Sindaco Pescatore, Pisani continua a disperdere energie attaccando chi chiede giustizia» scrive la Fondazione.</p>



<p>In un comunicato del 5 settembre 2024, Pisani avrebbe dichiarato: «A 14 anni dall’assassinio di Angelo Vassallo, il fantomatico presidente della personale Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore, anziché preoccuparsi e chiedersi come mai le sue teorie sull’assassinio di Angelo non abbiano trovato fondamento giudiziario, continua a sprecare carta e attenzione dei media per offendere gli amici di Angelo e la sua comunità».</p>



<p>La Fondazione, da sempre impegnata nella ricerca della verità sull’uccisione di Angelo Vassallo, ritiene «necessario portare all’attenzione della Commissione Parlamentare Antimafia il linguaggio utilizzato nel comunicato del Sindaco Pisani». «Le parole usate meritano un approfondimento, non solo rispetto alla persona in questione, ma all’intera amministrazione comunale di Pollica. È doveroso chiedersi: il comportamento e i legami del Sindaco e della sua amministrazione sono istituzionali? Oppure dietro le loro azioni si celano altre dinamiche? Ad Acciaroli, come noto, la presenza di famiglie legate alla camorra è un dato di fatto. La Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore, nel rappresentare il sentimento di un&#8217;intera comunità, chiede chiarezza su questi rapporti. Qui è stato assassinato un Sindaco che si batteva per la legalità, e chi oggi rappresenta le istituzioni deve assumersi la responsabilità di ogni parola e di ogni azione», afferma il presidente della Fondazione, <strong>Dario</strong> <strong>Vassallo</strong>.</p>



<p>«Chiediamo che il comunicato stampa del Sindaco Pisani venga acquisito agli atti di qualsiasi indagine in corso o futura. Le dichiarazioni pubbliche di un rappresentante delle istituzioni non possono essere ignorate, specialmente quando si tratta di un omicidio ancora avvolto nel mistero. Al Sindaco Pisani diciamo che, invece di preoccuparsi dei nostri amici, dovrebbe preoccuparsi dei suoi, come Domenico Palladino, attualmente indagato per traffico di droga. Non solo: Palladino non è stato un semplice conoscente, ma ha ricoperto per dieci anni il ruolo di consigliere comunale. Questo fatto, e i suoi legami con l’amministrazione locale, meritano un approfondimento serio e istituzionale», prosegue Vassallo.</p>



<p>«Inoltre, è impossibile non menzionare la vicenda dei Citarella, con due posti barca ad Acciaroli. Perché il Comune di Pollica non si è costituito parte civile nel processo &#8216;Due Torri bis&#8217;, in cui i Citarella erano imputati, mentre la Fondazione Angelo Vassallo lo ha fatto? Questo silenzio istituzionale è un interrogativo che merita risposte. Pertanto, la Fondazione chiede ufficialmente alla Procura Antimafia e alla Commissione Parlamentare Antimafia di convocare e interrogare tutti i membri dell’amministrazione comunale di Pollica per fare luce su questi aspetti. Ogni azione, ogni decisione e ogni omissione devono avere una spiegazione. Non ci fermeremo finché la verità sull’assassinio di Angelo Vassallo non sarà definitivamente accertata e resa pubblica», conclude Vassallo.</p>
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		<title>Omicidio Vassallo, don Patriciello in carcere per parlare con il colonnello Fabio Cagnazzo</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/omicidio-vassallo-don-patriciello-in-carcere-per-parlare-con-il-colonnello-fabio-cagnazzo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Feb 2025 15:41:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Pollica]]></category>
		<category><![CDATA[pollica]]></category>
		<category><![CDATA[vassallo]]></category>
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					<description><![CDATA[Un incontro che ha visto la partecipazione del parroco di una comunità da sempre impegnata nella lotta contro le problematiche legate alla criminalità organizzata. La richiesta è giunta attraverso una [...]]]></description>
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<p>Un incontro che ha visto la partecipazione del parroco di una comunità da sempre impegnata nella lotta contro le problematiche legate alla criminalità organizzata. La richiesta è giunta attraverso una istanza firmata dall’avvocato <strong>Ilaria Criscuolo</strong>, che assiste il colonnello <strong>Fabio Cagnazzo</strong>, coinvolto in un caso che ha scosso l’intera provincia di Salerno. L’incontro, svoltosi nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, è stato un momento di confronto personale e spirituale, volto a offrire supporto emotivo a <strong>Cagnazzo</strong>, che si trova al centro di un’inchiesta legata all’omicidio del sindaco pescatore <strong>Angelo Vassallo</strong>, ucciso nel 2010.</p>



<p><strong>Cagnazzo</strong> è accusato di essere tra i presunti responsabili dell’assassinio di <strong>Vassallo</strong>, un delitto che ha lasciato un segno profondo nella comunità di Pollica e che ha suscitato un ampio dibattito pubblico. Le indagini condotte dalla Procura di Salerno, sotto la guida del procuratore <strong>Giuseppe Borrelli</strong>, hanno recentemente portato alla conclusione delle fasi preliminari, con il coinvolgimento anche dell’ex brigadiere <strong>Lazzaro Cioffi</strong> e dell’imprenditore <strong>Giuseppe Cipriano</strong>, accusati di essere complici nell’esecuzione dell’omicidio e di aver tentato di depistare le indagini.</p>



<p>Dal punto di vista cautelare, l’inchiesta ha visto la conferma degli arresti da parte del Riesame, con la vicenda che ora si prepara a entrare in una nuova fase. Il 8 aprile si discuterà in Cassazione il ricorso delle difese, con l’attenzione che si concentra su un possibile rinvio a giudizio. A proposito della difesa, l’avvocato <strong>Criscuolo</strong> ha dichiarato che la priorità è giungere rapidamente al processo per poter far emergere le proprie argomentazioni in merito alla vicenda.</p>



<p>Un anno fa, <strong>Cagnazzo</strong> aveva respinto fermamente le accuse, dichiarandosi estraneo ai fatti durante un interrogatorio con i pubblici ministeri. Intanto, il parroco di San Giovanni a Teduccio, don <strong>Maurizio Patriciello</strong>, che ha avuto modo di conoscere il colonnello durante la sua attività nella lotta alla criminalità nella zona di Napoli, ha voluto offrire un sostegno umano e spirituale. Il sacerdote, noto per il suo impegno contro la camorra e l’inquinamento, ha incontrato <strong>Cagnazzo</strong> per infondergli coraggio in un momento di grande difficoltà, portando un messaggio di speranza in una situazione così complessa.</p>



<p>Le accuse nei confronti di <strong>Cagnazzo</strong> riguardano principalmente il suo presunto ruolo nel depistare le indagini sull’omicidio di <strong>Vassallo</strong>, cercando di indirizzare i colleghi verso un pusher di Acciaroli e ostacolando la ricerca della verità. L’ipotesi è che il colonnello avesse un interesse diretto nei traffici illeciti di droga che il sindaco cercava di contrastare, rendendo la sua morte un ostacolo da rimuovere per tutelare affari criminali nella zona. Ora, sarà il tribunale a dover decidere sulla fondatezza di queste accuse e sulle eventuali responsabilità di chi, secondo le indagini, avrebbe cercato di distorcere il corso della giustizia.</p>
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		<title>Intitolazione di una piazza o strada di Agropoli ad Angelo Vassallo: la proposta di Pesce approda in Commissione</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/intitolazione-di-una-piazza-o-strada-di-agropoli-ad-angelo-vassallo-la-proposta-di-pesce-approda-in-commissione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Feb 2025 12:20:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agropoli]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[agropoli]]></category>
		<category><![CDATA[raffale pesce]]></category>
		<category><![CDATA[vassallo]]></category>
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					<description><![CDATA[La proposta di intitolare una piazza o una strada ad Angelo Vassallo torna al centro del dibattito politico, ad Agropoli. Presentata lo scorso novembre dal consigliere di minoranza Raffaele Pesce, [...]]]></description>
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<p>La proposta di intitolare una piazza o una strada ad Angelo Vassallo torna al centro del dibattito politico, ad Agropoli. Presentata lo scorso novembre dal consigliere di minoranza Raffaele Pesce, l’iniziativa aveva acceso un confronto in consiglio comunale, con la maggioranza che aveva suggerito la creazione di una commissione specifica per le intitolazioni.</p>



<p>Per evitare che la mozione venisse accantonata, era stata avanzata una proposta alternativa: affidare la discussione alla già esistente Commissione Regolamenti, Statuto e Trasparenza, con l’obiettivo di accelerare l’iter. La maggioranza aveva accolto questa soluzione e, finalmente, domani la Commissione affronterà ufficialmente la questione.</p>



<p>Un passaggio significativo, che arriva in un momento particolarmente delicato, alla luce delle ultime notizie sulla chiusura delle indagini riguardanti l’omicidio del “Sindaco Pescatore”. «Spero di aver fatto cosa gradita ad Angelo ed a molti, anche all&#8217;esito delle ultime notizie relative alla chiusura delle indagini», ha commentato Pesce.<br></p>
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		<title>Cosa c&#8217;entra l&#8217;omicidio Vassallo con i fratelli Palladino. E perchè l&#8217;Antimafia vuole ascoltare Spira</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/cosa-centra-lomicidio-vassallo-con-i-fratelli-palladino-e-perche-lantimafia-vuole-ascoltare-spira/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Feb 2025 08:54:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Pollica]]></category>
		<category><![CDATA[angelo vassallo]]></category>
		<category><![CDATA[cilento]]></category>
		<category><![CDATA[vassallo]]></category>
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					<description><![CDATA[Nuovi sviluppi nell’inchiesta sulla morte di Angelo Vassallo, il “sindaco pescatore” di Pollica assassinato il 5 settembre 2010. Dopo oltre 14 anni di indagini e ipotesi, la Procura di Salerno [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nuovi sviluppi nell’inchiesta sulla morte di <strong>Angelo</strong> <strong>Vassallo</strong>, il “sindaco pescatore” di Pollica assassinato il 5 settembre 2010. Dopo oltre 14 anni di indagini e ipotesi, la Procura di Salerno ha chiuso le indagini, individuando otto persone che ora rischiano il processo per accuse che vanno dall’omicidio volontario al traffico di stupefacenti.</p>



<p>Secondo gli inquirenti, coordinati dal procuratore <strong>Giuseppe</strong> <strong>Borrelli</strong>, il movente dell’omicidio sarebbe legato alla scoperta di un giro di droga che Vassallo aveva intenzione di denunciare nell’estate del 2010. Tra gli indagati figurano anche tre imprenditori di Pollica, i fratelli <strong>Giovanni</strong>, <strong>Federico</strong> e <strong>Domenico</strong> Palladino, quest’ultimo noto anche per il suo ruolo politico come consigliere comunale sia nell’amministrazione Vassallo sia in quella successiva, guidata dall’attuale sindaco Stefano Pisani.</p>



<p>Sulla vicenda è intervenuto <strong>Dario</strong> <strong>Vassallo</strong>, fratello della vittima e presidente della Fondazione dedicata al “sindaco pescatore”, che ha rivolto un appello alla Commissione Parlamentare Antimafia. Mercoledì prossimo, infatti, la bicamerale inizierà le audizioni del comitato istituito per far luce sul delitto, partendo dall’ascolto dello storico segretario comunale di Pollica, <strong>Gerardo</strong> <strong>Spira</strong>.</p>



<p>«La Commissione dovrà approfondire il ruolo di Domenico Palladino nelle vesti di consigliere comunale e valutare la posizione contributiva delle sue attività commerciali», ha dichiarato <strong>Dario</strong> <strong>Vassallo</strong>. «Sarà fondamentale esaminare il rilascio delle licenze per l’apertura di uno stabilimento balneare situato nel Parco del Cilento, a ridosso del mare e accanto alla Torre Normanna, nonché le deliberazioni comunali che hanno coinvolto direttamente o indirettamente i Palladino e i loro contatti. Se emergeranno irregolarità amministrative o giuridiche, la Commissione potrebbe richiedere al Ministero dell’Interno lo scioglimento del Comune».</p>



<p>L’appello di Dario Vassallo si inserisce in un quadro investigativo complesso, che dopo anni di ombre e silenzi potrebbe finalmente portare a una svolta decisiva nel caso. La comunità di Pollica e l’intero Cilento attendono risposte, nella speranza che venga fatta giustizia per Angelo Vassallo.</p>
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		<item>
		<title>Angelo Vassallo, la Procura chiude le indagini: in 4 accusati dell&#8217;omicidio del sindaco pescatore</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/angelo-vassallo-la-procura-chiude-le-indagini-in-4-accusati-dellomicidio-del-sindaco-pescatore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Feb 2025 10:54:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Pollica]]></category>
		<category><![CDATA[cilento]]></category>
		<category><![CDATA[pollica]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo oltre quattordici anni di indagini, la Procura di Salerno ha formalmente chiuso l&#8217;inchiesta sull&#8217;omicidio di Angelo Vassallo, il &#8220;sindaco pescatore&#8221; di Pollica, assassinato a settembre 2010 ad Acciaroli. La [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Dopo oltre quattordici anni di indagini, la Procura di Salerno ha formalmente chiuso l&#8217;inchiesta sull&#8217;omicidio di Angelo Vassallo, il &#8220;sindaco pescatore&#8221; di Pollica, assassinato a settembre 2010 ad Acciaroli. La decisione apre la strada a un possibile rinvio a giudizio per quattro persone, accusate di aver pianificato ed eseguito l’omicidio. Sarà ora un giudice a stabilire se gli elementi raccolti dagli inquirenti saranno sufficienti per avviare un processo.</p>



<p>Secondo gli investigatori, l&#8217;omicidio sarebbe stato motivato dalla volontà di mettere a tacere Vassallo, il quale avrebbe scoperto e stava per denunciare un traffico di cocaina lungo la costa cilentana. Un delitto che, per anni, è rimasto avvolto nel mistero, tra piste investigative interrotte e nuovi elementi emersi nel corso del tempo.</p>



<p>L&#8217;avviso di chiusura indagini coinvolge il colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo, attualmente detenuto nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, l&#8217;ex carabiniere Lazzaro Cioffi, e gli imprenditori Giuseppe Cipriano e Romolo Ridosso. Questi ultimi sarebbero, secondo i magistrati, legati a vario titolo ai traffici di droga che avrebbero portato all&#8217;eliminazione del primo cittadino di Pollica.</p>



<p>Parallelamente, le accuse della Procura riguardano anche altri soggetti, pur non direttamente coinvolti nell’omicidio. Si tratta di Domenico, Giovanni e Federico Palladino, imprenditori indagati per reati legati allo spaccio di stupefacenti, e di Giovanni Cafiero, considerato vicino al narcotrafficante Maurelli, deceduto alcuni anni fa.</p>



<p>Tutti gli indagati, attraverso i loro legali, hanno respinto le accuse e si dicono pronti a dimostrare la propria estraneità ai fatti nel corso di un probabile processo. L’inchiesta rappresenta un passo cruciale verso la ricerca di verità e giustizia per un omicidio che ha segnato profondamente il Cilento e l’intero Paese<br></p>
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		<item>
		<title>Delitto Vassallo: confermati gli arresti per Cagnazzo e altri indagati. Le motivazioni</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/delitto-vassallo-confermati-gli-arresti-per-cagnazzo-e-altri-indagati-le-motivazioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jan 2025 16:47:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Pollica]]></category>
		<category><![CDATA[angelo vassallo]]></category>
		<category><![CDATA[cilento]]></category>
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		<category><![CDATA[vassallo]]></category>
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					<description><![CDATA[Nuovi sviluppi sull’omicidio del sindaco pescatore Angelo Vassallo, avvenuto nel 2010 ad Acciaroli. Il Tribunale del Riesame ha confermato gli arresti per il colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo, l’ex brigadiere [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nuovi sviluppi sull’omicidio del sindaco pescatore <strong>Angelo</strong> <strong>Vassallo</strong>, avvenuto nel 2010 ad <strong>Acciaroli</strong>. <a href="https://www.giornaledelcilento.it/svolta-nellomicidio-di-angelo-vassallo-quattro-arresti-dopo-14-anni/">Il Tribunale del Riesame ha confermato gli arresti </a>per il colonnello dei carabinieri<strong> Fabio Cagnazzo</strong>, l’ex brigadiere <strong>Lazzaro</strong> <strong>Cioffi</strong>, l’imprenditore <strong>Giuseppe Cipriano</strong> e l’ex pentito<strong> Romolo Ridosso</strong>, ritenuti coinvolti a vario titolo nel delitto. Le motivazioni della decisione sono contenute in un documento di <strong>141 pagine </strong>che ribadisce l’attendibilità dei pentiti alla base dell’inchiesta.</p>



<p><strong>Un delitto legato al traffico di droga</strong></p>



<p>Secondo i giudici, <strong>Fabio</strong> <strong>Cagnazzo</strong> sarebbe stato direttamente interessato nell’omicidio di Vassallo per proteggere gli affari legati al traffico di droga sulla costa di Acciaroli. Nelle carte emerge un quadro inquietante: Vassallo avrebbe scoperto e denunciato tali attività, scatenando reazioni che avrebbero portato alla sua uccisione. Il Tribunale ha condiviso le valutazioni del gip di Salerno, pur non riconoscendo a Cagnazzo l’aggravante del metodo mafioso.</p>



<p><strong>Le dichiarazioni dei pentiti</strong></p>



<p>L’inchiesta è stata alimentata dalle dichiarazioni di <strong>Eugenio D’Atri</strong>, pentito della camorra di Somma Vesuviana. D’Atri ha raccontato di aver raccolto confidenze da Romolo Ridosso, che temeva di essere coinvolto e condannato per il delitto. Le sue testimonianze, corroborate da altri elementi, delineano un intreccio criminale che avrebbe visto Cagnazzo e Cioffi organizzare l’omicidio per tutelare il gruppo di narcotrafficanti legato a Cipriano e ai fratelli Palladino.</p>



<p><strong><a href="https://www.giornaledelcilento.it/udienza-fiume-sullomicidio-di-angelo-vassallo-attesa-per-la-decisione-del-riesame/">UDIENZA FIUME SULL&#8217;OMICIDIO DI ANGELO VASSALLO</a></strong></p>



<p>Ridosso avrebbe ammesso di aver partecipato a un sopralluogo, sperando di entrare nel circuito del traffico di droga. Tuttavia, in seguito, avrebbe espresso risentimento verso D’Atri, accusandolo di tradimento per aver divulgato le sue confidenze agli inquirenti.</p>



<p><strong>I dubbi sugli alibi</strong></p>



<p>Le motivazioni del Riesame contestano l’alibi fornito da Valentina Reielli, che aveva dichiarato di aver visto Cagnazzo e i fratelli Palladino la sera dell’omicidio. I giudici ritengono che queste testimonianze non bastino a escludere il coinvolgimento del colonnello, sottolineando che lo stesso non ha saputo spiegare dove si trovasse in momenti cruciali. Inoltre, il Riesame evidenzia come Cagnazzo avrebbe orchestrato un tentativo di depistaggio, segno di una possibile premeditazione.</p>



<p><a href="https://www.giornaledelcilento.it/stefano-pisani-pezzi-stato-non-hanno-sostenuto-angelo-vassallo-come-avrebbero-dovuto/"><strong>Stefano Pisani: «Pezzi Stato non hanno sostenuto Angelo Vassallo come avrebbero dovuto»</strong></a></p>



<p><strong>Una cena che alimenta sospetti</strong></p>



<p>Particolare attenzione è rivolta a una cena organizzata poche ore prima dell’omicidio. Inizialmente prevista in un altro ristorante, fu spostata all’ultimo momento. La Procura ha utilizzato Google Earth per ricostruire i movimenti di tutti i protagonisti, cercando di colmare i vuoti lasciati dalle dichiarazioni degli indagati.</p>



<p><strong>Interessi e connessioni</strong></p>



<p>Giuseppe Cipriano, considerato parte del gruppo Maurelli-Cafiero, è ritenuto direttamente coinvolto negli affari di droga. L’ex brigadiere Cioffi, invece, avrebbe avuto rapporti diretti con i narcotrafficanti, consolidando ulteriormente i sospetti su un’organizzazione criminale ben radicata.</p>



<p><strong>Una verità che attende giustizia</strong></p>



<p>L’omicidio di Angelo Vassallo resta un caso simbolo di lotta alla criminalità organizzata. La conferma degli arresti rappresenta un passo avanti nell’accertamento della verità, ma lascia aperte molte domande. Il lavoro della magistratura, coordinato dal procuratore capo Giuseppe Borrelli e dal vicario Luigi Alberto Cannavale, prosegue per fare piena luce su uno dei delitti più controversi della storia recente del Cilento.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Omicidio Vassallo, le parole di Ridosso aprono nuovi scenari: traffico di armi oltre la droga</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/omicidio-vassallo-le-parole-di-ridosso-aprono-nuovi-scenari-traffico-di-armi-oltre-la-droga/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Dec 2024 06:50:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Pollica]]></category>
		<category><![CDATA[acciaroli]]></category>
		<category><![CDATA[angelo vassallo]]></category>
		<category><![CDATA[pollica]]></category>
		<category><![CDATA[sindaco pescatore]]></category>
		<category><![CDATA[vassallo]]></category>
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					<description><![CDATA[Si riaccendono i riflettori sull’omicidio di Angelo Vassallo, il “sindaco pescatore” di Pollica assassinato il 5 settembre 2010. Quattordici anni dopo il brutale delitto, le indagini della Procura di Salerno [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Si riaccendono i riflettori sull’omicidio di <strong>Angelo</strong> <strong>Vassallo</strong>, il “sindaco pescatore” di Pollica assassinato il 5 settembre 2010. Quattordici anni dopo il brutale delitto, le indagini della Procura di Salerno sembrano aver imboccato una direzione precisa, con nuovi elementi che gettano luce su dinamiche legate a traffici illeciti e presunti intrecci criminali.</p>



<p>Durante un incontro all’Università di Salerno, dedicato alla presentazione del bilancio di responsabilità sociale della Procura, il procuratore capo Giuseppe Borrelli ha risposto alle domande sugli ultimi sviluppi del caso. «È chiaro che ci sono state svolte importanti», ha dichiarato Borrelli, aggiungendo tuttavia che «il procedimento è ancora in fase d’indagine, e il dibattimento deve ancora svolgersi».</p>



<p><strong>Una pista definita: il traffico di droga</strong></p>



<p>Le recenti indagini sembrano confermare che Vassallo sia stato ucciso per aver scoperto e tentato di denunciare un traffico di droga che sfruttava il porto di Acciaroli. Gli arresti delle ultime settimane, tra cui quelli dei carabinieri <strong>Fabio Cagnazzo </strong>e<strong> Lazzaro Cioffi, </strong>dell’imprenditore <strong>Giuseppe Cipriano</strong> e dell’ex collaboratore di giustizia <strong>Romolo</strong> <strong>Ridosso</strong>, hanno fornito nuovi spunti investigativi. Proprio le dichiarazioni di Ridosso, già esponente della mala di Scafati, hanno destato particolare attenzione. «Vassallo aveva capito chi erano e cosa volevano fare», avrebbe affermato Ridosso durante un lungo interrogatorio di garanzia.</p>



<p>Secondo gli inquirenti, il furto avvenuto nell’attività commerciale della famiglia Vassallo potrebbe essere stato il pretesto per un confronto tra il sindaco e i soggetti coinvolti nei presunti traffici illeciti. Una “scusa”, dunque, che avrebbe scatenato il tragico epilogo.</p>



<p><strong>Traffico di armi e lavori al porto di Acciaroli</strong></p>



<p>Le indagini non si fermano al traffico di droga. Gli investigatori stanno esplorando altre piste, tra cui un possibile traffico di armi che potrebbe aver coinvolto l’arma utilizzata per uccidere Vassallo. Un altro filone riguarda i lavori al porto di Acciaroli, mai concessi dal sindaco alla ditta legata a Raffaele Maurelli, presunto broker della droga e parente di Giuseppe Cipriano, deceduto nel 2020. Questi elementi suggeriscono l’esistenza di un’associazione criminale di stampo camorristico.</p>



<p><strong>Un mosaico ancora incompleto</strong></p>



<p>La Procura di Salerno, guidata dal procuratore Borrelli e supportata dai magistrati Marco Colamonaci, Elena Guarino e Francesco Rotondo, ha intensificato gli approfondimenti. Sono stati ascoltati nuovi testimoni, alcune persone informate sui fatti. Tuttavia, non tutti hanno fornito dettagli utili, e in molti hanno dichiarato di “non ricordare”.</p>



<p>Mentre l’inchiesta prosegue, l’omicidio di Angelo Vassallo rimane un caso simbolo di lotta alla criminalità organizzata e di coraggio civico. La sua figura di amministratore onesto e integerrimo continua a rappresentare un faro per la comunità cilentana, che attende con ansia che venga fatta piena luce su una vicenda che ha segnato profondamente il territorio.</p>
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		<title>Omicidio Vassallo, Manfredi presidente Anci: «Ha sacrificato la vita per difendere la sua comunità»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/omicidio-vassallo-manfredi-presidente-anci-ha-sacrificato-la-vita-per-difendere-la-sua-comunita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Nov 2024 17:21:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Pollica]]></category>
		<category><![CDATA[anci]]></category>
		<category><![CDATA[gaetano manfredi]]></category>
		<category><![CDATA[vassallo]]></category>
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					<description><![CDATA[Si sono conclusi a Bergamo tre giorni intensi di confronto e riflessione sul ruolo strategico dei comuni italiani nel futuro del Paese. Il presidente dell’Anci, Gaetano Manfredi, nel suo intervento [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Si sono conclusi a Bergamo tre giorni intensi di confronto e riflessione sul ruolo strategico dei comuni italiani nel futuro del Paese. Il presidente dell’<strong>Anci</strong>, <strong>Gaetano</strong> <strong>Manfredi</strong>, nel suo intervento finale ha tracciato un bilancio positivo della manifestazione, sottolineando i numeri importanti dell’evento: <strong>12 ministri, 100 relatori, oltre 16.000 partecipanti</strong>, tra sindaci, amministratori locali e ospiti.</p>



<p><strong>“Abbiamo evidenziato la centralità dei comuni per il futuro dell’Italia”</strong>, ha dichiarato Manfredi. <strong>“Per crescere, ridurre i divari e prenderci cura delle persone, è fondamentale investire sui nostri enti locali. La prima scadenza sarà quella della Finanziaria, e speriamo che il testo possa essere migliorato durante l’iter parlamentare”</strong>.</p>



<p><strong>L’agenda dei comuni italiani</strong></p>



<p>Manfredi ha poi anticipato le prossime sfide, annunciando l’elaborazione di un’agenda dei comuni italiani che sarà presentata alle istituzioni nazionali. Tra le priorità:</p>



<p>• <strong>La riforma del TUEL</strong> (Testo Unico degli Enti Locali), necessaria per modernizzare la governance locale;</p>



<p>• <strong>La revisione della finanza locale</strong>, per garantire risorse adeguate ai comuni;</p>



<p>• <strong>Politiche per la casa</strong>, un tema sempre più urgente;</p>



<p>• <strong>Sanità di prossimità</strong>, per rispondere alle esigenze dei territori;</p>



<p>• <strong>Sicurezza</strong> e attenzione verso i cittadini più fragili.</p>



<p><strong>“Abbiamo raccolto gli stimoli dei ministri intervenuti e della presidente Meloni. Ora inizia una nuova fase di dialogo con il Governo per costruire risposte concrete alle necessità dei territori”</strong>, ha aggiunto Manfredi.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il ricordo di Angelo Vassallo</strong></h2>



<p>Nel suo discorso conclusivo, Manfredi ha voluto dedicare un pensiero speciale ad Angelo Vassallo, il “sindaco pescatore” di Pollica, ucciso nel 2010. <strong>“Angelo ha sacrificato la sua vita per difendere la sua comunità. Mi auguro che possa avere finalmente giustizia. Dare giustizia a lui significa riconoscere il valore dei tanti sindaci che, ogni giorno, si impegnano con sacrificio per il bene dei cittadini”</strong>.</p>



<p>Con un invito all’unità e alla collaborazione tra istituzioni, Manfredi ha concluso: <strong>“Grazie a tutti, inizia per noi una bellissima avventura”</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un evento che guarda al futuro</strong></h2>



<p>L’incontro ha rappresentato un momento cruciale per riaffermare il ruolo dei comuni come pilastri dello sviluppo sociale ed economico del Paese. I temi affrontati, le proposte emerse e il dialogo con il Governo promettono di aprire una nuova stagione di rilancio per gli enti locali italiani.</p>
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		<title>«Il carabiniere Lazzaro Cioffi ha ucciso Angelo Vassallo a colpi di pistola»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/il-carabiniere-lazzaro-cioffi-ha-ucciso-angelo-vassallo-a-colpi-di-pistola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Nov 2024 13:26:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Pollica]]></category>
		<category><![CDATA[acciaroli]]></category>
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					<description><![CDATA[Emergono nuovi sviluppi nelle indagini sull’omicidio di Angelo Vassallo, il sindaco pescatore di Pollica assassinato nel settembre del 2010. Secondo i verbali di interrogatorio recentemente depositati presso il tribunale del [...]]]></description>
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<p>Emergono nuovi sviluppi nelle indagini sull’omicidio di <strong>Angelo</strong> <strong>Vassallo</strong>, il sindaco pescatore di Pollica assassinato nel settembre del 2010. Secondo i verbali di interrogatorio recentemente depositati presso il tribunale del Riesame, un nuovo fascicolo d’indagine è stato aperto per identificare il killer, con un focus particolare su un carabiniere infedele, <strong>Lazzaro</strong> <strong>Cioffi</strong>, indicato come l’esecutore materiale del delitto.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le rivelazioni di Romolo Ridosso</strong></h2>



<p>L’indagine ha preso una svolta importante grazie alle dichiarazioni di <strong>Romolo</strong> <strong>Ridosso</strong>, ex collaboratore di giustizia, che ha identificato Cioffi come colui che ha sparato a Vassallo. Ridosso, durante un interrogatorio a Ferrara, ha raccontato che Cioffi avrebbe confessato l’omicidio in un incontro avvenuto a dicembre, mentre si trovava con l’imprenditore <strong>Giuseppe</strong> <strong>Cipriano</strong>, anch’egli indagato per il crimine. Secondo Ridosso, Cipriano avrebbe rivelato che il sindaco era stato ucciso per ragioni legate al traffico di droga e agli affari illeciti in zona.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le contraddizioni di Giuseppe Cipriano</strong></h2>



<p>A conferma di quanto detto da Ridosso, <strong>Cipriano</strong>, interrogato il 9 novembre scorso, ha rilasciato dichiarazioni che però sono apparse contraddittorie agli inquirenti. Sebbene avesse inizialmente negato ogni legame con <strong>Ridosso</strong> e con il narcotrafficante <strong>Maurelli</strong>, le indagini hanno rivelato che <strong>Cipriano</strong> era stato coinvolto in affari con il clan di <strong>Maurelli</strong>, che operava nel <strong>Cilento</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il movente dell’omicidio</strong></h2>



<p>Ridosso ha anche fornito dettagli sul movente dell’omicidio, suggerendo che Vassallo fosse stato ucciso per aver ostacolato le attività criminali della zona, tra cui il furto in uno dei suoi locali e la mancata approvazione di lavori nel porto di <strong>Acciaroli</strong>. Secondo <strong>Ridosso</strong>, la scoperta del traffico di droga da parte del sindaco avrebbe contribuito ulteriormente a segnare la sua condanna a morte.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La prossima udienza al Riesame</strong></h2>



<p>Lunedì prossimo, il tribunale del Riesame discuterà le posizioni di tre dei quattro indagati, con l’ufficiale dei carabinieri <strong>Fabio</strong> <strong>Cagnazzo</strong> e il suo attendente <strong>Lazzaro</strong> <strong>Cioffi</strong> che chiedono la revoca delle misure cautelari. L’esito di questa udienza potrebbe rappresentare un ulteriore passo verso la verità sull’omicidio di Vassallo, un delitto che ha segnato profondamente la comunità di Pollica e dell’intero Cilento.</p>
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		<title>Omicidio Vassallo, Ridosso ascoltato per ore. Lazzaro Cioffi: «Preferisco non rispondere»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/omicidio-vassallo-ridosso-ascoltato-per-ore-lazzaro-cioffi-preferisco-non-rispondere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Nov 2024 07:19:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo quattordici anni di misteri irrisolti, prosegue l’inchiesta sull’omicidio di Angelo Vassallo, il “sindaco pescatore” di Pollica, assassinato il 6 settembre 2010. Al centro delle indagini, l’interrogatorio di garanzia di [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Dopo quattordici anni di misteri irrisolti, prosegue l’inchiesta sull’omicidio di <strong>Angelo</strong> <strong>Vassallo</strong>, il “sindaco pescatore” di Pollica, assassinato il 6 settembre 2010. Al centro delle indagini, l’interrogatorio di garanzia di <strong>Romolo</strong> <strong>Ridosso</strong>, ex collaboratore di giustizia e uno dei quattro uomini per cui è stata disposta la custodia cautelare in carcere su richiesta della Procura di Salerno, guidata dal procuratore <strong>Giuseppe</strong> <strong>Borrelli</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;accusa</h2>



<p>L’interrogatorio di <strong>Ridosso</strong>, ex affiliato al crimine organizzato dell&#8217;Agro Nocerino Sarnese, si è svolto in un’udienza fiume durata tutto il giorno e condotta dal gip <strong>Annamaria</strong> <strong>Ferraiolo</strong>. Assistito dal suo legale, l’avvocato <strong>Michele Avino</strong>, Ridosso ha risposto dettagliatamente alle domande, portando alla luce nuovi particolari da approfondire. Oggi, il gip continuerà l’interrogatorio per fare chiarezza su alcuni aspetti emersi che potrebbero rivelarsi fondamentali per l’inchiesta. Ridosso è accusato di concorso in omicidio volontario, con l’aggravante della premeditazione e delle finalità mafiose. Nonostante abbia già collaborato con le autorità su questo caso, le sue dichiarazioni passate non hanno sempre convinto gli inquirenti, risultando talvolta inattendibili e costandogli l’esclusione dal programma di protezione per testimoni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le carte</h2>



<p>Nell’ordinanza, il gip evidenzia il ruolo di Ridosso nella vicenda, pur non direttamente coinvolto nel traffico di stupefacenti. Secondo le indagini, l’uomo avrebbe preso parte a un sopralluogo a Pollica il 3 settembre 2010, pochi giorni prima del delitto, insieme a <strong>Giuseppe</strong> <strong>Cipriano</strong> e su richiesta di Lazzaro Cioffi, per valutare la presenza di telecamere. Questo indicherebbe, secondo le motivazioni del gip, una pericolosità specifica e il desiderio di Ridosso di entrare nell’associazione criminale dell’imprenditore Raffaele Maurelli.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli altri interrogatori</h2>



<p>Parallelamente, ieri si è svolto l’interrogatorio di garanzia per <strong>Lazzaro</strong> <strong>Cioffi</strong>, ex brigadiere della Guardia di Finanza, già condannato per traffico di droga. Davanti al gip del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Cioffi ha scelto di non rispondere alle domande, rilasciando dichiarazioni spontanee nelle quali si è professato innocente. Il suo avvocato, Giuseppe Stellato, ha annunciato che presenterà ricorso al tribunale del Riesame di Napoli per contestare la misura cautelare, sostenendo che le accuse della Procura si basano solo su indizi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Verso la verità</h2>



<p>L’inchiesta sul delitto Vassallo prosegue così con nuovi interrogatori e una revisione dei dettagli. L’intera comunità attende che emergano elementi decisivi per risolvere uno dei casi più drammatici degli ultimi anni, che ha lasciato un vuoto incolmabile tra i cittadini di Pollica e un’eredità di lotta e giustizia incarnata nella figura di Angelo Vassallo.</p>
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		<item>
		<title>Omicidio Vassallo, la svolta nelle rivelazioni di un carcerato: «Vi spiego come ho capito tutto»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/omicidio-vassallo-la-svolta-nelle-rivelazioni-di-un-carcerato-vi-spiego-come-ho-capito-tutto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Nov 2024 08:05:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[A quattordici anni dall’assassinio di Angelo Vassallo, il “sindaco pescatore” di Pollica, si aprono nuove strade nella ricerca della verità. La Procura di Salerno, sotto la guida del procuratore Giuseppe [...]]]></description>
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<p>A quattordici anni dall’assassinio di <strong>Angelo Vassallo</strong>, il “sindaco pescatore” di Pollica, si aprono nuove strade nella ricerca della verità. La Procura di Salerno, sotto la guida del procuratore Giuseppe Borrelli, ha compiuto un passo cruciale, formulando accuse di concorso in omicidio volontario con l’aggravante della premeditazione e del metodo mafioso contro quattro persone: l’imprenditore <strong>Giuseppe</strong> <strong>Cipriano</strong>, il collaboratore di giustizia <strong>Romolo Ridosso</strong> e i carabinieri <strong>Fabio Cagnazzo</strong> e<strong> Lazzaro Cioffi</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il confessore di Ridosso</h2>



<p>Il caso, rimasto per anni irrisolto, sembrava destinato a un’impasse. Tuttavia, recenti rivelazioni hanno fornito nuovi indizi sulle dinamiche e sui presunti mandanti. Decisivi sono stati i racconti di <strong>Eugenio</strong> <strong>D’Atri</strong>, figura di rilievo dei clan vesuviani, che durante la detenzione nel carcere di <strong>Sollicciano</strong> a <strong>Firenze</strong> aveva instaurato un rapporto di fiducia con <strong>Romolo</strong> <strong>Ridosso</strong>. Quest’ultimo, pur tentando di sminuire l’amicizia con D’Atri, ha rivelato particolari importanti che lo stesso D’Atri ha poi riferito agli inquirenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le versioni combaciano</h2>



<p>D’Atri, descritto come un “confessore” non ufficiale di Ridosso, ha delineato dettagli mai emersi nei media, aumentando la credibilità delle sue dichiarazioni. Le informazioni riportate, come il sopralluogo di Ridosso ad Acciaroli prima del delitto e la scomparsa di alcuni carabinieri dal Cilento nei giorni successivi all’omicidio, hanno confermato i sospetti sulla natura dell’agguato: Vassallo potrebbe essere stato ucciso per aver scoperto traffici di droga che coinvolgevano esponenti delle forze dell’ordine.</p>



<h2 class="wp-block-heading">«Racconto credibile»</h2>



<p>Secondo il giudice per le indagini preliminari <strong>Annamaria</strong> <strong>Ferraiolo</strong>, la ricostruzione di <strong>D’Atri</strong> è considerata “di ampia attendibilità”. Questo giudizio si basa su elementi di riscontro e sullo “stile preciso e dettagliato” della testimonianza. D’Atri avrebbe appreso questi fatti direttamente da Ridosso, rafforzando la credibilità del suo racconto, privo di contaminazioni mediatiche o influenze esterne.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli altri interrogatori</h2>



<p>Gli interrogatori continuano, e oggi sarà la volta di Ridosso e del brigadiere Lazzaro Cioffi. Entrambi, detenuti in strutture fuori dalla Campania, saranno ascoltati in via telematica dai giudici di Salerno e di Santa Maria Capua Vetere. Cioffi, in particolare, potrebbe avvalersi della facoltà di non rispondere per poi rilasciare dichiarazioni spontanee.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Omicidio Vassallo, interrogati gli indagati. Cagnazzo non risponde</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/omicidio-vassallo-interrogati-gli-indagati-cagnazzo-non-risponde/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Nov 2024 17:23:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[Si è avvalso della facoltà di non rispondere il colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo, arrestato nell’ambito dell’inchiesta sull’omicidio di Angelo Vassallo, sindaco di Pollica noto per il suo impegno nella [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Si è avvalso della facoltà di non rispondere il colonnello dei carabinieri <strong>Fabio Cagnazzo</strong>, arrestato nell’ambito dell’inchiesta sull’omicidio di <strong>Angelo Vassallo</strong>, sindaco di Pollica noto per il suo impegno nella difesa dell’ambiente. Durante l’interrogatorio di garanzia, che si è svolto oggi presso il Tribunale di Salerno, Cagnazzo ha scelto di non rilasciare alcuna dichiarazione spontanea. Intanto, Giuseppe Cipriano, l’imprenditore coinvolto nell’inchiesta, ha respinto ogni accusa durante la propria audizione davanti al Gip Annamaria Ferraiolo.</p>



<p>Il legale del colonnello ha annunciato la prossima presentazione di una richiesta di riesame della custodia cautelare, che verrà inoltrata una volta completato l’esame degli atti d’indagine, che ammontano a oltre 78mila pagine. La strategia difensiva punta a confutare le accuse, ritenute infondate, per ottenere la scarcerazione di Cagnazzo.</p>



<p>Nel frattempo, si attende per lunedì 11 novembre l’audizione davanti al Gip del brigadiere Lazzaro Cioffi, presunto complice di Cagnazzo in un accordo di omertà. Tra le persone sottoposte a misure di custodia cautelare figura anche Romolo Ridosso, accusato di concorso nell’omicidio di Vassallo, avvenuto il 5 settembre 2010 e rimasto a lungo irrisolto.</p>



<p>L’inchiesta rappresenta un passo cruciale per fare luce su un caso che, da oltre un decennio, scuote la comunità di Pollica e solleva interrogativi sulla sicurezza e integrità delle istituzioni locali. L’omicidio del “sindaco pescatore” resta un capitolo doloroso nella storia recente della costa cilentana, simbolo della lotta per la legalità e la tutela dell’ambiente.</p>
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		<item>
		<title>La Fondazione Angelo Vassallo chiede le dimissioni del sindaco di Pollica Stefano Pisani</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/la-fondazione-angelo-vassallo-chiede-le-dimissioni-del-sindaco-di-pollica-stefano-pisani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Nov 2024 10:09:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il Presidente Dario Vassallo: “Attacchi sistematici alla memoria di Angelo Vassallo e tentativi di oscurare la verità chiedo l&#8217;intervento del Ministro dell&#8217;Interno” “A nome della Fondazione Angelo Vassallo, il presidente [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><em><strong>Il Presidente Dario Vassallo: “Attacchi sistematici alla memoria di Angelo Vassallo e tentativi di oscurare la verità chiedo l&#8217;intervento del Ministro dell&#8217;Interno”</strong></em></p>



<p><em>“A nome della Fondazione Angelo Vassallo, il presidente Dario Vassallo denuncia con forza una lunga serie di atti gravi e deliberati perpetrati dal sindaco di Pollica, Stefano Pisani, che mirano a cancellare la memoria di Angelo Vassallo e a minare la credibilità della Fondazione. Di fronte a questa condotta intollerabile e irrispettosa, chiediamo le dimissioni immediate del sindaco e un intervento urgente del Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. Il sindaco Pisani ha dimostrato in più occasioni la volontà di distruggere ogni legame con il ricordo del &#8220;Sindaco Pescatore&#8221;, iniziando dalla devastazione di qualche anno fa dall’Oasi del Giglio Marino, un’area protetta sulla spiaggia di Acciaroli dedicata ad Angelo Vassallo, simbolo di tutela ambientale e di impegno civile. Questo spazio, voluto per onorare la sua memoria e sensibilizzare alla protezione della natura, è stato brutalmente distrutto, cancellando un gesto di rispetto verso il territorio e verso chi ha dato la vita per difenderlo. Successivamente, la Fondazione è stata sfrattata dalla stanza che occupava nel Castello Capano di Pollica, un luogo significativo acquistato dall’amministrazione Vassallo per essere patrimonio della comunità. La stanza, utilizzata dalla Fondazione per portare avanti progetti e iniziative in memoria di Angelo, è stata sottratta e il castello è stato affidato in gestione alla società privata Future for Food di Sara Roversi. Questo atto rappresenta un tradimento nei confronti della comunità, che ha visto sottrarre uno spazio di memoria e riflessione, consegnandolo a interessi privati e cancellando un punto di riferimento simbolico per la cittadinanza. Non meno grave è stato l’abbandono del carrubo piantato nel porto di Acciaroli, dedicato ad Angelo come segno di rinascita e continuità. Lasciato morire di sete, questo gesto rappresenta un’offesa non solo alla memoria di Angelo, ma anche al valore di un simbolo profondamente radicato nella cultura del territorio. Una scelta deliberata che dimostra l’indifferenza e il disprezzo per il ricordo di chi ha dedicato la propria vita al bene della comunità. Anche la Grande Onda, installazione realizzata con 2.500 bottiglie di plastica riciclate per sensibilizzare contro l’inquinamento marino, è stata distrutta senza alcuna considerazione per il suo significato educativo e simbolico. Questo gesto rivela un disinteresse totale per i temi ambientali tanto cari ad Angelo e per il messaggio di responsabilità ecologica che l’opera veicolava”. A denunciarlo è il Presidente della Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore Dario Vassallo.</em></p>



<p><em>“Oltre a queste azioni concrete, il sindaco Pisani ha anche scelto di deridere pubblicamente la Fondazione e il dolore della famiglia Vassallo. Il 5 settembre 2024, attraverso alcuni media, ha ridicolizzato il nostro impegno nella ricerca della verità sulla morte di Angelo, dimostrando una mancanza di rispetto che offende non solo la nostra famiglia, ma l’intera comunità che ancora chiede giustizia. Infine, la recente interrogazione parlamentare presentata dal Senatore Gianluca Cantalamessa al Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, sollevano questioni di estrema gravità riguardanti la condotta del sindaco Pisani e il suo ruolo nel deviare l&#8217;attenzione dalla ricerca della verità. La sua azione ha messo in discussione l&#8217;onestà e la trasparenza dell&#8217;amministrazione locale, e appare sempre più evidente un tentativo sistematico di sabotare il nostro lavoro e il nostro impegno. Alla luce di questi fatti, la Fondazione Angelo Vassallo richiede con decisione le dimissioni del sindaco Stefano Pisani, responsabile di un attacco continuo e subdolo alla memoria di Angelo Vassallo. Le sue azioni sono un’offesa alla verità, alla giustizia e alla comunità che Angelo ha amato e servito con passione. Chiediamo inoltre l’intervento immediato del Ministro dell’Interno Piantedosi, affinché si faccia luce su quanto accaduto e si ristabilisca il rispetto per la memoria di Angelo Vassallo, uomo e sindaco che ha dedicato la vita al bene del suo territorio” -conclude Vassallo</em>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Omicidio Vassallo, ricoverato in ospedale il colonnello Fabio Cagnazzo</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/omicidio-vassallo-ricoverato-in-ospedale-il-colonnello-fabio-cagnazzo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Nov 2024 08:37:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il colonnello Fabio Cagnazzo, figura centrale nell’inchiesta sul brutale omicidio di Angelo Vassallo, sindaco pescatore di Pollica, è attualmente ricoverato in ospedale. Giovedì scorso, al momento della notifica dell’arresto da [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il colonnello <strong>Fabio</strong> <strong>Cagnazzo</strong>, figura centrale nell’inchiesta sul brutale omicidio di <strong>Angelo</strong> <strong>Vassallo</strong>, sindaco pescatore di <strong>Pollica</strong>, è attualmente ricoverato in ospedale. Giovedì scorso, al momento della notifica dell’arresto da parte del ROS di Roma e della Procura di Salerno, Cagnazzo <strong>ha accusato un malore</strong>, motivo per cui si è scelto il trasferimento in una struttura ospedaliera militare anziché in carcere. L’interrogatorio di garanzia, previsto per sabato, potrebbe non portare nuovi elementi: sembra infatti che l’ufficiale intenda avvalersi della facoltà di non rispondere. La sua difesa, guidata dall’avvocata Ilaria Criscuolo, sta valutando un ricorso al Tribunale del Riesame. La legale ha sottolineato come, nei mesi precedenti, il colonnello abbia già risposto a domande per oltre dieci ore in un lungo interrogatorio davanti ai pm di Salerno.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Non c&#8217;è il nome del killer</h2>



<p>L’inchiesta, intanto, continua a delineare contorni inquietanti. Il giudice per le indagini preliminari, nelle 400 pagine dell’ordinanza, ha infatti dichiarato che gli esecutori materiali del delitto non sono stati ancora “chiaramente individuati”, sebbene sia stato possibile ricostruire con dettagli e coerenza il movente e l’organizzazione dell’omicidio. Nonostante i progressi, il gip avverte che la ricostruzione investigativa non ha ancora fornito un quadro completo, lasciando aperti scenari che potrebbero rivelare ulteriori elementi di rilevanza sul movente dell’omicidio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli altri nomi</h2>



<p>Le indagini finora portano a un ipotizzato traffico di droga che Vassallo, da sempre impegnato a proteggere la sua comunità, avrebbe scoperto e deciso di denunciare. Tra i coinvolti, oltre al colonnello Cagnazzo, vi sono il collaboratore di giustizia Romolo Ridosso, l’imprenditore Giuseppe Cipriano e l’ex brigadiere Lazzaro Cioffi. L’inchiesta si muove con difficoltà anche a causa di un clima omertoso e diffidente che ha permeato i luoghi e le persone attorno al caso, come osservato dal gip.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le parole degli inquirenti</h2>



<p>L’ordinanza descrive dettagli sconcertanti: tra questi, l’uso “strumentale” di pentiti per agevolare un traffico di droga che dalla costa cilentana di Acciaroli si dirigeva verso Napoli. La droga veniva stoccata in un terreno vicino alla torre normanna del Caleo, di proprietà di imprenditori amici di Cagnazzo.</p>



<p>Quanto al colonnello, il gip non risparmia giudizi pesanti sulla sua condotta, ritenuta “spregiudicata” e improntata a una “preoccupante indifferenza verso i doveri del suo ruolo”, un atteggiamento che lo renderebbe socialmente pericoloso. Secondo il giudice, Cagnazzo avrebbe pianificato e orchestrato depistaggi per proteggere i veri responsabili del delitto. Questa attività sarebbe stata ideata in anticipo rispetto all’omicidio, elemento che – secondo gli inquirenti – avrebbe ulteriormente motivato i complici, fiduciosi di poter evitare le proprie responsabilità.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2024/11/fabio-cagnazzo-1-1024x768.webp" alt="" class="wp-image-190563" srcset="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2024/11/fabio-cagnazzo-1-1024x768.webp 1024w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2024/11/fabio-cagnazzo-1-300x225.webp 300w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2024/11/fabio-cagnazzo-1-768x576.webp 768w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2024/11/fabio-cagnazzo-1.webp 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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		<title>«Angelo Vassallo ucciso per 50 mila euro»: la pentita che svela la trama agli inquirenti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Nov 2024 06:39:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Pollica]]></category>
		<category><![CDATA[acciaroli]]></category>
		<category><![CDATA[angelo vassallo]]></category>
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					<description><![CDATA[A oltre un decennio dall’omicidio di Angelo Vassallo, sindaco di Pollica, emergono nuove rivelazioni che gettano una luce inquietante su una rete di presunti interessi criminali che coinvolge figure di [...]]]></description>
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<p>A oltre un decennio dall’omicidio di <strong>Angelo</strong> <strong>Vassallo</strong>, sindaco di Pollica, emergono nuove rivelazioni che gettano una luce inquietante su una rete di presunti interessi criminali che coinvolge figure di spicco della malavita, imprenditori locali e membri delle forze dell’ordine. Documenti e testimonianze raccolte dagli inquirenti rivelano un intreccio di eventi e motivazioni che avrebbero portato al tragico epilogo del 5 settembre 2010, quando il “sindaco pescatore” venne brutalmente assassinato.</p>



<p><strong>Il ruolo del clan Loreto-Ridosso e gli affari illeciti</strong></p>



<p>Tra i protagonisti dell’indagine, Romolo Ridosso, ex collaboratore di giustizia e figura di spicco del clan Loreto-Ridosso, emerge come elemento centrale. Secondo fonti investigative, Ridosso avrebbe iniziato a interessarsi alla gestione di affari illegali lontano dai suoi contatti scafatesi, intrecciando rapporti con l’imprenditore Giuseppe Cipriano e il carabiniere Lazzaro Cioffi. Il piano era quello di reinvestire i proventi della droga in attività “legali”, come distributori di benzina, per contrastare i rivali del clan dei casalesi. In una delle intercettazioni chiave, Ridosso avrebbe mormorato: <em>“Ci simm fatt pur o’ pescator”</em>, frase captata da Antonella Mosca, sua compagna, all’indomani del delitto Vassallo.</p>



<p><strong>Testimonianze e connessioni tra clan e carabinieri</strong></p>



<p>Le indagini hanno portato alla luce anche la testimonianza di due detenuti, Eugenio D’Atri e Francesco Casillo, che avrebbero confermato le rivelazioni di Ridosso sui suoi legami con il carabiniere Cioffi, soprannominato “Marcolino” nel contesto dello spaccio di sostanze stupefacenti. D’Atri ha riferito ai magistrati che Ridosso temeva di essere stato immortalato dalle telecamere nella zona di Acciaroli. Paure che furono confermate dalla Mosca, la quale ha dichiarato agli inquirenti che, pochi giorni dopo l’omicidio del sindaco, Ridosso aveva ricevuto una visita non gradita da Cioffi e Cipriano, identificato come una persona “più bassa e tarchiata”. Dopo quell’incontro, sembra che Ridosso si sentisse più tranquillo, anche se consapevole di una situazione pericolosa.</p>



<p><strong>Fabio Cagnazzo e il traffico di droga sulla costa cilentana</strong></p>



<p>Un altro personaggio che emerge nell’inchiesta è Fabio Cagnazzo, che secondo gli inquirenti sarebbe stato mosso dal desiderio di “salvare l’onore”. Temendo di essere denunciato da Vassallo, Cagnazzo avrebbe pianificato l’omicidio, sostenuto da una rete di connivenze locali, tra cui l’appoggio degli imprenditori Palladino, che mettevano a disposizione un container per il traffico di droga sulla spiaggia. Tra le prove più significative, una sigaretta Lucky Strike rinvenuta sul luogo del delitto e attribuita inizialmente a un sospettato, Bruno Humberto Damiani, detto il “brasiliano”. Tuttavia, gli inquirenti hanno ritenuto inattendibili le dichiarazioni di Cagnazzo su Damiani, che si è rivelato un depistaggio.</p>



<p><strong>La testimonianza di Pierluca Cillo: l’amico del sindaco</strong></p>



<p>Nell’intreccio delle indagini, assume un ruolo chiave la testimonianza di Pierluca Cillo, agente immobiliare e amico di Vassallo, che racconta i timori del sindaco. “Ogni volta che torno a casa, cambio strada per sicurezza”, confidava Vassallo. Solo dopo diverse reticenze, Cillo ha parlato ai magistrati della sua amicizia con Giusy Vassallo, figlia del sindaco, che gli avrebbe rivelato le paure del padre per il coinvolgimento di Cagnazzo e Cioffi nel traffico di droga. Questo legame ha innescato una serie di pressioni e minacce su Cillo, tanto che fu costretto a denunciare un’aggressione subita da un ufficiale dei carabinieri.</p>



<p><strong>Un intricato sistema di coperture e minacce</strong></p>



<p>Gli ultimi sviluppi nelle indagini hanno portato il giudice Annamaria Ferraiolo a esprimere dubbi sul comportamento di alcuni membri delle forze dell’ordine. In particolare, la cronologia degli eventi ha evidenziato delle incongruenze sui movimenti di alcuni ufficiali la sera dell’omicidio e sulle azioni che seguirono il ritrovamento del corpo. Tali anomalie hanno gettato sospetti su un possibile coinvolgimento indiretto o su un tentativo di insabbiamento postumo del delitto.</p>



<p>L’omicidio di Angelo Vassallo, figura simbolo della legalità e della difesa dell’ambiente, resta ancora oggi un caso che scuote l’Italia e il Cilento. Le nuove rivelazioni portano alla luce un quadro complesso di interessi e connivenze che, tra accuse incrociate e confessioni tardive, non ha ancora trovato giustizia completa.</p>
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		<title>Fondazione Vassallo: «Bene commissione indagine Sistema Cilento e omicidio Angelo»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/fondazione-vassallo-bene-commissione-indagine-sistema-cilento-e-omicidio-angelo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Oct 2024 12:52:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[arresto alfieri]]></category>
		<category><![CDATA[capaccio]]></category>
		<category><![CDATA[cilento]]></category>
		<category><![CDATA[omicidio vassallo]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo 14 anni di lotta per la verità, la Fondazione Angelo Vassallo accoglie con «gratitudine» la decisione della Commissione nazionale antimafia di istituire un comitato d’indagine dedicato al «Sistema Cilento» [...]]]></description>
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<p>Dopo 14 anni di lotta per la verità, la <strong>Fondazione Angelo Vassallo</strong> accoglie con «gratitudine» la decisione della Commissione nazionale antimafia di istituire un comitato d’indagine dedicato al «Sistema Cilento» e all’omicidio del Sindaco Pescatore, <strong>Angelo</strong> <strong>Vassallo</strong>, ucciso il 5 settembre 2010. L’iniziativa, promossa dal senatore <strong>Antonio</strong> <strong>Iannone</strong> (Fratelli d’Italia) e dal deputato <strong>Pino</strong> <strong>Bicchielli</strong> (Noi Moderati), segna «un passo importante per far luce su un sistema di potere che ha condizionato il territorio cilentano e ottenere giustizia per un delitto rimasto ancora senza colpevoli».</p>



<p>La proposta, approvata all’unanimità dalla Commissione, ha ricevuto il plauso della sua presidente, <strong>Chiara</strong> <strong>Colosimo</strong>, e di tutti i membri. Il presidente della Fondazione, <strong>Dario</strong> <strong>Vassallo</strong>, fratello di <strong>Angelo</strong>, ha espresso la sua riconoscenza per l’impegno mostrato dalla Commissione: «Ringrazio la presidente Colosimo e tutti i membri per aver compreso l’importanza di questa indagine. Dopo 14 anni di silenzi e ostacoli, oggi vediamo una nuova luce sulla strada della verità».</p>



<p>La decisione della Commissione Antimafia arriva in un momento delicato, segnato dallo <a href="https://www.giornaledelcilento.it/arrestato-il-presidente-della-provincia-di-salerno-e-sindaco-di-capaccio-paestum-franco-alfieri/" data-type="post" data-id="188749">scandalo che ha coinvolto il sindaco di <strong>Capaccio</strong> <strong>Paestum</strong> e presidente della Provincia di Salerno, <strong>Franco Alfieri</strong></a>, recentemente sospeso dalle sue cariche. La vicenda ha riacceso i riflettori su un presunto sistema di potere che avrebbe dominato il Cilento, e su cui ora si indagherà approfonditamente.</p>



<p>«La verità non si può nascondere per sempre. Da 14 anni lottiamo affinché sia fatta giustizia per Angelo e per il territorio che amava e difendeva con tutto se stesso. È giusto e doveroso indagare su quanto accaduto in questi anni, su eventuali complicità e silenzi. Non possiamo accettare che chi ha cercato di distruggere l’eredità di Angelo rimanga impunito» ha proseguito <strong>Dario</strong> <strong>Vassallo</strong>.</p>



<p><strong>L’eredità di Angelo Vassallo e l’impegno della Fondazione</strong></p>



<p>La Fondazione, sin dalla sua creazione, si è battuta per difendere l’eredità di Angelo Vassallo, simbolo di integrità e amore per il proprio territorio. Nel corso degli anni, ha denunciato tentativi di sminuire la sua figura e il suo lavoro, puntando il dito contro atteggiamenti inappropriati da parte della politica locale e nazionale. Per questo, l’indagine non si limiterà ai fatti del 2010, ma si estenderà anche agli anni successivi, per comprendere chi abbia cercato di occultare la verità.</p>



<p>Dario Vassallo ha poi lanciato un messaggio chiaro alle istituzioni locali: “Questo comitato è dedicato a tutti quei sindaci che hanno negato l’esistenza di un Sistema Cilento, voltando le spalle alla verità e al dovere morale verso Angelo e il territorio. E a chi ha cercato di ridicolizzare il nostro impegno, dico solo che il tempo della verità è arrivato.”</p>



<p><strong>Un passo decisivo per la giustizia</strong></p>



<p>La Fondazione continuerà a sostenere l’azione della Commissione Antimafia, monitorando da vicino i lavori del comitato, con la speranza che si possa finalmente arrivare a una svolta decisiva sull’omicidio di Angelo Vassallo e sul presunto sistema di potere che ha segnato il Cilento. Un ringraziamento particolare va al senatore Iannone e al deputato Bicchielli, il cui impegno ha reso possibile questo importante passo per la giustizia.</p>
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		<title>Vassallo invia una pec al Prefetto: «Rimuovere Alfieri da incarico sindaco Capaccio e presidente Provincia»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/vassallo-invia-una-pec-al-prefetto-rimuovere-alfieri-da-incarico-sindaco-capaccio-e-presidente-provincia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Oct 2024 09:01:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Pollica]]></category>
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					<description><![CDATA[Questa mattina Dario Vassallo, presidente della Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore, ha inviato una pec alla cortese attenzione del Prefetto di Salerno, Francesco Esposito, per chiedere la rimozione di Francesco [...]]]></description>
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<p>Questa mattina <strong>Dario</strong> <strong>Vassallo</strong>, presidente della Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore, ha inviato una pec alla cortese attenzione del Prefetto di Salerno, <strong>Francesco</strong> <strong>Esposito</strong>, per chiedere la rimozione di <strong>Francesco Alfieri </strong>dai suoi incarichi istituzionali, in particolare dalla carica di sindaco di Capaccio-Paestum e presidente della Provincia di Salerno. La richiesta si basa sulle dichiarazioni pubbliche recentemente pronunciate dal sindaco Alfieri, il quale ha affermato: &#8220;Democrazia uguale a idiozia.&#8221; «Tali parole sono state percepite come un insulto e un&#8217;offesa grave alla memoria e al sacrificio di tutte le persone che hanno dato la vita per difendere e costruire la democrazia in Italia. Tra queste, ricordiamo uomini dello Stato, delle istituzioni, del mondo del lavoro, sindacale e universitario, molti dei quali sono stati assassinati proprio per difendere questi valori fondamentali» dice Vassallo. </p>



<p>«Dopo le tante morti per giungere alla democrazia in questo Paese e dopo la perdita di tanti uomini dello Stato e delle istituzioni, ritengo offensive le parole di Francesco Alfieri, in quanto egli stesso ricopre un ruolo istituzionale» ha dichiarato <strong>Dario</strong> <strong>Vassallo</strong>. «Non sta a me valutare le capacità intellettive del suddetto soggetto, ma, come fratello di un sindaco ucciso per il suo impegno civile, mi sento in dovere di sollecitare umilmente la Signoria Vostra ad applicare l&#8217;articolo 141, comma 1, lett. b, e l&#8217;articolo 142 del Tuel nei confronti del sindaco di Capaccio-Paestum».</p>
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		<item>
		<title>Fondazione Vassallo: «Gravi e pericolose le dichiarazioni del sindaco di Pollica Stefano Pisani»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/fondazione-vassallo-gravi-e-pericolose-le-dichiarazioni-del-sindaco-di-pollica-stefano-pisani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Sep 2024 13:14:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Pollica]]></category>
		<category><![CDATA[cilento]]></category>
		<category><![CDATA[vallo di diano]]></category>
		<category><![CDATA[vassallo]]></category>
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					<description><![CDATA[Dario Vassallo, Presidente della Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore, ha rilasciato un duro comunicato in risposta alle dichiarazioni rilasciate dal sindaco di Pollica, Stefano Pisani, in occasione dell’anniversario dell’uccisione del [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Dario Vassallo, Presidente della Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore, ha rilasciato un duro comunicato in risposta alle dichiarazioni rilasciate dal sindaco di Pollica, Stefano Pisani, in occasione dell’anniversario dell’uccisione del fratello, Angelo Vassallo, noto come &#8220;il Sindaco Pescatore&#8221;. Le parole di Pisani, descritte da Vassallo come &#8220;pericolose, deliranti e cariche di arroganza&#8221;, rappresentano, secondo il Presidente della Fondazione, &#8220;un attacco personale e istituzionale ingiustificato&#8221;. In un’intervista ai media, il sindaco Pisani ha affermato: &#8220;Il fantomatico presidente della personale Fondazione Angelo Vassallo anziché preoccuparsi e chiedersi come mai le sue teorie sull&#8217;omicidio di Angelo non abbiano trovato fondamento giudiziario, continua a sprecare l&#8217;attenzione dei media per offendere gli amici di Angelo e la sua comunità.&#8221;</p>



<p>Dario Vassallo ha risposto, denunciando “l&#8217;atteggiamento offensivo e gravemente irrispettoso del sindaco di Pollica&#8221;: &#8220;Le parole di Pisani dimostrano non solo la sua totale mancanza di rispetto verso la memoria di mio fratello Angelo, ma anche la sua arroganza istituzionale e la pochezza come uomo. Definire &#8216;fantomatico&#8217; il lavoro della Fondazione Angelo Vassallo e mettere in dubbio la legittimità delle indagini è un atto irresponsabile e pericoloso. Le teorie sull&#8217;assassinio di Angelo, come le definisce Pisani con disprezzo, non sono mie personali. Sono frutto del lavoro della Procura Antimafia di Salerno, che da anni si occupa di questo caso. Le mie dichiarazioni sono state e rimangono ipotesi investigative, come ampiamente documentato nel mio libro La Verità Negata.&#8221;</p>



<p>&#8220;Ancora una volta, Pisani dimostra di non comprendere il significato delle parole che escono dalla sua bocca. Egli confonde le mie ipotesi investigative con semplici speculazioni, quando invece si tratta di piste concrete su cui sta lavorando la magistratura. C’è una differenza abissale tra le mie riflessioni e l’iscrizione di nove persone nel registro degli indagati, tre dei quali suoi amici&#8221;, continua Vassallo.</p>



<p>&#8220;Vorrei ricordare a Pisani che chi è veramente amico di Angelo non si troverebbe nel registro degli indagati, una lista che definisco senza esitazione &#8216;il registro della vergogna&#8217;. Chi ha condiviso davvero la vita, i valori e le battaglie di Angelo non ha nulla da temere dalla giustizia. Pisani farebbe bene a riflettere su cosa significhi davvero essere &#8216;amico&#8217; di Angelo.&#8221;</p>



<p>Ha poi aggiunto: &#8220;Gli antichi greci dicevano che, per consolidare una vera amicizia, si doveva consumare almeno un chilogrammo di sale insieme a quella persona. A me non risulta che questi &#8216;amici&#8217; di Pisani abbiano mai varcato la soglia della casa di mio padre, né quella di Angelo. Forse, in tempi moderni, l&#8217;amicizia si misura in modo diverso, magari consumando bottiglie di champagne in riva al mare, sotto la torre. Ma questa non è l&#8217;amicizia che definisce Angelo Vassallo.&#8221;</p>



<p>“Pisani, in qualità di sindaco di Pollica, rappresenta lo Stato. Lo stesso Stato per cui Angelo è stato ucciso. Come può, allora, permettersi di deridere pubblicamente la Procura Antimafia di Salerno, screditando un&#8217;altra istituzione con arroganza e sfrontatezza? Chi si crede di essere? Qual è la sua legittimazione per pronunciare tali parole? Nel 2015, durante una seduta del consiglio comunale di Pollica, Pisani ebbe il coraggio di affermare che &#8216;Angelo Vassallo non fu ucciso dalla camorra&#8217;. Una dichiarazione assurda e gravissima, soprattutto considerando che viene da un sindaco che dovrebbe conoscere le realtà criminali che hanno colpito il nostro territorio.&#8221; Il presidente della Fondazione ha anche voluto sottolineare il mancato rispetto del sindaco Pisani nei confronti della Costituzione italiana: &#8220;Pisani ha giurato fedeltà allo Stato e alla Costituzione, ma sembra ignorare completamente l&#8217;articolo 54 della Costituzione, che impone a chiunque ricopra funzioni pubbliche di operare con disciplina e onore. Questo dovere di lealtà verso lo Stato sembra essere per lui solo un vuoto formalismo. Ma non mi sorprende, dato che lo stesso Pisani ignora anche l’articolo 12 della Costituzione, uno dei fondamenti del nostro Paese.&#8221;</p>



<p>Infine Vassallo ha concluso: &#8220;Mi chiedo: può ancora Stefano Pisani ricoprire la carica di sindaco di Pollica? Questo è un dilemma che spetta agli organi istituzionali risolvere. Tuttavia, una cosa è certa: dopo 14 anni dalla morte di Angelo, Pisani non ha ancora compreso che siede sulla poltrona di un sindaco che è stato ucciso per difendere lo Stato. Con l’omicidio di Angelo Vassallo, è stato colpito lo Stato stesso, ma questo sembra essere qualcosa che Pisani ignora ancora una volta”-conclude Vassallo-.</p>
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		<title>Pollica, la denuncia nel giorno dell&#8217;anniversario: «Cancellata la memoria di Angelo Vassallo»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/pollica-la-denuncia-nel-giorno-dellanniversario-cancellata-la-memoria-di-angelo-vassallo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Sep 2024 07:38:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Pollica]]></category>
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		<category><![CDATA[angelo vassallo]]></category>
		<category><![CDATA[cilento]]></category>
		<category><![CDATA[pollica]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel giorno del quattordicesimo anniversario dell’omicidio di Angelo Vassallo, la Fondazione intitolata al “Sindaco Pescatore” lancia un’accusa grave: a Pollica, suo paese natale, sarebbero stati cancellati gli ultimi ricordi legati [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nel giorno del <a href="https://www.giornaledelcilento.it/lomicidio-di-angelo-vassallo-14-anni-dopo-tutto-e-cambiato-nulla-e-cambiato/">quattordicesimo anniversario dell’omicidio di <strong>Angelo</strong> <strong>Vassallo</strong></a>, la Fondazione intitolata al “Sindaco Pescatore” lancia un’accusa grave: a Pollica, suo paese natale, sarebbero stati cancellati gli ultimi ricordi legati alla sua figura. Dario Vassallo, fratello di Angelo e presidente della Fondazione, denuncia quella che definisce una &#8220;deliberata cancellazione della memoria&#8221;, un atto che colpisce tanto la dimensione privata quanto quella collettiva.</p>



<p>Angelo Vassallo fu brutalmente assassinato il 5 settembre 2010, vittima di un agguato della criminalità organizzata. A distanza di 14 anni, i colpevoli non sono ancora stati identificati e la giustizia continua a essere negata. Ma ora, oltre al dolore dell’omicidio irrisolto, si aggiunge quello che la Fondazione considera un tentativo di oscurare la sua eredità morale e politica.</p>



<p><strong>La denuncia della Fondazione</strong></p>



<p>Dario Vassallo non usa mezzi termini nel suo intervento: «Non avremmo mai immaginato che, dopo tutto questo tempo, i peggiori nemici di Angelo si sarebbero rivelati coloro che oggi amministrano il comune di Pollica». Tra le azioni che hanno scatenato l’indignazione della Fondazione vi è l&#8217;espulsione dal Castello di Capano, un luogo simbolico per la comunità, ora affidato in concessione a una società privata. «Quello è stato solo l’inizio di un percorso volto a emarginare la memoria di Angelo», prosegue Dario.</p>



<p>Non meno dolorosa è la distruzione dell’area del Giglio Marino, sulla spiaggia di Acciaroli, dedicata proprio ad Angelo Vassallo. A ciò si aggiunge il deterioramento del carrubo piantato nel porto in sua memoria, una testimonianza simbolica ormai abbandonata a sé stessa. Il gesto più grave, però, è stato la rimozione di ogni elemento commemorativo dal luogo del suo assassinio: bandiere, ricordi e persino il tricolore italiano, che ricordavano l’impegno civile e ambientale del Sindaco Pescatore, sono stati eliminati da mani ignote. Un atto che, secondo Dario Vassallo, rappresenta un &#8220;tentativo brutale di cancellazione della memoria&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="764" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2024/09/La-grande-Onda-1024x764.jpeg" alt="" class="wp-image-187294" srcset="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2024/09/La-grande-Onda-1024x764.jpeg 1024w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2024/09/La-grande-Onda-300x224.jpeg 300w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2024/09/La-grande-Onda-768x573.jpeg 768w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2024/09/La-grande-Onda-1536x1146.jpeg 1536w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2024/09/La-grande-Onda-2048x1528.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><strong>La Grande Onda: simbolo della lotta ambientale smantellato</strong></p>



<p>Tra i segni più evidenti di questa &#8220;cancellazione&#8221; c’è la rimozione della <em>Grande Onda</em>, un’opera artistica eretta nel 2019 in ricordo di Angelo. Realizzata con 2.500 bottiglie di plastica raccolte da tutta Italia e persino dalla Germania, l&#8217;installazione rappresentava un simbolo della lotta contro l’inquinamento e l’amore di Vassallo per l’ambiente. Smontata la scorsa primavera con la scusa di piantare nuovi alberi, la Grande Onda non è mai stata ripristinata, lasciando un vuoto tangibile.</p>



<p>«Con la rimozione della Grande Onda si spegne l’ultimo simbolo visibile della lotta di Angelo per l’ambiente. Mentre l&#8217;Italia intera lo celebra, il suo paese sembra volerlo dimenticare», afferma Dario Vassallo. Un’accusa pesante nei confronti dell’amministrazione locale, che viene accusata di aver abbandonato l’eredità di Angelo, scegliendo di seguire una strada opposta a quella tracciata dal Sindaco Pescatore.</p>



<p><strong>La risposta della Fondazione: “Ricostruiremo la Grande Onda”</strong></p>



<p>Nonostante il clima di sconforto, Dario Vassallo non si arrende. «Angelo vive attraverso le sue idee, che continuano a diffondersi tra le nuove generazioni», dichiara. E annuncia una nuova iniziativa: la ricostruzione della Grande Onda, come simbolo di resistenza e speranza. «La storia è la testimonianza del passato, luce di verità e vita della memoria», conclude citando Cicerone. Il suo appello è rivolto a tutti gli “ambassador” di Angelo Vassallo in Italia e nel mondo, invitati a unirsi nella difesa della sua memoria.</p>



<p>Quattordici anni dopo quel tragico 5 settembre, Angelo Vassallo rimane una figura centrale per chi continua a credere nei valori della legalità, dell’impegno civile e della tutela dell’ambiente. La sua eredità, anche se minacciata, vive attraverso le azioni della Fondazione e il ricordo di chi lo ha conosciuto e ammirato.</p>
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