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Morte Ortolani, il ricordo dei politici: «Ha protetto la Campania»

di Marianna Vallone

Uno tra i primi a ricordare il professore Franco Ortolani, geologo e senatore del MoVimento 5 Stelle, che si è spento ieri notte a 76 anni, è stato Luigi Di Maio: «Una vita dedicata alla tutela del territorio, alla salvaguardia dell’ambiente. Quando c’era da proteggere il nostro territorio, da sostenere cittadini contro discariche illegali e roghi tossici in Campania, lui c’era sempre. – ha scritto in un post su Facebook – Lo ricordo con grande affetto, non solo per il suo grande lavoro da Senatore del MoVimento 5 Stelle. Nel 2007 ero Presidente dell’associazione degli studenti di Giurisprudenza e del Consiglio degli Studenti di Facoltà. Riuscimmo ad ottenere un’intervista con l’allora Commissario all’emergenza rifiuti in Campania Gianni De Gennaro. Lo avevamo incalzato su una serie di questioni cocenti che riguardavano la nostra terra e le nuove discariche che si volevano realizzare. – ha aggiunto il leader del M5S – Dopo averla pubblicata online, sui nostri canali YouTube il Prof ci scrisse dandoci una visione critica di quella intervista rispetto alle parole del commissario. Ci disse che avrebbe voluto aiutarci volentieri nelle questioni che stavamo affrontando. In questa breve storia c’è la disponibilità e l’umiltà di un professore universitario che si metteva a disposizione di un gruppo di studenti, per amore della verità. – e ha concluso – Questo era Franco. Se tante comunità in Campania non sono state intossicate da discariche o impianti inquinanti, lo si deve al professor Franco Ortolani. Grazie Franco, tutto il MoVimento ti abbraccia». Ortolani, nativo di Torre Orsaia, è stato stroncato dal cancro. Ne aveva due, come lui stesso aveva annunciato sui social tempo prima. Simbolo della Terra dei Fuochi, il docente era da sempre impegnato contro le discariche e nella lotta al dissesto idrogeologico. Nel Cilento parole di cordoglio arrivano dal sindaco di Laurito e presidente della Comunità Montana Bussento, Lambro e Mingardo Vincenzo Speranza: «La morte del prof Franco Ortolani mi ha turbato molto. Ero molto legato a lui. L’ho conosciuto nell’autunno del 2011, quando affiancó, del tutto gratuitamente, la comunità di Laurito nella battaglia contro la discarica, con relazioni e studi geologici che dimostravano la pericolosità di quell’iniziativa. Da allora siamo stati sempre in contatto. A lui dobbiamo tante campagne geologiche che si sono realizzate a Torre Orsaia, a Laurito e nel Cilento. – ha detto Speranza – Da sempre impegnato nel M5S, del quale era stato uno dei fondatori in Regione Campania, aveva conservato grandissima capacità di dialogo e di rispetto nei confronti degli altri, senza mai assumere quei fastidiosi atteggiamenti di finta supremazia intellettuale, tipici di vecchi ambienti della sinistra e del M5S. Mi ha sempre invitato a lasciare il PD», ha concluso.  «Ciao Franco! Ciao Guerriero silenzioso. – scrive il sottosegretario di Stato alla Difesa Angelo Tofalo – La tua forza, la tua voglia di non mollare mai, tua passione e la tua competenza sono state per noi risorse preziose e insostituibili. Sempre pronto a difendere la nostra Campania e i suoi cittadini. Continueremo a dare il massimo per onorare i tuoi incredibili sforzi».

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A Laurito con gli alberi si finanzia la formazione e l’occupazione giovanile

di Marianna Vallone

Arriva da Laurito l’iniziativa di favorire e finanziare la formazione e l’occupazione giovanile con gli alberi. Sono 14, infatti, i ragazzi selezionati per i tirocini retribuiti da parte dell’amministrazione comunale guidata dal Sindaco Vincenzo Speranza che lavoreranno nel territorio. Si tratta di un’azione per dare la possibilità di effettuare un’esperienza formativa finalizzata allo sviluppo di competenze teoriche e pratiche orientate a favorire l’ accesso al mondo lavorativo ai giovani che risultano iscritti ai Centri per l’Impiego e che hanno svolto corsi di formazione professionale di cura e manutenzione del paesaggio ed alla tutela del patrimonio forestale, di conduzione e gestione di macchinari, attrezzature  forestali, ma anche di addetti ad attività di ingegneria naturalistica per la manutenzione e tutela del territorio, oltre a operatori di servizio antincendio boschivo. Ad ogni giovane tirocinante sarà riconosciuto un importo di 400 euro mensili. Dal canto loro dvranno inoltre essere presenti per 20 ore settimanali, secondo l’orario che verrà indicato, ed eventuali permessi od assenze dovranno essere recuperati entro la fine del periodo di tirocinio. Il progetto è finanziato con la misura 15 del Psr Campania a cui abbiamo partecipato nel 2017 sui boschi e le radure comunali che prevede un’indennità annuale di 25 mila euro per sette anni, che l’amministrazione Speranza ha deciso di investire sull’occupazione.  

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Accusato di pedopornografia, sindaco presenta appello contro la sentenza di condanna

di Marianna Vallone

Ha già presentato appello, il sindaco di Rofrano Nicola Cammarano, contro la sentenza di primo grado che lo condanna ad un anno di reclusione per detenzione di materiale pedopornografico. Nel ricorso, redatto dall’avvocato Vincenzo Speranza, legale del primo cittadino, vengono ribattuti punto per punto gli addebiti mossi al sindaco dal Tribunale di Vallo della Lucania che contestava la consapevolezza dell’azione del primo cittadino nello scaricare e detenere  il materiale pedopornografico. Nella difesa di Cammarano, però, si sottolinea che il download è avvenuto accidentalmente e che il sindaco non era a conoscenza del contenuto del file zippato avendo preso visione di due sole foto tra le oltre 900 presenti, due foto che non avevano alcun carattere  pedopornografico. Tutto sarebbe partito, come come ricostruisce la vicenda la difesa, da un accertamento fiscale effettuato dalla Guardia di Finanza nello studio da commercialista del sindaco il 13 febbraio 2015. Quel giorno la verifica venne sospesa e riprese il 19 febbraio quando venne poi trovato il file incriminato, denominato “Video6”, sul desktop del computer di Cammarano. In quei 6 giorni di intervallo tra le due verifiche il computer rimase nella piena disponibilità dell’imputato ma, dice la difesa, questi non cancellò i file, segno che non era consapevole del loro contenuto.  Del resto, sentito dopo il rinvio a giudizio, Cammarano raccontò  di aver scaricato dei file  mentre navigava su siti leciti e di non essersi avveduto del contenuto degli stessi, essendo zippati, né del numero delle immagini. . Le dichiarazioni del sindaco, secondo la difesa, trovano riscontro nella perizia del Tribunale da cui sarebbe emerso che furono solo 12 le foto aperte, 10 delle quali il giorno dell’ispezione della Guardia di Finanza, (il 19 febbraio), e due nel 2014 come aveva riferito il sindaco prima che venisse disposta la perizia. Quest’ultima, inoltre, aggiunge come motivazione la difesa, afferma di non poter stabilire se i siti al centro dell’inchiesta fossero di natura pedopornografica né se la navigazione su di essi fosse stata diretta o frutto di finestre apertesi autonomamente come pop-up. Sulla base di tutti questi elementi, tenuto conto che  nessun altro materiale pedopornografico è stato rinvenuto nel corso delle altre ispezioni, la difesa si è opposta al concetto di “consapevolezza” al centro del giudizio di primo grado e ha chiesto alla Corte di Appello di Salerno la revisione della sentenza.

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