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La violenza sulle donne ai tempi del Coronavirus, l’intervista ad Alessandra Ruocco

di Redazione

di Giangaetano Petrillo

Restare a casa non è solo un obbligo ma anche una responsabilità per combattere l’emergenza Coronavirus. Eppure la convivenza forzata tra le mura domestiche può trasformarsi in una trappola per le tante donne che subiscono maltrattamenti da parte dei loro partner. Ne abbiamo parlato con Alessandra Ruocco, psicologa, coordinatrice dello Sprar di Torre Orsaia e centro antiviolenza Iris del Piano di zona s9.

Se una donna è in pericolo ed esce di casa e incontra le forze dell’ordine, cosa succede?
Succede che può contare sulla collaborazione delle forze dell’ordine perché le donne vittime di violenza possono uscire e recarsi ai centri antiviolenza dichiarando che lo fanno per stato di necessità, mantenendo la riservatezza sulla causa specifica senza dichiarare altro motivo. Inoltre non è necessario avere un documento di autocertificazione in casa,  la donna può compilarlo all’atto del controllo, come precisato dalla ministra delle Pari Opportunità e della Famiglia Elena Bonetti qualche giorno fa.

Lei è coordinatrice operative del centro antiviolenza attivato dal piano S9. Come state gestendo quest’emergenza?
Il Centro Antiviolenza Iris-Sportello Pierangela, in collaborazione con l’Ambito sociale S9 ha riorganizzato modalità di intervento adeguate all’emergenza sanitaria Covid-19. Al momento sono attivi h 24 due linee telefoniche, il numero di emergenza 3488143197 e il numero fisso, sono garantiti i colloqui – ascolto, sostegno, consulenza legale – sono effettuati in modalità chiamata o videochiamata – whatsapp, skype, ecc. – e a  scopo di preservare il benessere psicologico delle donne è disponibile anche un supporto genitoriale specifico in questo periodo in cui è obbligatoria per tutti la permanenza forzata nelle abitazioni. Per eventuali richieste di informazioni, appuntamenti è possibile interagire con le operatrici del centro antiviolenza anche attraverso l’invio di sms, oppure utilizzando la messaggistica whatsapp, skype, facebook. Gli orari di apertura al pubblico per le attività ordinarie sono le stesse previste per la precedente apertura della sede: dal lunedi al venerdi 10:00 – 13:00, 15:00 – 18:00. Invece in caso di emergenza, le operatrici interverranno prontamente per aiutare le donne vittime di violenza, indossando i dispositivi di protezione individuale – mascherina, guanti – e nel rispetto delle indicazioni nel rispetto delle disposizioni del Governo e della Regione – distanza di un metro, lavaggio mani, controllo temperatura, domande di monitoraggio sullo stato salute e contatti con soggetti a rischio -.

Crede che questa situazione emergenziale stia facendo emergere delle gravi criticità sul sistema dei centri antiviolenza in Italia?
Una delle gravi criticità che ravvisiamo in questa situazione di emergenza da covid-19 è la mancanza di una chiara prassi sanitaria da seguire in tutta Italia prima di poter collocare le donne nelle case rifugio e le operatrici dovrebbero essere munite di mascherine e guanti da parte della protezione civile per garantire anche la propria sicurezza sanitaria. Per il nostro Centro Antiviolenza, al momento il problema non si pone poiché il Consorzio La Rada che gestisce il servizio ha provveduto tempestivamente all’acquisto di dispositivi di sicurezza individuali, sperando che la quantità degli stessi sia sufficiente per tutto il periodo dell’emergenza, essendo ormai questi dispositivi introvabili.

Una delle ultime iniziative promosse per il contrasto e la lotta alla violenza sulle donne è stato il codice rosso che introduce una serie di modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e altre disposizioni in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere. Perché nonostante tutto sono ancora molte le vittime?
Finalmente c’è una legge e una presa di coscienza culturale per la tutela delle vittime di violenza domestica e di genere, ma oltre al Codice Rosso c’è bisogno di più sostegno economico ai Centri Antiviolenza e al contempo un maggior potenziamento della pianta organica dei magistrati per offrire maggiori servizi di ascolto e sostegno alle donne e velocizzare le procedure giudiziarie.

Si è registrata una diminuzione a livello nazionale delle telefonate, utili a fornire una consulenza legale, civile e penale e soprattutto un primo sostegno psicologico. Ora che i centri sono chiusi su disposizione del Consiglio dei Ministri, e l’unica opzione sarebbe, appunto, quella di telefonare, cosa si rischia?
La donna che chiede aiuto telefonicamente è accompagnata e supportata dal Centro Antiviolenza Iris-Sportello Pierangela e può richiedere aiuto anche tramite un messaggio al numero delle emergenze se lo ritenesse più opportuno per tutelarsi dal maltrattante. Il Centro potrà ospitare la donna ed eventuali figli minori fino a un massimo di 36 h, trascorse le quali si attueranno le misure di protezione più adeguate a ogni singolo caso

Si sente di dare un consiglio.
Rammento alle donne di non aver paura di chiedere aiuto, neanche in questo delicato periodo, impiegando anche modalità diverse, ad esempio facendo scattare l’intervento delle forze dell’ordine utilizzando il nome in codice #mascherina1522, seguendo l’esempio spagnolo, recandosi nelle farmacie o in qualsiasi presidio sanitario in modo da denunciare l’abuso senza neanche dover fare una telefonata.

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Scappa scalza in caserma dai carabinieri, arrestato il compagno per violenza domestica

di Marianna Vallone

I carabinieri della compagnia di Sala Consilina, diretti dal capitano Davide Acquaviva, hanno arrestato un 35enne di origini rumene per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate nei confronti della convivente. Cosa è successo La vittima, una donna 32enne di origini rumene, nella notte, si è presentata presso la caserma sede della compagnia valdianese, in stato di forte agitazione e scalza, riferendo ai militari di essere scappata da casa perché il proprio compagno, al rientro a casa, in stato di ebrezza alcoolica, aveva iniziato ad insultarla e a picchiarla con schiaffi e pugni al volto, coprendole la bocca con una mano per impedirle di gridare e chiedere aiuto, e minacciandola che se avesse chiamato qualcuno, la avrebbe ammazzata davanti ai propri tre figli minorenni. L’uomo, proprio per evitare che la stessa fuggisse in cerca di aiuto dall’abitazione, le aveva nascosto le scarpe. E’ incinta La donna approfittando di un momento di distrazione del marito, è scappata dalla propria abitazione scalza, raggiungendo la caserma dell’Arma dove è stata immediatamente soccorsa dai militari che le procuravano delle scarpe e, poi, l’hanno accompagnata per le prime cure al pronto soccorso dell’Ospedale di Polla  dove è stata visitata. I sanitari del Luigi Curto le hanno riscontrato un trauma cranico curabile in 3 giorni ed hanno scoperto che la donna è in attesa, sarebbe rimasta incinta dopo un rapporto sessuale non desiderato. I militari dell’Arma hanno ricostruito infatti episodi di violenza sin dall’inizio della convivenza, dodici anni prima. La donna ha raccontato di continue violenze perpetrate sia durante la gravidanza anche davanti ai figli di età minore ai dieci anni, con violenze carnali, percosse, ingiurie, minacce di morte. «Continua il nostro impegno quotidiano – ha sottolineato l’Arma – per la diffusione dei valori della legalità e contro ogni forma di violenza e sopruso, anche in tema di violenza contro le donne, di cui è ricorsa la giornata internazionale il 25 novembre scorso, in occasione della quale sono stati numerosi i convegni a cui ha partecipato tutto il personale del Comando Provinciale Carabinieri di Salerno».

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San Giovanni a Piro, stop alle parole sbagliate: come i media raccontano i femminicidi

di Redazione

Se la violenza di genere non si sconfigge a parole, si può sconfiggerla partendo dalle parole, quelle giuste. “Le parole sbagliate” sono state il tema al centro dell’incontro che si è tenuto lunedì a San Giovanni a Piro, e che ha visto la partecipazione della dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo Teodoro Gaza, Maria Teresa Tancredi, del direttore del Giornale del Cilento, Marianna Vallone, moderate da Jessica Paladino che ha sviscerato con le relatrici la tematica della violenza sulle donne raccontate dai media. L’iniziativa è stata organizzata dall’assessorato alle Pari Opportunità del Comune di San Giovanni a Piro e dall’assessore Maria Sorrentino. L’evento è l’ultimo in ordine cronologico di una serie di iniziative che l’assessorato negli anni ha predisposto in occasione del 25 novembre, giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Nel contributo della dirigente Tancredi, vicina con la scuola alle tematiche relative anche ai rapporti tra gli studenti e le famiglia, primo luogo per prevenire la violenza sulle donne, anche la realizzazione di un questionario nelle terze medie, ideato dall’assessorato, per comprendere la reale percezione del problema da parte dei ragazzi. E’ emerso che molti ragazzi ritengono che la violenza sulle donne avvenga solo sotto effetto di droga, dunque non credono che sia un atto possibile in una condizione di normalità. La giornalista Vallone ha invece provato a dare una risposta sul perché la stampa usi termini sbagliati per descrivere i casi di femminicidio e dall’altra parte ha sottolineato l’impegno da parte dell’ordine dei giornalisti con corsi di formazione sul tema e l’iniziativa di centinaia di giornaliste e giornalisti nella realizzazione del “Manifesto di Venezia”, decalogo per il rispetto e la parità di genere nell’informazione. Al termine è stato proiettato uno spot di sensibilizzazione realizzato dalle donne di San Giovanni a Piro, Bosco e Scario, ed è intervenuto il sindaco Ferdinando Palazzo che ha ringraziato l’assessore Maria Sorrentino, Jessica Paladino e le ragazze che hanno contribuito all’organizzazione dell’evento. L’associazione Ad Arte ha realizzato un portachiavi a forma di cuore il cui ricavato serve a sostenere il centro antiviolenza Iris -sportello Pierangela di Sapri.

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VIDEO | Contro la violenza sulle donne, lo spot da San Giovanni a Piro diventa virale

di Marianna Vallone

Il video di sensibilizzazione, lanciato dall’assessorato alle Pari Opportunità del Comune di San Giovanni a Piro, diventa virale. In occasione del 25 novembre, Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1999, nell’ambito di un incontro sui temi del femminicidio, è stato proiettato uno spot realizzato dalle donne di San Giovanni a Piro, Bosco e Scario, con la partecipazione di Paolo Gagliardo, per dire no alla violenza di genere. Il video è stato prodotto da Laterza Group.

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Violenza sulle donne, a Sapri il corso di formazione del Piano di zona

di Marianna Vallone

A Sapri un corso di formazione sulla violenza di genere. L’iniziativa, organizzata dal Centro Antiviolenza Iris di Sapri – sportello Pierangela, rientra nell’ambito del Progetto S.A.R.A. (Sostegno Antiviolenza Rete Attiva). «L’obiettivo – hanno spiegato gli organizzatori – è condividere linee guida comuni tra gli operatori che a vario titolo si occupano di situazioni di violenza di genere».

Il corso sarà gestito dalle docenti dell’associazione “Differenza Donna” di Roma, che da trent’anni si occupa di contrasto alla violenza di genere. Saranno affrontati i temi della violenza domestica, della violenza sui minori e delle sue conseguenze, degli strumenti disponibili sul piano legale e delle linee guida per l’accoglienza delle donne in ambito sanitario. Le azioni del Progetto S.A.R.A., realizzate con il contributo di “Fondazione con il Sud”, sono rivolte a supportare i Centri Antiviolenza dei territori dei Piani di Zona S9 e S10 potenziando le attività offerte.

«La Convenzione di Istanbul del Consiglio d’Europa – ha tenuto a precisare Gianfranca Di Luca, la coordinatrice del Piano di Zona S9 – sancisce l’obbligo degli Stati di assicurare reali ed efficaci percorsi di uscita dalla violenza di genere e che tutti i professionisti devono essere messi in condizione di poter conoscere strumenti idonei a contrastare gli atti di violenza sulle donne nelle loro molteplici forme».

«Si tratta di un’ importantissima attività che rimarca l’attenzione e il lavoro che il piano di Zona S9 sta svolgendo contro la violenza di genere – ha aggiunto il sindaco di Sapri Antonio Gentile – Avere servizi sempre efficaci ed efficienti è il nostro primo obiettivo». Il Corso, che è anche accreditato presso l’Ordine degli Avvocati di Lagonegro, di Potenza e di Salerno e presso l’Ordine degli Assistenti Sociali della Regione Campania, prenderà il via 15 gennaio 2019. E’ possibile iscriversi entro il 4 gennaio facendo richiesta all’indirizzo email sportellopierangela@gmail.com.

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