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Trovato morto in carcere Chiricella, accusato di aver ucciso la compagna

di Marianna Vallone

A novembre era stato arrestato con l’accusa di aver ucciso la compagna di 32 anni Violeta Mihaela Senchiu, Gimino Chirichella, il 48enne di Sala Consilina, è stato trovato morto questa mattina nel carcere di Foggia, dove era rinchiuso per omicidio pluriaggravato. Al momento non si conoscono le cause del decesso. La tragedia a novembre, che all’inizio era apparso come un incidente domestico, in poche ore si era rivelata un efferato femminicidio. Chirichella, secondo quanto ricostruito dai carabinieri della compagnia di Sala Consilina, aveva versato sul pavimento di casa due taniche di benzina, acquistate ad un distributore del posto, e poi aveva appiccato il fuoco che aveva provocato un’esplosione nell’appartamento. La compagna, in un primo momento  gravemente ferita, era poi morta dopo ore di agonia in ospedale, al centro grandi ustionati di Napoli. Il dramma si era consumato in un appartamento di via Sagnano, zona periferica di Sala Consilina, mentre i tre figli della donna giocavano nel piazzale.

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Codice rosso contro violenza donne: «E’ dedicato a Violeta»

di Luigi Martino

«Non appena approvato il provvedimento il mio pensiero non è potuto che andare a Violeta, la mamma di Sala Consilina morta per mano del suo compagno non più di un mese fa, l’ennesima vittima innocente di un’emergenza culturale che proveremo a combattere con tutte le nostre forze». Lo dice la deputata del Movimento 5 stelle Anna Bilotti. Il 4 novembre scorso, infatti, una donna di origine rumena, Violeta Senchiu, è stata uccisa dal suo convivente, un 48enne di Sala Consilina, arrestato, poi, con l’accusa di omicidio pluri-aggravato per futili motivi, crudeltà e premeditazione nonchè di incendio doloso. La violenza si consumò all’interno dell’appartamento in cui i due vivevano da tempo. L’uomo avrebbe cosparso di benzina la casa e poi ha appiccato il fuoco. Violeta morì sul colpo. «Con il via libera in Consiglio dei ministri al codice rosso proviamo a dare una risposta seria a tutte quelle donne che vedono nella denuncia della violenza l’inizio di un inferno peggiore della violenza stessa, spesso consentito dalla burocrazia e dalle lungaggini dell’organizzazione della giustizia» aggiunge la Bilotti. «Con questo provvedimento tutte le denunce di violenza avranno una corsia preferenziale a tutela delle donne e del loro diritto a una immediata tutela. Denunciare è la cosa più difficile, lo dicono i dati, e questo provvedimento va proprio nella direzione di attivare immediatamente tutti i presidi necessari affinché la rete di protezione prevista dagli strumenti di legge si attivi immediatamente». «Adesso la denuncia arriverà direttamente al pubblico ministero che avrà l’obbligo di sentire la donna vittima di violenza entro tre giorni». Ma non solo, il governo ha previsto l’obbligo di formazione per le forze di polizia che trattano questo tipo di procedimenti in modo che siano specializzati soprattutto nella prevenzione e che abbiano una preparazione specifica all’interlocuzione con le vittime. Questo consentirà agli organi inquirenti di fare un salto di qualità, non agire solamente a reato consumato, ma intervenire sull’organizzazione del lavoro di prevenire il reato stesso. «Proprio la Campania, stando l’osservatorio sul fenomeno della violenza sulle donne seconda in Italia per numero di femminicidi, un primato che impone a tutte le istituzioni pubbliche, alle associazioni, agli organi di informazione e formazione una strettissima sinergia per poter non solo prevenire il fenomeno, ma invertire la tendenza» ha concluso la deputata.

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