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Camerota, l’esercito dei ragazzi per proteggere le dune della Cala del Cefalo

di Luigi Martino

Un marinaio della capitaneria di porto aiuta uno studente a raccogliere i rifiuti sulla spiaggia di Cala del Cefalo. Siamo in località Mingardo, a Marina di Camerota. Di fronte a noi c’è la storica grotta del Ciclope; dall’altro lato, invece, Capo Palinuro osserva tutti senza aprire bocca. ‘Se non partecipo produco un rifiuto’. Ho sempre pensato che gli hashtag servissero a poco e invece eccomi smentito. Sull’invito che Raffaele Esposito ha inviato alla stampa, quel cancelletto mi ha spinto ad essere presente. Sì, per lavoro, è vero, ma anche per altro. «Siamo anni che lottiamo e cerchiamo di far capire a tutti quanto sia importante applicare le buone norme per la salvaguardia delle spiagge del Cilento e non solo» sottolinea il presidente Cab Esposito mentre distribuisce pettorine gialle, cappelli, guanti e sacchi. Wwf e Legambiente hanno promosso questa giornata e hanno vestito una parte dei trecento studenti giunti da Roma per conoscere meglio questo lembo di sud.

Hanno passato qualche giorno in compagnia di Gennaro Attanasio e della sua ciurma. Lui è presidente di Cilento a Vela, mentre gli studenti frequentano le superiori nella Capitale. Hanno appreso le tecniche marinaresche e i trucchi per comporre nodi d’ogni genere. E oggi sono qui, non in acqua questa volta, ma a pochi passi, per difendere le dune (zona Sic, sito interesse comunitario) e per dare un segnale forte alle istituzioni, ai turisti e ai cittadini. E’ presente anche la capitaneria di Marina di Camerota insieme a quella di Palinuro, con il comandante Giovanni Paolo Arcangeli e il comandante Sandro Desiderio. Insieme a loro i carabinieri del maresciallo Francesco Carelli e un po’ di giornalisti.

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In mezza mattinata gli alunni e i volontari hanno raccolto decine di sacchi dell’immondizia. E mentre li sistemavano per trasportarli altrove, dove meritano, è spuntato il presidente del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Tommaso Pellegrino si è complimentano con tutti e ha sottolineato alcune cose molto importanti: «Spero che queste immagini arrivino a tutti quei delinquenti che si permettono di abbandonare i rifiuti in una delle zone più belle del nostro territorio. Complimenti a chi ha organizzato questa giornata ma soprattutto a voi ragazzi, protagonisti di questo gesto estremamente forte». Presente anche Vincenza Chiera, esperto ambientalista.

L’evento è stato promosso dalla Cab. Dopo la giornata di educazione ambientale e la pulizia della duna Sic della Cala del Cefalo, alunni, istituzioni e volontari si sono spostati presso lo stabilimento balneare Playa el Flamingo per una campagna di sensibilizzazione plastic free e la chiusura dei lavori con successivo rinfresco. Brindisi dedicato al Cilento e via. Appuntamento al prossimo gesto d’amore.

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Cilento, i dieci sentieri più belli da fare a piedi

di Marianna Vallone

Un mondo incantato che si può scoprire con percorsi trekking tra piante millenarie e erbe spontanee, dove da primavera ad autunno è possibile vivere un’esperienza unica, legando insieme ambiente, benessere e tranquillità. Il merito è tutto di Madre Natura che qui offre il meglio per gli appassionati della camminata. Siamo nella terra del Cilento, a sud della provincia di Salerno, tra le antiche bellezze di Paestum e le dolci colline che guardano il mare del golfo di Policastro. Se siete alla ricerca di un sentiero da sogno per un’escursione, venite con noi a scoprire questa ricchezza dal valore inestimabile, fatta di centri storici, parchi naturali, mare, montagna e fiumi. Abbiamo selezionato quelli che per noi sono i 10 percorsi più suggestivi perché ci immergono in una natura da favola, dalle vette innevate del Cervati alle acque cristalline delle spiagge più belle d’Italia di Camerota. Zaino in spalla e cuore aperto, si parte!

Partendo da nord il Sentiero Italia, che collega Piaggine al Monte Cervati, 10 chilometri in montagna con ampi panorami mozzafiato. E’ senza dubbio una sfida per tutti gli amanti di escursionismo. Potrete addentrarvi in una natura rigogliosa, lasciarvi affascinare da spazi sconfinati e scoprire il cuore del Cilento con la sua natura incontaminata.

Il Sentiero Emmisi a Rofrano, un emozionante percorso di 2 chilometri e mezzo all’ombra di alberi secolari, alla scoperta  del ciclo dell’acqua lungo il corso del torrente e della Forra dell’Emmisi.

Il percorso Rupazzi tra Tortorella e Casaletto Spartano, sentiero storico lungo poco più di 2 chilometri, antica congiunzione tra i due paesi. Immersi nella natura, tra animali specie protetta del Parco del Cilento, la vostra gita si trasformerà in un’avventura indimenticabile, che vi permetterà di godervi la vista sui tetti rossi di Casaletto Spartano e della sua frazione Battaglia.

Il Sentiero del Rio Casaletto, un percorso lungo il torrente che accompagna alla scoperta di paesaggi naturalistici molto emozionanti: in 2 chilometri si alternano colori, fioriture spettacolari e tanta bellezza. Grandi emozioni ai camminatori, che godranno delle  cascate dei Capelli di Venere.

Sentiero Farneto tra Tortorella e Morigerati, 3 chilometri e 400 metri in una rete intricata di itinerari fiabeschi che vi faranno subito dimenticare la fatica del trekking. Questo remoto e impegnativo percorso segue degli antichi punti di congiunzione tra i due borghi. Ampi panorami sulla forra del rio Casaletto e Bussentino.

Il sentiero Lentiscelle Porto Infreschi ci porta a mare. Un percorso di quasi  5 chilometri adiacente alle spiagge più belle d’Italia. Le vedute sulle falesie e sul porto naturale sono straordinarie e spostarsi da un capo all’altro ha qualcosa di magico.

Il percorso sulle tracce di Enea, che collega Marina di Camerota a Punta Infreschi, segue un’antica mulattiera che si muove tra terrazze verdi, coste rocciose e spiagge bianchissime, dove anche in inverno sarà difficile resistere alla tentazione di un bagno in mare.

Il sentiero da Velia a Punta del Telegrafo, ad Ascea. 2 chilometri in cui si ripercorrono i tanti secoli di splendore che ha vissuto questo territorio, tra approdi naturali e antiche bellezze.

Il sentiero a Guardia del Cilento, da San Severino di Centola a Roccagloriosa. 3  chilometri nei luoghi che lasciano il segno di tanti secoli passati, di tante avventure, di tanta civiltà, che si possono leggere nel castello, nel palazzo baronale, nelle abitazioni di San Severino, nelle tombe lucane di Roccagloriosa.

Si attraversano le viscere della terra con il sentiero dell’Oasi di Morigerati. Passeggiata di 1 chilometro che inizia da una bellissima mulattiera lastricata in pietra che, dopo una serie di tornanti in discesa, porta fino all’ingresso della grotta, tra canyon, pozze, rapide e cascate.

Articolo in collaborazione con Cilento Took 

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L’itinerario tra le grotte di Castelcivita, Pertosa e Morigerati protagonista a Geo su Rai3

di Marianna Vallone

Francesco PetrettiMistiche, vibranti di colori e intorno una natura rigogliosa. Le grotte sotterranee del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, sono state ieri protagoniste di un lungo servizio andato in onda su Rai Tre nella trasmissione Geo, condotta da Sveva Sagramola e Emanuele Biggi.

Circondate da panorami mozzafiato, spesso in magnifico isolamento, con caratteristiche molto diverse l’una dall’altra, le grotte di Castelcivita, Pertosa-Auletta e Morigerati, sono state inserite da qualche anno in un progetto che si chiama “Tre grotte e tre fiumi”, ovvero un percorso di 130 chilometri che attraversa da Nord a Sud il Parco, un itinerario da fare a piedi attraverso sentieri mappati o in autobus, in più giorni. A  spiegarlo in studio sono stati il vicepresidente del Parco e sindaco di Morigerati Cono D’Elia, Francescantonio D’Orilia, presidente della Fondazione MIdA e Michele Iorio, responsabile delle Grotte di Castelcivita. «Abbiamo deciso di far conoscere il mondo intorno ai geositi, immaginando un cammino in vista dell’anno dei cammini», ha spiegato D’Elia.

«La tappa del Tanagro mette insieme due territori, Pertosa e Auletta, sotto i quali c’è questa grotta, che è la più antica del Centro-Sud, è navigabile e accessibile ai disabili. Presenta palafitte di 3500 anni che l’uomo ha vissuto dal Paleolitico al Medioevo», ha aggiunto D’Orilia. In studio anche la chef e ambasciatrice della Dieta Mediterranea, Giovanna Voria, che ha realizzato lagane e ceci e il cuppitiello con erbe selvatiche in pastella. Un racconto di Francesco Petretti nell’Oasi Wwf di Morigerati – per la regia di Francesca Catarci – ha presentato le Grotte del Bussento, con la stazione di muschi più estesa del Sud Italia e il particolare fenomeno carsico della Risorgenza del fiume Bussento che la rende unica in Europa. Un luogo ricco di storia geologica e naturalistica.

Nicola Di Novella ha infine descritto la biodiversità del territorio cilentano. «Dobbiamo avere la capacità di avere una rete di borghi – ha spiegato D’Elia in riferimento a Casaletto Spartano, Morigerati, Caselle in Pittari e Tortorella – in grado di offrire ospitalità diffusa ed esperienze». 

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Oasi Wwf di Morigerati, così la natura dà spettacolo

di Marianna Vallone

L’oasi occupa 607 ettari di natura incontaminata e selvaggia che il Cilento svela verso Sud, nell’entroterra del golfo di Policastro: almeno dieci chilometri di distanza dai borghi di Caselle in Pittari e Sicilì, venti chilometri dal mare, ricordano perché il paese che la ospita si chiama Morigerati. Un fenomeno carsico secondo in Europa per importanza, una stazione di muschi prima nel Meridione d’Italia, che vanta un record: centinaia di sfumature di verde la rendono il gioiello del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Basterebbe questo per descriverla ma c’è dell’altro. L’Oasi Wwf di Morigerati, con la sua natura selvaggia e la sua ricchezza geologica, per un gruppo di giovani sono un eden da trasformare in un luogo di ritiro per gli amanti della vita e dei ritmi lenti. E’ l’estate del 1988: serve attirare l’attenzione all’ambiente e proteggere quell’ecosistema unico e ricco, in quel canto sperduto del mondo. Con la complicità di chi sulle spalle ha qualche anno in più, si pensa ad uno sciopero della fame. Per sette giorni niente da mangiare e dell’acqua solo per combattere la calura di luglio. Nasce così, poco più tardi, l’Oasi di Morigerati, tra i progetti di conservazione più importante di Wwf Italia, inserita nella lista mondiale dei Geoparchi. Il percorso per raggiungerla dal centro abitato si srotola per 900 metri lungo un’antica mulattiera in pietra, incantevole. Giù a valle c’è il fiume Bussento, protagonista di quest’area, perché riaffiora nella grotta a Morigerati, dopo essere scomparso per sei chilometri nelle viscere della terra a Caselle in Pittari. Scendere nell’area protetta è un’esperienza unica: uno spettacolo naturalistico particolarmente suggestivo sia in primavera, che in estate quando la vegetazione – domina la macchia mediterranea – cambia colore e diventa brillante. Il sentiero è in parte scavato nella roccia ed è accompagnato dal paesaggio montuoso. Dopo una serie di tornanti ecco il primo scorcio felice: un antico mulino in pietra costruito nel 1700 e attualmente funzionante, restaurato da falegnami del posto con assoluta meticolosità. Simbolo del rapporto straordinario tra l’uomo e la natura, l’antico mulino ha molito fino agli anni ’60. Fino ad allora giungevano da ogni parte del territorio per macinare grano, in prossimità della sorgente. La molitura è a ruota orizzontale, un elemento questo che lega il Cilento ai monaci greci che qui si rifugiarono nell’VIII secolo per sfuggire alle persecuzioni iconoclaste. Anche Morigerati, come altri borghi del territorio, vanta tracce preziose del loro passaggio. Ne è l’esempio la sacra icona di San Demetrio, martire di Tessalonica, oggi protettore del paese. Un punto di particolare spettacolarità è dato dalla grotta del Bussento, la gola scavata dal fiume, ricca di flora e fauna unica, tra cui lontra e gamberi o alcuni dei nuclei più consistenti di muschi, felci e salici. Un altro punto di particolare spettacolarità è dato dalla grotta del Bussento, tempio imponente di bellezza al quale si accede attraverso un portale di pietra e un percorso attrezzato in legno che permette l’affaccio per godere dello spettacolo unico e incredibile che crea la natura. E’ qui che il fiume riemerge impetuoso e violento di ritorno dal suo misterioso percorso sotterraneo. La grotta è stata oggetto di esplorazioni fin dal 1925 dal barone Carlo Franchetti, che hanno reso accessibile al visitatore circa 600 metri. Dei sei chilometri sotterranei ne sono stati esplorati poco più di uno. Si tratta di un percorso sotterraneo di enorme difficoltà che però offre caratteristiche e meraviglie che solo la madre natura può originare. Cascate, giochi d’acqua e pozze cristalline sono il contorno di questa riserva naturalistica di incredibile fascino. Titoli di coda? Nient’affatto: contenuti extra e niente effetti speciali, qui non servono. La lontra, a rischio estinzione, probabilmente ha la popolazione più ricca d’Italia proprio in quest’oasi, nei punti difficilmente raggiungibili dall’uomo e particolarmente incontaminati. Si possono individuare segni del passaggio del lupo, del gatto selvatico e dell’istrice. Nelle zone più prossime alle sorgenti vivono la salamandra dagli occhiali, trote, il merlo acquaiolo; mentre puntando gli occhi al cielo è possibile anche scorgere il corvo imperiale, il gheppio, il nibbio bruno e quello reale. Prima della risalita un ultimo sguardo al panorama incantevole, e un interrogativo: il viaggio può finire o continuare. Morigerati è tutta da scoprire. Informazioni e contatti per visitare l’Oasi Wwf di Morigerati: 333 6959991 Sfoglia la gallery:

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