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Teggiano, sottratta dalla mamma e portata in Russia. Per la piccola Sofia scende in campo la Farnesina

di Redazione

di Pasquale Sorrentino

C’è una bambina. Ha pochi anni di vita. È italiana. E anche italiana. Si chiama Sofia. La mamma è russa, il padre di Teggiano, nel cuore del Vallo di Diano. Sembra che tutto vada per il meglio. Abitano in un appartamento a Teggiano, per la piccola Sofia è stata allestita una stanzetta piena di amore. I giochi, le foto, la scritta “Sofia”. Non si segnalano problemi, e non sembra ce ne siano – da quanto ci racconta Luigi – fino a quando la moglie, come fatto già in passato, decide di andare a trovare i parenti in Russia, un paese all’ombra (fredda) dei monti Urali.

Porta con sé la figlioletta. Saluta il marito, saluta i suoceri, Sofia abbraccia i nonni, e si danno l’arrivederci. Un arrivederci ancora sospeso, perché da tre anni Sofia non torna in Italia. Una volta arrivata nel suo paese d’origine la donna scrive al marito che non tornerà più. Da lì comincia una estenuante battaglia. Che ancora dura. Luigi è difeso dall’avvocato Enrico d’Amato, esperto del settore. Lui ha vinto le battaglie legali per Sergio Solimo, al quale la moglie aveva sottratto il figlio portando da Sant’Arsenio in Venezuela.

Luigi non vede la figlia per anni, solo in un’occasione, durante un processo in Russia, per qualche ora giocano in un centro commerciale. In Russia l’uomo vince tutte le cause, viene ordinato il rimpatrio in Italia e la moglie accusata di sottrazione di minore. Vittorie di Pirro, però, perché non vengono date in esecuzione. In un’occasione Luigi va direttamente lui, con la polizia, il servizio sociale e il magistrato all’ombra, fredda, degli Urali per riprendersi la figlia. Ma viene portata via prima dalla mamma. Il Covid complica ancor di più le cose.

Una cittadina italiana, quale Sofia è, resta in Russia senza che nessuno faccia nulla e lasciando Luigi di Salvio e la sua famiglia soli, tranne qualche amico che li ha supportati nei viaggi e nelle battaglie. Sono le istituzioni che latitano. Si attende che l’Interpol agisca, ma non succede. Qualche settimana fa, Luigi, ci scrive di voler continuare a combattere ma che a volte cade nella sfiducia verso la giustizia e verso i propri diritti di padre. Bussa a tante porte, politiche e non solo. Finalmente uno spiraglio pochi giorni fa. Il consigliere regionale Tommaso Pellegrino scrive al ministro degli esteri Luigi di Maio (già in passato intercettato durante le vacanze cilentane dal papà di Teggiano) e ora Di Maio risponde. «La Farnesina è al lavoro per far tornare Sofia in Italia». Lo spiraglio torna a essere luminoso, Luigi torna a sperare.

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