Terremoto politico a Monte San Giacomo, deleghe revocate a vice e assessore

di Pasquale Sorrentino

Terremoto politico a Monte San Giacomo con vista elezioni amministrative. Il sindaco Raffaele Accetta ha revocato le deleghe alla vice sindaca Angela d’Alto e all’assessore Caporrino in quanto “è venuta a mancare la fiducia – ha scritto il primo cittadino. Risulta evidente, un rapporto conflittuale tra il sottoscritto e gli assessori connotato, da comportamenti sgarbati, aggressivi e irriguardosi, consumati peraltro presso gli uffici della sede municipale. Questo compromette la prosecuzione di una efficace azione amministrativa/politica con evidenti ripercussioni e pregiudizi al soddisfacimento di obiettivi politico programmatici da realizzare nell’ambito del programma di mandato , nonché nel metodo di conduzione dell’attività amministrativa in generale”.

Secondo D’Alto invece è frutto della mancata volontà da parte sua e dell’assessore di non volerlo “accompagnare” nella prossima tornata elettorale. «Nell’ultimo periodo è emersa tensione derivata da reiterati contrasti in ordine ad iniziative politiche/amministrative oggetto di contrapposizioni emerse anche pubblicamente».

La D’Alto e Caporrino si dicono stupiti di tale decisione adottata «senza alcun preavviso» sottolineano. «I sottoscritti – scrivono – ricordano di aver sostenuto per decenni il Sindaco Accetta e di aver ottenuto, alle ultime elezioni, con preferenza unica, rispettivamente 201 ( su 642 voti di lista) e 190 voti. La nostra nomina, dunque, è stata anche frutto di una volontà popolare estremamente chiara. Ed invero, approfittiamo per ringraziare ancora le circa 400 persone che ci hanno espresso fiducia, rassicurandoli sul nostro impegno. La verità è che i rapporti si sono incrinati nel momento in cui, all’inizio del nuovo anno e parlando delle prossime elezioni amministrative, i sottoscritti, insieme ad altri consiglieri, hanno manifestato la chiara volontà di non sostenere più la candidatura di Accetta a Sindaco, considerando la necessità, dopo 40 anni ininterrotti di gestione, di ragionare su una ipotesi di rinnovamento, termine peraltro più volte ribadito dai presenti».

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