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Torre Orsaia, da fabbricato abbandonato a Ecosistema dell’innovazione: ecco l’idea progettuale

di Maria Emilia Cobucci

Il Comune di Torre Orsaia ha presentato, insieme al Cugri- Consorzio Interuniversitario, denominato Centro Universitario per la Previsione e Prevenzione Grandi Rischi tra le Università di Salerno e “Federico II” di Napoli” -, all’Asmel – società consortile, con capitale interamente pubblico e partecipata da 3627 enti locali – ed all’Irea  – Istituto per il Rilevamento elettromagnetico dell’Ambiente appartenente al CNR -, una proposta progettuale nell’ambito di un Avviso dell’Agenzia per la Coesione Territoriale  finalizzato al finanziamento di interventi di riqualificazione e rifunzionalizzazione di siti per la creazione di ecosistemi dell’innovazione nel Mezzogiorno. I finanziamenti sono inseriti nell’ambito del Piano nazionale per gli investimenti complementari al Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), presentato alla Commissione europea dallo stato italiano.

L’avviso chiarisce come obiettivo di ciascun progetto debba essere la creazione di infrastrutture materiali o la rigenerazione di quelle abbandonate mirata a promuovere lo sviluppo di capitale umano altamente qualificato, la ricerca multidisciplinare, l’implementazione e l’attrazione di impese innovative, da realizzarsi attraverso un’ampia collaborazione tra università, centri di ricerca, imprese, amministrazioni pubbliche e organizzazioni del terzo settore, volta a valorizzare il ruolo di tutti gli attori coinvolti.

La proposta presentata riguarda un intervento di riqualificazione e rifunzionalizzazione (del valore complessivo di circa 30 milioni di euro) del compendio immobiliare denominato “Casa Albergo” e area circostante sito nel comune di Torre Orsaia e finalizzato alla realizzazione di un Ecosistema denominato “Centro di Ricerca Territoriale per la Innovazione della Sicurezza dei Sistemi Sociali nel Mezzogiorno (CRITer)” composto da:

  • un Centro di Ricerca Territoriale per la Resilienza dei Sistemi Sociali ed Infrastrutturali, concepito come un polo di Ricerca e Sviluppo all’avanguardia dedicato alla ricerca e al monitoraggio ambientale nell’ambito della previsione e prevenzione dei grandi rischi, con particolare riferimento ai fenomeni di dissesto idrogeologico che interessano il territorio cilentano e lucano;
  • un Parco Ecosistemico per la Sperimentazione della Resilienza Naturale , quale punto di partenza per una maggiore tutela della biodiversità e una minore intensità fruitiva dell’area protetta del Parco Nazionale del Cilento.

La proposta progettuale – coerente con le finalità del PNRR e le politiche nazionali in materia basate sulla strategia di riduzione del divario strutturale di sviluppo tra Nord e Sud – presenta tutte le potenzialità per invertire il negativo trend di declino socio economico che caratterizza il territorio cilentano e le sue piccole comunità e per consentire di raggiungere (o meglio, di avviare un processo finalizzato a raggiungere) gli obiettivi di rigenerazione individuati:

  • contrastando la deriva per cui l’ambiente fisico, abbandonato a se stesso, lascia spazio al degrado ed all’abbandono;
  • trasformando un luogo attualmente abbandonato e degradato in un centro per la tutela del territorio, facendolo passare così da possibile minaccia a certo elemento di crescita e sicurezza della comunità;
  • riattivando i processi di accumulazione di “capitale umano”;
  • invertendo il processo di spopolamento della popolazione residente.

Infatti, la realizzazione di un Ecosistema dell’innovazione nel fabbricato abbandonato di Torre Orsaia costituirebbe non solo un significativo intervento di riqualificazione e rifunzionalizzazione di un sito dismesso in un’area periferica ma, nel contempo, assicurerebbe all’intero territorio cilentano un polo di ricerca scientifica contro il dissesto ed i grandi rischi in generale di assoluta eccellenza, in grado di supportare e coadiuvare gli enti locali attuatori (Regione e Comuni) nelle scelte di pianificazione e realizzazione dei necessari interventi mitigatori,  generando una prospettiva per il futuro del territorio e della comunità cilentana, partendo dal rilancio del processo di accumulazione di capitale umano qualificato.

Con questa iniziativa si consolida il rapporto tra il Comune di Torre Orsaia ed il CUGRI che, con il suo direttore il professore Mimmo Guida, è da anni partner scientifico dell’amministrazione per gli interventi di mitigazione del dissesto idrogeologico.

©Riproduzione riservata




A Cura di

Maria Emilia Cobucci

Giornalista per scelta ma anche per passione. Da sempre. Testarda e determinata come ogni cilentana che si rispetti. Amo raccontare il mio territorio, ricco di bellezze ma anche di tante storie che tutti dovrebbero conoscere.
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