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Torre Orsaia, disabile dalla nascita per colpa di un farmaco: dal Piano di zona S9 due progetti per aiutare Tina

di Maria Emilia Cobucci

È la cosiddetta “pasionaria” di Torre Orsaia, piccolo Comune dell’entroterra cilentano. È Argentina Romanelli, meglio conosciuta come Tina, la disabile che nel corso degli anni si è battuta per tutti coloro che portano sul proprio corpo i segni della Focomelia. Una patologia che comporta una malformazione congenita dello scheletro caratterizzata dal ridotto o mancato sviluppo degli arti e causata anche dall’assunzione del Talidomite. Un farmaco antinausea assunto in gravidanza dalle gestanti e che alla fine degli anni 60 fu utilizzato anche dalla mamma di Tina, provocandole la Focomelia.

Tante dunque le battaglie portate avanti dalla Romanelli che negli ultimi anni ha trovato pieno sostegno anche da parte del Piano di Zona Ambito S9, diretto dalla coordinatrice Gianfranca di Luca, e afferente ai comuni del Distretto Sanitario 71 Sapri – Camerota. Grazie alla particolare attenzione mostrata dal Piano S9 per tutti i disabili, Tina Romanelli si è vista finanziata con fondi della Regione Campania due importanti progetti all’interno del programma “Dopo di noi”.

L’ultimo, solo in ordine cronologico, è quello sottoscritto dalla Romanelli nella giornata di lunedì presso gli uffici del piano di zona presenti nel Comune di Sapri, capofila dell’ambito. «Ringrazio il piano di Zona S9 e la Regione Campania grazie ai quali dopo anni di stallo e inerzia della politica- ha dichiarato Tina Romanelli – oggi ho potuto firmare il secondo progetto che rientra nel programma “Dopo di noi”, che mi permetterà di avere a mio appannaggio per un anno intero un assistente personale. Si tratta di progetti individuali e personalizzati a seconda delle esigenze che vengono evidenziate dal disabile».

Un importante traguardo dunque per la Romanelli che a tal proposito ci ha tenuto a lanciare un messaggio a tutte le famiglie che presentano al loro interno persone affette da disabilità. «È importante non perdere mai le speranze – ha poi aggiunto – a maggiore ragione ora che la politica si è fatta sentire e ci è stata data la possibilità di presentare dei progetti che possono migliorare la nostra vita quotidiana. E che inoltre possono offrire nuove opportunità di lavoro ai tanti giovani presenti sul territorio. È importante avere come punto di riferimento il Piano di Zona S9 e la sua coordinatrice Gianfranca di Luca. Entrambi seguono sempre i disabili che non sono più abbandonati ma considerati e tutelati».

©Riproduzione riservata




A Cura di

Maria Emilia Cobucci

Giornalista per scelta ma anche per passione. Da sempre. Testarda e determinata come ogni cilentana che si rispetti. Amo raccontare il mio territorio, ricco di bellezze ma anche di tante storie che tutti dovrebbero conoscere.
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