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Torre Orsaia, il cuore del Cilento abbraccia la prima famiglia di profughi afghani

di Marianna Vallone

Ad accoglierli grandi sorrisi dietro le mascherine, tanta emozione e un cagnolino interattivo per l’ospite più piccola. Torre Orsaia si è preparata per giorni al momento dell’arrivo di una famiglia afghana, facente parte dell’operazione di evacuazione umanitaria da Kabul delle scorse settimane dopo la riconquista dello Stato da parte dei talebani. Il piccolo borgo è il primo comune del Cilento, il secondo in provincia di Salerno dopo Fisciano, ad accogliere i richiedenti asilo.

La famiglia, composta dai genitori ed una bambina di un anno, è stata ospite per alcune settimane al Centro Covid dell’Ospedale del Mare di Napoli, nel quale è stata sottoposta a controlli sanitari ed alla prescritta quarantena Covid. Una coppia giovanissima, lui un ingegnere civile che lavorava nel vecchio governo, lei invece collaboratrice di una ONG, sono stati accolti nella tarda mattinata di venerdì dal sindaco di Torre Orsaia, Pietro Vicino, dalla coordinatrice del Sai, Alessandra Ruocco e all’intera equipe del Consorzio La Rada che da anni gestisce il Sistema Accoglienza Integrazione SAI già SPRAR, del Ministero dell’Interno. La famiglia sarà alloggiata in un appartamento nel centro del paese.

«Da più di quattro anni apparteniamo alla rete Sprar, abbiamo una struttura collaudata, uno staff di professionisti che si occupa delle famiglie per tutto quello che riguarda il processo di integrazione. – ha spiegato il sindaco Vicino – E tutti sono già a lavoro». Un modello virtuoso, quello avviato dal comune di Torre Orsaia a partire dall’agosto 2017, con l’avvio ad uno Sprar ospitando le prime famiglie provenienti da Marocco, Ghana e Nigeria. Come Torre Orsaia anche Piaggine e Ottati.





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A Cura di

Marianna Vallone

Giornalista per professione e comunicatrice per passione, sono alla continua ricerca di storie da raccontare e tramonti da immortalare. Nata sulla costa di Maratea ma morigeratese da sette generazioni. Vivo nel cuore verde del Cilento e sono felice. Faccio domande anche quando conosco le risposte, perché continuo a pensare che l’essere umano sia il viaggio più bello da fare.
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