Traffico di rifiuti internazionali: arresti in Tunisia. I container partiti da Polla.

di Pasquale Sorrentino

Terremoto politico in Tunisia con l’arresto di alcuni ex ministri e alte cariche istituzioni, le dimissioni del ministro dell’Ambiente per un traffico – ritenuto illecito – di rifiuti. Rifiuti partiti dalla zona industriale di Polla, dalla Sra, che – stando alla cronaca tunisina – non risulta essere indagata. In tre viaggi durante l’estate del 2020 sono partiti dal porto di Salerno, proveniente dalla ditta Sra di Polla, un carico di circa 70 tonnellate di container con 120 tonnellate di materiale da smaltire. Secondo la magistratura tunisina la società maghrebina che ha importato i rifiuti plastici post industriali avrebbe presentato false dichiarazioni e autorizzazioni relativa alla natura degli stessi. Secondo quanto emerso dalla Campania sono partiti con un codice identificativo e sono arrivati in Tunisia con un altro, vietato in Tunisia. Da qui è partita l’indagine circa un mese fa. La Regione Campania – anche in seguito a una interrogazione del Movimento 5 Stelle, dell’eurodeputata Maria Muscarà – ha parlato di “una interlocuzione con la competente autorità tunisina e si assicura che in caso di motivato respingimento dei rifiuti si provvederà a richiedere alla Sra il reimpatrio delle stesse avendo a garanzia le polizze fidejussioni (da 3 milioni di euro).

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