Tragedia Cilentana, lacrime e commozione ai funerali di Francesco e Raffaele

2013
I funerali di Francesco Merola a Castelnuovo Cilento
Infante viaggi

Il Cilento saluta Francesco Merola e Raffaele Vivone. Il 33enne e il 49enne morti nell’incidente frontale avvenuto domenica mattina all’alba lungo la strada provinciale 430 Cilentana all’altezza dello svincolo di Perito. Castelnuovo Cilento e Ceraso sono state unite idealmente da una linea, forte, fatta di lacrime e commozione, ma anche di rabbia. Le due piccole comunità hanno salutato per l’ultima volta il «ragazzo con i muscoli» e il «macellaio umile». Uniti non solo i centri cilentani ma anche i destini di questi due uomini. Le esequie si sono svolte contemporaneamente ieri, lunedì, alle 16.30. Nella chiesa di Santa Chiara a Vallo Scalo l’addio a Francesco (nella foto in alto), nella chiesa di San Nicola Bari di Ceraso i funerali di Raffaele. Le due chiese troppo piccole per contenere il fiume di amici, familiari e conoscenti. Raffale, un padre strappato per sempre all’amore della moglie e dei suoi quattro figli. Francesco un ragazzo nel pieno della sua vita.

«Raffale era una brava persona – le parole di don Antonio Greco parroco di Ceraso – era l’uomo del sorriso. Nonostante le sue preoccupazione di padre era sempre gentile con tutti. Un gran lavoratore, aveva educato i figli nella crescita». Don Antonio ha lanciato poi un messaggio ai ragazzi: «Guidiamo con prudenza, sulla Cilentana ci sono state già troppe vittime». Quindi un invito alle istituzioni a mettere in sicurezza la strada che in molti tratti versa in condizioni disastrate. «Occorrono interventi per renderla sicura – dice don Antonio – l’Anas ha iniziato ad intervenire ma ha trovato una strada in condizioni preoccupanti, mi raccomando, togliamo il piede dall’acceleratore». «Viviamo insieme questo momento difficile – le parole di don Salvatore Monterosso parroco di Vallo Scalo – ci dia consolazione e forza il non saperci soli nel portare il dolore per la morte del nostro caro Francesco. È un momento difficile perché in questi giorni siamo stati devastati da sentimenti e pensieri contrastanti, dalle inevitabili domande, dai dubbi». All’esterno della chiesa gli amici di Francesco hanno srotolato un lungo striscione. Poi l’applauso e gli sguardi rivolti verso il cielo.

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Il sostituto procuratore Luigi Spedaliere arrivato a Vallo da pochi giorni ha aperto un fascicolo di indagine sull’incidente che ha strappato la vita a Raffaele e Francesco. La famiglia Vivone ha nominato l’avvocato Vincenzo Cannavacciulo per seguire le varie fasi dell’inchiesta. La dinamica è ancora sotto la lente di ingrandimento degli inquirenti. Gli investigatori hanno accertato che si è trattato di un frontale. Resta da capire chi ha invaso la corsia opposta. Francesco era di ritorno da una serata a Salerno in compagnia di amici. Raffaele era diretto a lavoro, un’altra giornata dietro al banco della carne per regalare delizie e sorrisi. Quelli non mancavano mai.

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