Camerota, ragazzo morto in discoteca. Ciclope: «Siamo in ginocchio per lui». Giovedì autopsia

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Sulla pagina Facebook del Ciclope, di sicuro una delle discoteche più note d’Italia, meta ogni anno di tantissimi ragazzi, da ieri l’immagine di copertina e del profilo è solo una foto nera in segno di lutto per la morte di Crescenzo Della Ragione, il 27enne napoletano ucciso lunedì notte da un frammento di roccia che si è staccato dal costone. Il silenzio della «grotta della musica» fino alle 22:00 di martedì quando con un post lo staff si lascia andare a un commento. «Non esistono parole per alleviare il dolore dato dalla perdita di Crescenzo, – scrivono – la proprietà e tutto lo staff del Ciclope esprimono il proprio cordoglio verso la famiglia Della Ragione per la grave tragedia accaduta. Siamo inginocchio in preghiera per lui».

Dave Clark 
Si sarebbe dovuto esibire stasera al ciclope Dave Clark, uno dei maggiori esponenti mondiali di musica techno. «Mi rattrista apprendere ancora brutte notizie provenire dall’Italia, – scrive sul suo Facebook – i miei pensieri sono rivolti alla famiglia, agli amici di Crescenzo Della Ragione. Con tutto il rispetto per tutti quelli che sono stati coinvolti da questo triste evento non mi esibirò domani in Italia».

Don Gianni
Tantissimi i commenti sui social in ricordo dello studente universitario napoletano: «Non posso crederci», dice Nicola, ma c’è anche tanta rabbia e amarezza per «una tragedia annunciata», dicono tutti. Concetto che sottolinea soprattutto don Gianni Citro, parroco di Camerota e organizzatore del Meeting del mare: «Quello che è accaduto è causato da un fenomeno che aveva già dato dei segnali di altissimo allarme perché più di una volta ci sono stati fenomeni franosi, sia all’interno che all’esterno della discoteca, l’ultimo risale alla scorsa estate ma nessuno mi ha dato retta», ha detto il parroco

Borrelli
Dure accuse al Ciclope anche da Manuel Borrelli, consigliere comunale Pd di Vibonati: «
Come mai si è consentito al Ciclope di continuare le proprie attività quando nel nostro territorio per semplici lavori di costruzione o di ristrutturazione, da anni, si costringono le famiglie, le imprese, i tecnici e gli Enti Locali ad autentici valzer di pareri e alla prolungata sospensione dei lavori? Un paradosso italiano in salsa Cilentana. Mi auguro che la Magistratura – ha detto Borrelli – faccia piena luce su quanto accaduto perché per ‘Quattro Soldi’ hanno causato la morte di un ragazzo e messo a repentaglio l’incolumità fisica di migliaia di ragazzi inconsapevoli».

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Le indagini
La procura, intanto, ha aperto un fascicolo per omicidio colposo contro ignoti. Il giovane, secondo una prima ricostruzione degli inquirenti, sarebbe morto dopo esser stato colpito alla testa da una grossa pietra che si è staccata da un’altezza di 60 metri dalla roccia, pietra che però non è stata ancora ritrovata. Alcuni testimoni hanno raccontato scene raccapriccianti: «Quando è successo io ero dentro, – spiega un giovane che preferisce restare anonimo –  abbiamo sentito le sirene e abbiamo chiesto cosa era successo, pensavamo si trattasse di qualcuno che si era sentito male con la droga – racconta il ragazzo, ancora incredulo dell’accaduto -. Invece un ragazzo che ha visto la scena ha detto che un masso è caduto in testa a questo povero Cristo e gli ha spaccato la testa in due».

Gli esami
L’autopsia è stata spostata a giovedì. Dall’esame esterno è emerso che Crescenzo sarebbe morto per un gravissimo trauma cranico encefalico con sfondamento a carico della regione occipitale. L’esame autoptico, disposto dalla Procura della Repubblica del tribunale di Vallo della Lucania, verrà effettuato da Adamo Maiese, direttore della funzione centrale di Medicina legale dell’Asl di Salerno.  

Sindaco
A prendere la parola anche il sindaco Antonio Romano: «Non voglio veramente andare alla ricerca di responsabilità, mi sembra poco opportuno ma per quale motivo io dovrei aprire una discussione sulla quale ci sta la magistratura che indicherà se ci sono eventuali responsabilità? Ecco io mi fermerei all’aspetto che più mi importa in questo momento: purtroppo si è spezzata una vita giovane e quindi dobbiamo essere vicini ai genitori». Raggiunto al telefono dal giornale del Cilento anche Domenico Bortone, ex sindaco di Camerota, che nel 2011 firmò la sospensione della licenza al proprietario della discoteca (che poi, dopo ulteriori accertamenti e sopralluoghi tecnici, ne fu autorizzata la riapertura). L’ex primo cittadino ha preferito non rilasciare dichiarazioni sull’accaduto: «Dico solo che gli atti che ho prodotto sono al Comune di Camerota e possono essere visionati. Non sta a me rispondere».

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