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Costa d’Amalfi. Amendola: prevedere pure voli commerciali. E si apre al low cost

di Redazione

Aeroporto, Amendola nuovo Ceo

Il Cda ratifica l’incarico per il presidente della società di gestione dello scalo

Presidente e Ceo di Aeroporto di Salerno spa. Sono questi i due incarichi che venerdì il consiglio di amministrazione della società di gestione dello scalo assegna a Michele Amendola, il ‘supertecnico’ della Enav individuato come "traghettatore" del Costa d’Amalfi. Spetta, dunque, al già nominato amministratore delegato individuare e pianificare le linee guida della "corporate governance" da associare all’aeroporto per i prossimi mesi.

 

Tra gli argomenti all’ordine del giorno della riunione del Cda della spa che gestisce il Costa d’Amalfi, al quale si è affiancata la parallela riunione del Cda del Consorzio Aeroporto, figura, infatti, la nomina del direttore generale dello scalo. I primi rumors parlavano di cambio di ruolo per l’ingegnere salernitano Michele Amendola, sia per per evitare eventuali incompatibilità d’incarico che per venire incontro alle esigenze di bilancio della macchina "aeroporto". Cambio che, però, non è avvenuto.


IL PIANO DI SVILUPPO

Spetta, dunque, ad Amendola iniziare a dare un volto ed un indirizzo al futuro del Costa d’Amalfi. Il tecnico Enav assume su di sé la quasi totalità degli incarichi e dei compiti di gestione dello scalo salernitano. A partire, infatti, dalla redazione del piano di sviluppo dell’aeroporto, legato non solo alla ratifica di un accordo con Ryanair, che sembra sempre più vicino, ma anche alla possibilità di contattare altre compagnie che potrebbero interessarsi al Costa d’Amalfi. Una macchina che "costa" al consorzio aeroporto circa 2,5 milioni di euro l’anno, e che ha appena avviato la sua fase di start-up. "Si deve partire da ciò che si ha", dice il Ceo del Costa d’Amalfi, che non nasconde l’intenzione di aprire lo scalo ad altre fette di mercato.


NUOVA FETTA DI MERCATO

Per Amendola, infatti, il futuro del Costa d’Amalfi non passa solo dai "grandi nomi che continuano ad interessarsi a Salerno".
Entro il mese di febbraio sarà presentato il piano di sviluppo a medio termine del Costa d’Amalfi, a sua volta inserito in un preciso cronoprogramma. Tasselli di questo piano, dunque, non solo i voli turistici, ma anche quelli commerciali. "Attorno all’aerostazione – specifica Amendola – ci sono spazi enormi dedicati alla coltura di prodotti di eccellenza che devono essere consumati freschi, cosa che, con gli attuali trasporti su gomma, non sempre viene assicurata al cliente finale. E’ qui che l’aeroporto può inserirsi in una logica di mercato alternativo da conquistare". Non concorrenza diretta, come spesso si è detto, con Napoli, a tal punto che si era parlato di Capodichino2, ma capacità di conquistare fette di mercato scoperte, all’interno delle quali collocarsi come competitor solido.


L’APERTURA AL LOW COST

Oltre alla Ryanair, però, ci sono altri nomi che iniziano ad avvicinarsi nel circuito salernitano. Da un lato la Livingston, vettore italiano privato appartenente al gruppo "Viaggi del Ventaglio", specializzata in voli leisure (legate a mete turistiche e vacanziere) sia di corto che di medio raggio. Dall’altro, la Tui, la compagnia aerea low-cost, di origine londinese, che vola anche per altri tour operator verso le tradizionali regioni turistiche che circondano il Mar Mediterraneo, sulle Isole Canarie, a Capo Verde, a Madeira e in Egitto.

fonte: denaro.it

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