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Risposta a: “Si può fare turismo di massa a Marina di Camerota e nel Cilento?”

di Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

In una mail giunta in redazione, un lettore ci scrive le sue opinioni su di una domanda-articolo del 28 agosto sempre del giornaledelcilento.it

Alcuni giorni fa ad una domanda sul vostro sito "Si può fare turismo di massa a Marina di Camerota e nel Cilento?" rispondevo: “nel Cilento si potrebbe fare turismo di massa compatibile con l’essere PARCO, ma ci vorrebbe una politica molto seria, condivisa e coordinata”.
Potrebbe essere positivamente l’opposto della RENDITA dell’Amalfitana, con risultati di qualità incomparabili.
Nemmeno a farlo apposta proprio in questi giorni sono accaduti due avvenimenti che si sono purtroppo incaricati di spiegare nei fatti cosa intendessi.
Mi riferisco all’assassinio del sindaco di Pollica e di quanto successo poche ore fa ad Atrani.
Non esiste lo sviluppo pur che sia.
Speriamo che una qualche estate qualche masso che si stacca improvvisamente non si incarichi di mettere in evidenza per esempio la pericolosità di certi tratti della zona tra Palinuro e Camerota.
O, per resta sempre in zona, che dire di una splendida cittadina medievale come Pisciotta che deve essere attraversata su un ponte di emergenza, o sempre per restare a Pisciotta di quella frana “secolare” della strada verso Ascea?
I morti si piangono sempre poi.
Quello che conta è il prima e il mentre.
Così vale anche per gli altri aspetti.
Una politica seria condivisa e coordinata che vede nella sua terra, nelle sue risorse, nella sua gente la possibilità dello sviluppo.
Che non cerca scorciatoie, né santi in paradiso, ma che crea una mobilitazione popolare intorno a suoi antichi valori come la dignità del lavoro, la fatica di emigrare, per farsi  mobilitazione e baluardo di riferimento  di una dignità che non è in vendita.

Aldo Arpe

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