Turismo lento e sostenibile ai tempi del coronavirus, l’intervista a Settimio Rienzo

Infante viaggi

di Giangaetano Petrillo

Il Vallo di Diano è una delle zone più colpite della nostra Provincia e dell’intera regione Campania. Diversi i focolai scoppiati in diverse località, con un alto numero di contagiati e un conseguente alto numero di vittime. Oltre ad un’emergenza sanitaria, quella che sta affiorando ora è un’emergenza economica, legata soprattutto alla grave crisi che sta investendo il comparto turistico, motore trainante di diverse realtà micro-imprenditoriali della zona. Abbiamo raggiunto il consigliere delegato al turismo del comune di Padula, Settimio Rienzo, per cercare di capire quali sono le conseguenze e quali anche le prime proposte per la ripresa di un settore così determinate per l’economia dell’intero territorio.

Settimio, il territorio del Vallo di Diano sta attraversando un periodo emergenziale. Come state affrontando quest’emergenza?
Siamo stati tutti sorpresi da questa improvvisa emergenza. Le regioni del Sud sono state fortunate ed hanno approfittato del ritardo del contagio per organizzarsi meglio. Il Vallo di Diano è stato segnato da alcuni episodi che hanno reso molto tesa la prima fase della quarantena, con la delimitazione della zona rossa in alcuni comuni. Sono decedute ad oggi 15 persone, tra cui voglio ricordare il Comandante dei Vigili del fuoco di Sala Consilina Luigi Morello.

Il governatore De Luca ha prolungato al 3 maggio il divieto di ingresso e uscita dai comuni. Queste misure stanno dando dei primi segnali positivi?
Sì, le rigide misure del Governatore De Luca stanno dando i frutti sperati. I positivi attuali nel Vallo di Diano sono 120 e c’è un trend in diminuzione che fa ben sperare, anche se non bisogna abbassare la guardia e rendere vane le misure restrittive finora adottate. Quindi il mio appello è a continuare con molta prudenza e attenzione fino alle nuove disposizioni.

Quali sono stati i primi provvedimenti che avete preso come amministrazione per far fronte a quest’emergenza?
L’amministrazione di Padula ha eseguito sia le disposizioni del Governo nazionale che le ordinanze della Regione, cercando di garantire la sicurezza e la realizzazione delle misure di sostegno alla popolazione. Segnalo, tra le altre, le attività di distribuzione delle mascherine di protezione acquistate dall’amministrazione grazie anche alle donazioni della Farmacia Di Muria, dei ragazzi del Fantapadula, del Forum dei Giovani di Padula, dell’Associazione Michele Sarli e del Panificio Cimino e di distribuzione delle uova di Pasqua ai bambini da 3 a 10 che frequentano le scuole a Padula come gesto di speranza. Colgo l’occasione per fare un plauso a tutti i dipendenti del Comune di Padula, con particolare riguardo alla Polizia Municipale, che in una situazione molto complessa, hanno lavorato senza sosta e con senso di grande abnegazione.

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Quanto crede che impatterà sul turismo, settore tra l’altro di sua competenza, essendo consigliere delegato al Turismo del Comune di Padula.
Il turismo è uno dei settori più colpiti dall’emergenza COVID-19. Secondo la World Tourism Organization, il drastico calo del turismo internazionale sta provocando una perdita tra i 300 e 450 bilioni di dollari, significa che andranno perduti tra i 5 e 7 anni di crescita di valore nel turismo, corrispondenti a un – 4%. A Padula, come in tantissime località turistiche del Cilento e di tutta la Campania è in atto una fase di grande sofferenza per tutto il comparto e non sappiamo quando si ritornerà a viaggiare liberamente. Il Ministro Franceschini ha già annunciato misure a sostegno delle imprese e del settore culturale, mentre la Regione Campania ha lanciato un piano di aiuti, ma non sarà sufficiente tutto ciò. Ci sarà bisogno di un nuovo senso di solidarietà.

Molti sostengono l’idea del “turismo di prossimità”, come conseguenza a questa emergenza. Questo può favorire anche territori come il Cilento, il Diano?
Sì, si sta facendo avanti sempre con più forza l’idea di un turismo di prossimità. Un turismo lento capace di sostenere le località italiane che ci sono più vicine e che spesso non conosciamo. È uno stimolo forte a scoprire nel profondo la nostra cultura e la nostra storia, senza la necessità di lunghi spostamenti. Questo turismo più equo e sostenibile è forse anche il sogno di molti di noi che sperano in un cambio di rotta dopo questa emergenza. Ma non è detto che tutto ciò avvenga e non si ricominci a correre più di prima. Dipenderà da noi e dal livello di consapevolezza sociale. Il virus ha accelerato la presa d’atto di un processo ed io sono fiducioso soprattutto verso i giovani.

Lei è stato anche promotore e ideatore del “Cammino di San Nilo”, un itinerario che ha l’obiettivo di valorizzare gli antichi sentieri dei monaci italogreci. Sette tappe per circa 100 Km.
Il cammino di San Nilo va proprio in questa direzione, perché è una forma di turismo lento che fa bene alle comunità. Sostiene i piccoli borghi delle aree interne e favorisce le relazioni umane. Il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni è un territorio straordinario e camminare lungo gli antichi sentieri è un’esperienza unica. L’Associazione Gazania gestisce il cammino e fornisce assistenza a tutti i viandanti, cercando di stringere collaborazioni con cittadini, imprese ed istituzioni.  Sul nostro sito www.camminodisannilo.it trovate tutte le info per percorrerlo in totale autonomia.

Il Cammino di San Nilo è stato tra i primi cammini ad aderire all’iniziativa #iocamminoinitalia.
#iocamminoinitalia è una bellissima iniziativa, confluita poi in un gruppo Facebook,nata da una lettera aperta del Presidente dell’Associazione Movimento Lento Alberto Conte. Il gruppo ha l’obiettivo di promuovere i cammini italiani, e dare un piccolo ma concreto contributo alla ripresa del nostro Paese quando finalmente usciremo dalla crisi creata dal Coronavirus. #iocamminoinitalia potrebbe diventare per noi #iocamminoincilento per cercare di promuovere le nostre località ed aiutare i nostri operatori. Voglio, in questo senso, rivolgere un invito alla solidarietà tra cittadini, imprese e istituzioni per superare le prossime difficili sfide che ci aspettano ed una esortazione ad avere un approccio serio da parte di tutti gli attori per trovare forme di collaborazione nella valorizzazione del nostro stupendo territorio. Metteremo, così, le basi per progettare insieme un modello di sviluppo alternativo.

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