Sacco. Risorge una perla del Cilento

di Lucia Cariello

Il 2010  è sicuramente un anno da ricordare per la splendida anche se esigua comunità sacchese, è l’anno della rivalsa della presa di coscienza delle proprie possibilità, del capire che al pari di altri splendidi borghi cilentani anche Sacco deve e può fare turismo. Tutto questo e molto più è stato evidenziato all’interno della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum, evento internazionale a cui Sacco, devo dire degnamente, prende parte presentando all’intero mondo un patrimonio storico archeologico ambientale senza eguali.
I “Miti del Cilento, Sacco” è questo il “file rouge” dell’intera presentazione dove Sacco ospite del comune di Capaccio – Paestum in una splendida architettura ha maturato una interessante sinergia incarnata da una promozione a tutto tondo del territorio Cilento con lo sviluppo di prodotti enogastronomici unici nel mondo e promossi patrimonio dell’umanità, contestualmente poi si poneva l’accento su uno dei borghi più spettacolari dell’intero Cilento. La collaborazione è stata totale interessante ed altamente fruttuosa tanto che in breve tempo la postazione è divenuta meta obbligata dei visitatori dove in un clima di allegria e totale accoglienza l’ospite si sentiva completamente a suo agio, rapito ed inebriato da aromi sapori e gusti mai provati e stupito da paesaggi incantati, il tutto in totale armonia. Sacco, mito del Cilento, Sacco parla del Cilento non rappresentano meri slogan pubblicitari ma riassumono quanto in realtà il paese rappresenta e quanto ancora potrebbe rappresentare non solo per se stesso ma anche, e forse soprattutto, per il turista che visitandolo ammira uniti come in un solo essere storia archeologia ed incontaminata natura, il tutto coronato da una popolazione che attende di essere scoperta rivalutata riconosciuta, insomma Sacco aspetta di essere annoverato nelle lista dei grandi centri turistici cilentani ed il passo compiuto con la sua partecipazione alla Borsa di Paestum appare sicuramente fondamentale anche se ancora lunga è la strada da percorrere.

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