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Turiste si perdono e finiscono in un dirupo nella zona del castello Arechi: salvate dalla polizia

di Pasquale Sorrentino

Due ragazze – una inglese ed una spagnola – in visita nella zona del Castello Arechi si erano perse nella località Croce. Le giovani erano molto spaventate, soprattutto perché una di loro – affetta da asma bronchiale – non aveva con sé il broncodilatatore. La Sala Operativa della Polizia ha allertato immediatamente le volanti che si sono recate sul posto.

Dopo vari giri intorno al Castello i poliziotti non sono riusciti a rintracciare le due giovani, per cui gli agenti hanno capito che le stesse si erano allontanate salendo verso la montagna. Decidono quindi di dividersi e 2 agenti restano nella zona del castello, mentre altri 3 si sono inoltrati verso la montagna attraverso un sentiero che partiva da via Fra’ Generoso ma, dopo 20 minuti di ricerche attraverso i sentieri battuti, non riuscivano a sentire le ragazze.

A questo punto si sono addentrati nella fitta boscaglia, superando le mura di cinta del belvedere, da dove parte una zona priva di sentieri e piena di arbusti ed è proprio da qui che hanno iniziato a sentire le voci delle due disperse, che sono state poi ritrovate in un dirupo a circa 60 metri di dislivello dalla loro posizione.

Il dirupo era senza uscita, per cui gli agenti – creando un cordone umano e reggendosi ai rami degli alberi, sono riusciti a raggiungere le due ragazza spaventatissime e a riportarle in salvo. Nonostante qualche escoriazione, le due ragazze, così come gli agenti, non hanno riportato ferite.

La Polizia di Stato ricorda che «è fondamentale rispettare sempre i percorsi segnalati e seguire i sentieri battuti, senza mai inoltrarsi verso percorsi di montagna sconosciuti, col rischio che quella che può all’inizio sembrare semplicemente una bella avventura può trasformarsi in un vero e proprio incubo.
La raccomandazione è quella inoltre di evitare le ore più calde ed assolate della giornata e di avere sempre una abbondante scorta di acqua al seguito e un gps per rendere sempre possibile la localizzazione e comunicarla proprio nei casi di emergenza».

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