Undici anni senza Franco Mastrogiovanni, il maestro elementare morto durante il Tso

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di Marianna Vallone – E’ l’undicesimo anniversario della morte di Franco Mastrogiovanni, il maestro elementare di Castelnuovo Cilento morto a 58 anni il 4 agosto 2009 dopo 83 ore di contenzione ininterrotta, digiuno e solo, legato mani e piedi a un letto del reparto di psichiatria dell’ospedale di Vallo della Lucania, dove era stato forzatamente ricoverato per un trattamento sanitario obbligatorio. Undici anni non sono bastati per dare risposte. «Undici anni fa ho conosciuto l’inferno ed è da quel giorno che convivo con un dolore e una rabbia che nessuno potrà mai cancellare. Il tempo non ha guarito, anzi ha trasformato la sofferenza di questi anni in altro dolore, ancora più grande», scrive Grazia Serra, nipote di Mastrogiovanni che si è fatta portavoce di una battaglia, la stessa di Ilaria Cucchi, della famiglia Aldrovandi, di Lucia Uva. 

Due anni fa, nel 2018, la Corte di Cassazione mette la parola fine alla vicenda giudiziaria, che dopo 24 ore di camera di consiglio, ha confermato le condanne ai sei medici e agli undici infermieri per il sequestro di persona, con i medici condannati anche per falso ideologico. Annullata invece la sentenza d’appello per il reato di morte come conseguenza di altro delitto, caduto in prescrizione. Le pene: dai 15 ai 7 mesi. Maestro nella scuola elementare di Pollica, anarchico, uomo di cultura, amatissimo dai suoi alunni che lo descrivevano come il «maestro più alto del mondo». Dopo la sua morte i Radicali hanno proposto una “Legge Mastrogiovanni” che bilanciasse esigenze di cura e tutela dei diritti.

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