Va giù l’ecomostro di Sassano, Pellegrino: «Eliminato un ‘pugno nel cuore’ della nostra comunità»

Detto, fatto. Lo aveva promesso due anni fa a Vittorio Brumotti di Striscia la Notizia. L’ecomostro di Sassano, pugno nel cuore per la città delle orchidee, sarà abbattutto il prima possibile. «Il ridimensionamento della nuova casa comunale di Sassano non era solo un impegno assunto con Striscia la notizia, ma era soprattutto uno dei punti più importanti del nostro programma elettorale. Nonostante una burocrazia mastodontica, nonostante un ostruzionismo continuo e costante, nonostante le azioni legali, nonostante i numerosi ‘gufi’ e ‘diffamatori di professione’ ci siamo riusciti. Abbiamo, quindi, eliminato un ‘pugno nel cuore’ della nostra Comunità, restituendo ai cittadini uno dei punti panoramici più belli e avviando la realizzazione di una casa comunale più consona alle esigenze del nostro Paese». A dirlo è il sindaco di Tommaso Pellegrino, all’indomani dell’inizio del ridimensionamento di quello che doveva essere il municipio del centro valdianese, le cui fondamenta sono state gettate all’incirca 12 anni fa.

Lo scheletro di Sassano, primo punto del programma elettorale della squadra che attualmente governa, darà spazio a un tetto giardino, da cui sarà possibile godere il panorama. «Certamente a qualcuno avrebbe fatto piacere che il sindaco di Sassano al termine del suo mandato fosse costretto ad andare a Milano ‘in mutande’ così come richiesto da Brumotti di Striscia la notizia – incalza Pellegrino – purtroppo non sarà accontentato e ancora una volta abbiamo fatto valere la politica del fare e della concretezza. Per una giusta informazione nei confronti di una strumentale, faziosa e diffamante notizia fatta veicolare dai ‘soliti diffamatori’ e purtroppo devo dire con profondo dispiacere ripresa superficialmente anche da qualche giornalista del territorio, non c’é stata nessuna sentenza del Tar che blocca la realizzazione del secondo lotto della casa comunale o che condanna ad azioni risarcitorie il Comune di Sassano, anche perché la parte lesa siamo noi anche e soprattutto per i ritardi, o meglio per il blocco dell’avvio dei lavori. Inoltre, é opportuno precisare che, ovviamente, siamo in possesso di tutte le autorizzazioni necessarie e che l’attuale ditta sta regolarmente continuando i lavori». 

«Non é pubblico interesse far sí che determinati lavori appaltati debbano essere realizzati? – conclude il sindaco – Non é pubblico interesse preservare la regolaritá di una gara d’appalto? Arriva un momento in cui chi ha la responsabilità di guidare una Comunità deve metterci la faccia e andare avanti; troppe sono in Italia le opere bloccate e incompiute per una assurda burocrazia contro le quali siamo costretti a confrontarci quotidianamente. Ritengo, quindi, che non solo abbiamo agito nel pieno e assoluto rispetto del pubblico interesse, ma abbiamo fatto in modo che ci fosse il pieno e assoluto rispetto del principio di Legalitá».

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