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Vallo Comune unico, Cammarano: «Discutere la proposta in consiglio regionale»

di Redazione

«Il Comune Unico del Vallo di Diano potrebbe presto diventare una realtà. A 22 anni da quando fu proposto per la prima volta e dopo una serie di iniziative istituzionali che abbiamo portato avanti negli ultimi anni, sia sul territorio che in Consiglio regionale, da oggi il tema è al centro dei lavori del Consiglio regionale». Lo annuncia il presidente della Commissione Aree Interne e consigliere regionale M5S Michele Cammarano, a margine dell’incontro sul tema “Istituzione del Comune Vallo di Diano” al Centro Sportivo Meridionale dove insieme con i colleghi consiglieri regionali Tommaso Pellegrino e Attilio Pierro e Andrea Volpe hanno discusso della proposta di legge sull’istituzione del Comune unico del Vallo di Diano.

«Il Movimento 5 Stelle è a favore della fusione di comuni – continua Cammarano – ma solo nella misura in cui la popolazione possa esprimersi direttamente con specifico referendum e solo quando non ci sia una prevaricazione di un gruppo di comuni su un altro. Molto più di un’idea, che produrrebbe sviluppo e nuove opportunità per le comunità dei 15 comuni (Atena Lucana, Buonabitacolo, Casalbuono, Montesano sulla Marcellana, Monte San Giacomo, Padula, Pertosa, Polla, Sala Consilina, Sant’Arsenio, San Pietro al Tanagro, San Rufo, Sanza, Sassano e Teggiano) che si fonderebbero nella nuova metropoli. Un’iniziativa, scaturita dalle battaglie portate avanti da Carmelo Bufano, presidente del comitato “Progetto Comune Unico Vallo di Diano».

«E’ un’iniziativa di fondamentale importanza per il territorio del Vallo di Diano. Lo Stato, infatti, finanzia le unioni di più Comuni. Lugano, intraprendendo questa strada, è diventata una capitale europea. Un’opportunità da non sprecare assolutamente. Il compito di noi consiglieri regionali è quello di mettere in condizione i cittadini di potersi esprimere liberamente con un referendum. Non conta quello che ognuno, singolarmente, possa pensare sull’idea, ma è nostro dovere affidare ai cittadini la scelta per il proprio futuro. La rappresentanza deve tornare ai cittadini», conclude Cammarano.

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