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Vallo di Diano, balle fieno vicine a terreni ‘inquinati’. Resta: «Le acquistiamo»

di Redazione

«Ancora una volta siamo noi a pagare ma non siamo dispostə a farlo con la nostra salute! Dopo gli appelli di indagine, le richieste di rimozione e le denunce di RESTA, le balle di fieno sono ancora nei terreni immediatamente prossimi agli sversamenti portati alla luce operazione Shamar». E’ quanto rendono noto i membri del comitato RESTA (Rete Ecologia Salute Territorio Antimafia) del Vallo di Diano.

«Se, come da risposta del Comune di Atena Lucana, “la Legge non ammette scorciatoie” e la rimozione delle balle è prematura, noi non ammettiamo che la risposta delle istituzioni e la lotta all’avvelenamento delle nostre terre e dei nostri corpi segua dei tempi che siano altro che emergenziali. Tant’è che le motivazioni sostenute dal comune non sono state avvalorate da nessuna documentazione» si legge ancora nella nota.

Poi continuano: «Non avendo visto, negli scorsi giorni, provvedimenti formali da parte del Comune di Atena abbiamo acquistato, come Resta, buona parte del fieno prodotto (tutt’altro che in ottemperanza alle normative anti-incendio) affinché non venisse inserito nella catena alimentare. Ancora una volta siamo noi a pagare, ma non decidiamo di farlo con la nostra salute! Non permetteremo l’immissione di veleni nella nostra catena alimentare, a tutela di tutte lə lavoratorə agricolə che non hanno visto alcun indennizzo, e con la richiesta che il Comune si occupi finalmente dello smaltimento delle balle di fieno. Perché crediamo che la risposta a questo sistema predatorio e distruttivo parta dal riappropriarci collettivamente della nostra terra e interessarci finalmente alla prospettiva che vogliamo per il nostro territorio».

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