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Velia, Codacons Cilento replica al sindaco: «Verità nascosta da 17 anni»

di Redazione

Arriva la replica di Bartolomeo Lanzara, presidente del Codacons Cilento, al sindaco di Ascea Pietro D’Angiolillo, in merito alle dichiarazioni date alle stampa dal primo cittadino dopo la notizia, apparsa sui giornali, in cui il Codacons rendeva noto che la mancata applicazione della legge su Velia era arrivata sul tavolo della Procura.

«Si apprendono, dai mass media, affermazioni, poco lusinghiere, contro il Codacons Cilento e la mia persona, espresse dal sindaco di Ascea Pietro D’Angiolillo, in merito alla legge n. 5 del 2005, cosiddetta legge Velia. Devo costatare con rammarico e delusione che le affermazioni offensive rilasciate dal sindaco sono penose, ridicole e prive di fondamento», dice Lanzara. 

«Al solerte e attento sindaco faccio notare che scagliarsi contro il Codacons non lo esime dal fornire tutti i chiarimenti che gli sono stati richiesti, da mesi, non dal Codacons, ma dall’ufficio della Direzione Generale del Governo del Territorio della Regione Campania, dal gruppo di minoranza del comune Ascea, dal comune di Casal Velino e, da ultimo, dal Difensore Civico Regionale, l’avv. Giuseppe Fortunato, cui deve chiarire tutta la questione della mancata attuazione della c.d. legge Velia o Daniele. Evidentemente gli atti inviati alla regione da parte del comune di Ascea, come afferma il sindaco, nel 2016, non sono mai arrivati. Bastava chiarire con la regione la questione. L’ ignorare o sottovalutare tali legittime richieste ha determinato, da parte del Difensore Civico, l’invio degli atti, per conoscenza, alla Procura della Repubblica di Vallo della Lucania».

Aggiunge Lanzara: «Questi sono fatti documentati non sterile demagogia politica utilizzata per screditare, intimidire o minimizzare l’operato del Codacons Cilento che ha sempre perseguito con ogni mezzo legittimo la tutela degli interessi dei cittadini. Inoltre, il Codacons da sempre tutela il diritto alla trasparenza, alla corretta gestione e al buon andamento delle pubbliche amministrazioni impegnandosi nel contrasto agli abusi e alla corruzione. In merito alla ricerca di “protagonismo”, non credo di averlo superato e se l’ho fatto gli chiedo scusa. Non è colpa mia se le mie azioni a difesa dei cittadini sono sostenute da giornalisti professionisti liberi che non si aspettano, da parte mia, contributi economici ma condividono la stessa passione civile e amore per questo territorio». 

«L’unica colpa del Codacons Cilento è stata quella di far luce sull’annosa questione di mala gestio, che dura da 17 anni e ha penalizzato il territorio e i cittadini . Pertanto, al fine di chiarire all’opinione pubblica la “verità nascosta da 17 anni“ sulla legge Velia ho invitato, attraverso il suo addetto stampa, il sindaco ad un pubblico incontro aperto anche a tutti i soggetti cointeressati all’applicazione della legge regionale.  In questo modo sarà chiaro a tutti chi dice le “sciocchezze” o nasconde la “verità”. Essendo il sindaco D’Angiolillo aperto al confronto non credo si sottrarrà ad un pubblico incontro».

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