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Gambino: sono orgoglioso del mio passato, farò da tramite tra Cirielli e Caldoro

di Redazione

"Sono orgoglioso delle cose che ho fatto come amministratore e di aver sempre fatto politica in mezzo alla gente. Voglio essere eletto per fare da train d’union tra Cirielli e Caldoro". Con queste parole Alberico Gambino si è presentato all’incontro elettorale del Pdl tenutosi ieri a Marina di Camerota. L’ex sindaco di Pagani, fresco di condanna in appello a 17 mesi e 10 giorni per peculato, munito di un ampio e continuativo sorriso a 38 denti, si è presentato alla platea del cinema Bolivar come un possibile prosecutore, alla Regione, "della politica del fare" e del "gioco di squadra" che dice essere la vera cifra delll’amministrazione provinciale targata Cirielli.

Gambino, dopo aver tessuto a lungo le lodi del presidente della Provincia e poi, un po’ meno a lungo, del candidato alla presidenza della Regione Stefano Caldoro, ha sottolineato a più riprese gli aspetti della "immagine fittizia della buona amministrazione di De Luca a Salerno".

"De Luca è un bravo venditore di fumo, ha indebitato il Comune di Salerno con spese enormi per le luminarie, per fare piazzette o qualche fontana. Poi, quando si è trattato di concretizzare i grandi progetti e le occasioni di sviluppo, ha sempre fallito: lo sviluppo del porto, la cittadella giudiziaria mai compiuta, lo sperpero di denaro nella vicenda del termovalorizzatore, il settore del turismo non incentivato".

Nell’ambito dell’incontro di ieri, rispetto alla tanto evocata ma poco conosciuta vicenda giudiziaria per la quale Gambino pareva essere destinato all’esclusione dalla lista dei candidati per il Pdl, ci sono stati solo degli accenni. Il delegato al turismo della Provincia – dimessosi lo scorso luglio dall’assessorato in conseguenza della condanna in primo grado e sospeso dalla carica di sindaco di Pagani dall’allora prefetto di Salerno Claudio Meoli- ha parlato di "vicenda ridicola" e ha detto che proprio perchè pensava che la cosa potesse essere chiarita facilmente e in breve tempo aveva chiesto di accelerare i tempi della decisione giudiziaria con il rito direttissimo.

Ma cos’è successo e quali sono le risultanze processuali?

Secondo il Gup del tribunale di Nocera Inferiore, Gabriella Passaro, le prove emerse attestavano che Gambino aveva usato in maniera impropria la carta di credito del comune, per delle spese "non istituzionali" e senza seguire la procedura prevista dalle normative. Secondo quanto evidenziato nelle motivazioni della sentenza di primo grado, l’ex sindaco Gambino ha speso nel periodo compreso tra il 30 dicembre 2002 al 25 luglio 2005 oltre ventunomila euro per viaggi, pernottamenti, pranzi e cene in ristoranti e osterie (anche della zona dell’agro). Tra le altre vicende particolari, il Gup descriveva come caso emblematico quello della presentazione di un calendario per i vigili urbani: il sindaco ha pagato – con la carta di credito del comune – un pranzo per 44 persone. A riguardo il GUP si chiede quale mai potrebbe essere stato il "fine istituzionale che giustifica la spesa". Come dire che in pratica dopo la presentazione del calendario ognuno poteva far ritorno alla propria abitazione per il pranzo; altra cosa sarebbe stato invece un buffet sul luogo della presentazione del "maledetto" calendario. Il GUP, poi, fa una elencazione dettagliata di tutte le occasioni in cui la carta è stata utilizzata impropriamente; e pare sia un elenco molto vario. L’altra cosa sulla quale il GUP ha incentrato la sua attenzione è quella che si riferisce, secondo quanto sancito nella sentenza, alla quasi totale assenza di tutte le doverose procedure amministrative che servono a giustificare in anticipo le spese istituzionali. La legge in questo non fa sconti a nessuno. In pratica se un sindaco deve, per motivi istituzionali, far uso della carta di credito comunale ha l’obbligo di depositare presso i competenti uffici una richiesta in tal senso (una sorta di mini-progetto) con riserva di esibire, poi, tutte le pezze giustificative della spesa, ivi compreso un elenco dettagliato delle persone intervenute con l’indicazione della loro necessità istituzionale. L’assunto del GUP pare questo: se da un lato viene data ad un sindaco la possibilità di far uso della carta di credito, dall’altro impone allo stesso un minimo di prassi amministrativa a garanzia anche dello stesso sindaco. Tutto questo -dice il GUP- non è risultato essere stato fatto nella quasi totalità degli episodi ovvero è stato fatto soltanto in sede di giudizio. Vale a dire che la "prassi amministrativa" non è stata messa in atto anticipatamente ma soltanto ad inchiesta e giudizio in corso. Il pur solido collegio difensivo di Gambino, composto dagli avvocati Franco Fragolino e Sergio Perongini, non è riuscito a convincere il GUP dell’innocenza del proprio assistito. Molti dicono che Gambino abbia commesso un errore a richiedere il rito abbreviato in quanto la sentenza è divenuta subito passata in giudicato; ma altri sottolineano che proprio grazie al rito abbreviato la pena comunque è stata ridotta ed un’accusa è completamente caduta. Gambino è stato difatti prosciolto dall’accusa di concussione che il Pm Lenza gli aveva contestato per presunti lavori effettuati per fini personali dalla società Multiservice, società partecipata dal Comune.

Poi in appello la condanna per peculato a un anno e sei mesi è stata sostanzialmente confermata – ridotta di 20 giorni- così come l’impianto accusatorio. L’ex sindaco si è sempre detto innocente, affermando ad esempio a fine luglio, in consiglio comunale, che le spese in questione erano giustificate dalla carica pubblica che rivestiva e che aveva solo "sbagliato la procedura di utilizzo della carta di credito. Ma le spese sostenute erano tutte di natura istituzionale".

In relazione a tali vicende, Massimiliano Coppola, consigliere comunale di Camerota, ieri moderatore dell’incontro al cinema Bolivar, ha detto: "I moralisti di maniera, che pensano che l’etica politica vada valutata dalla magistratura, pensano di gettare schizzi di fango su Alberico Gambino. Ma questi schizzi non arrivano a destinazione. Il fatto che il presidente Cirielli ha voluto a tutti i costi la tua candidatura è un segno di garanzia".

Sorriso infinito di Alberico Gambino, condannato lo scorso 26 febbraio in appello per peculato – reato definito "contro la pubblica amministrazione"- , candidato al consiglio regionale della Campania per il Pdl. E giù applausi.

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