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Viaggio nella topografia: a Salerno la mostra con gli strumenti storici di Pasquale Aprile

di Marianna Vallone

Un viaggio nella topografia e nella sua evoluzione nei secoli. Raccolto in una mostra che sorprende: trecento anni di storia e di mestiere tra gli strumenti topografici per il rilievo, il calcolo, e la rappresentazione grafica. Fanno tutti parte della collezione privata del geometra Pasquale Aprile e sono il frutto di un paziente lavoro di raccolta iniziato diversi lustri fa. Oltre 250 strumenti topografici, in uso dalla fine del Settecento al Novecento, ed 80 libri in mostra a Salerno nell’ambito dell’iniziativa “Io sono Geometra. Incontri con la Professione”, organizzata dal Collegio dei Geometri di Salerno, che si è tenuta alla Stazione Marittima.

Il geometra di Castelnuovo Cilento ha raccolto fin da giovanissimo gli strumenti di misurazione, che ha mostrato agli studenti che vogliono intraprendere la professione di Geometra “La storia della topografia: dal passato al futuro”, attraverso i beni più preziosi per chi fa questo mestiere. Nella collezione trovano spazio strumenti antichi, in qualche caso anche molto rari, che il geometra Aprile custodisce gelosamente nella sua collezione privata: teodoliti, tacheometri e livelle, che non erano semplicemente strumenti di misurazione ad alta precisione, ma anche oggetti realizzati ad arte. «E’ una passione nata con il mio lavoro. – racconta Aprile, geometra da 45 anni – Negli anni ho voluto capirne sempre di più e volevo scoprire quali erano gli strumenti usati dai miei predecessori. Un mio amico mi regalò poi il teodolite del nonno del 1880 insieme ad una compassiera di precisione oltre ad altra attrezzatura. La collezione è iniziata così. Ma la mia passione vera e propria è iniziata tra i banchi di scuola, sui libri. Ho avuto la fortuna di avere un ottimo professore di topografia, uno dei migliori in assoluto, che è venuto a trovarmi a sorpresa anche alla mostra. (E’ l’ingegnere Gennaro Funiciello di Agnone, ndr)».

La Mostra
E’ una collezione che comprende strumenti per il rilievo, per il calcolo, per la rappresentazione grafica e la bibliografia, che è il fiore all’occhiello. «L’idea della mostra è arrivata qualche anno fa. – racconta Aprile – All’inizio non volevo, poi mi sono reso conto dell’importanza di far conoscere questi strumenti e dal 2019 è iniziato tutto, dopo alcune mie pubblicazioni». Tra gli strumenti collezionati dal geometra il più antico è datato 1750, ma non è il più prezioso. «Perché ogni strumento ha la sua storia, ha una sua vita e delle caratteristiche».

«Sia per le vicende belliche che hanno sconvolto il vecchio continente negli anni quaranta del ventesimo secolo, sia per la scomparsa di tradizionali case produttrici (soprattutto in Italia) molti ed importanti strumenti di tale tipo sono andati persi. – ha aggiunto Aprile – Ecco allora che è parso giusto raccoglierne una significativa frazione, a testimonianza di quanto l’uomo ha saputo fare in un determinato momento della sua storia, e quindi portarli in mostra e non limitarsi al semplice desiderio di possesso, facendo si che diventi un momento formativo per coloro che non hanno avuto la fortuna di usarli».

In Mostra ci sono strumenti realizzati da illustri artigiani del XIX secolo, come Troughton & Simms di Londra (creatori di strumenti per gli osservatori di Greenwich e Melbourne) e il celebre artigiano britannico Thomas Jones, oltre che dalle prime aziende europee dell’epoca (la Salmoiraghi già La Filotecnica di Milano del prof. Porro e dell’ing. Angelo Salmoiraghi, l’Opificio Meccanico Spano di Napoli Kern, Wild, Zeiss Jena, Officine Galileo, Bima) e dalle società americane (la Young & Sons di Filadelfia e la Keuffel & Esser di New York), inoltre sia le europee che le americane erano fornitori ufficiali della US Coastal Survey, istituita nel 1807, per realizzare la mappatura geodetica della linea costiera degli Stati Uniti.

La collezione presenta un raro regolo per cemento armato prodotto dalla ditta Ferrero su prevetto Washington Sabatini e il regolo calcolatore Pickett interamente in alluminio, usato dalla NASA e che Aldrin aveva in dotazione per effettuare i calcoli per un allunaggio nel lontano 1969 oltre che libri di topografia dal 1700 al 1970 (Porro Boaga, Righini, Erede, Vetere Siniscalchi, Curion, Pasini) anche in francese, Inglese tedesco, greco, spagnolo.

La storia
Nel XVIII e XIX secolo i geometri erano professionisti fondamentali per mappare le città, scavare canali, costruire strade e posare binari ferroviari in un mondo che si stava rapidamente industrializzando. I loro beni più preziosi erano gli strumenti di misurazione di cui disponevano, come teodoliti, tacheometri e livelle, che non erano semplicemente strumenti di misurazione ad alta precisione, ma anche oggetti realizzati ad arte: acciaio, bronzo o rame scintillanti, a volte accompagnati dall’intensa tonalità bruna di custodie o treppiedi in legno. Il XVIII e il XIX secolo furono, infatti, l’età d’oro della topografia, un’era in cui aree del mondo fino ad allora prive di mappatura (le Americhe e le lontane colonie europee) aprirono nuove frontiere al commercio, allo scambio e all’insediamento.

Per sfruttarne le risorse era essenziale conoscere la configurazione del territorio, per cui la misurazione geodetica e la mappatura topografica acquisirono un’importanza fondamentale. Fino alla Rivoluzione Industriale, nella seconda metà del XIX secolo, questi strumenti erano realizzati da artigiani che, di frequente, erano anche inventori autodidatti. La livella a cannocchiale era utilizzata per determinare l’elevazione ed era costituita da una livella montata in parallelo a un cannocchiale amovibile su un sostegno a Y. I teodoliti erano impiegati per misurare con grande precisione gli angoli sia orizzontali sia verticali ed erano costituiti da un cannocchiale fissato a un cerchio verticale graduato, due piastre circolari orizzontali e due livelle. Il tacheometro era una specie di teodolite che consentiva di misurare anche le distanze. Questi strumenti sono utilizzati ancora oggi, nella loro versione moderna, con sensori
laser e svariati componenti elettronici.


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A Cura di

Marianna Vallone

Giornalista per professione e comunicatrice per passione, sono alla continua ricerca di storie da raccontare e tramonti da immortalare. Nata sulla costa di Maratea ma morigeratese da sette generazioni. Vivo nel cuore verde del Cilento e sono felice. Faccio domande anche quando conosco le risposte, perché continuo a pensare che l’essere umano sia il viaggio più bello da fare.
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