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Vibonati ricorda i carabinieri caduti a Nassirya | FOTO

di Marianna Vallone

Vibonati non dimentica quel 12 novembre del 2003. Erano le 8.40, ora italiana, quando la brutalità della guerra portò via per sempre 12 carabinieri, 5 militari dell’Esercito, un cooperatore internazionale e un regista, tutti vittime di un attentato che uccise anche 9 iracheni e provocò 58 feriti. Era la strage di Nassirya in Iraq, una città fino ad allora sconosciuta, che da 16 anni l’Italia ricorda con dolore.

Anche nel sedicesimo anniversario della strage, la Pro Loco Villammare-Vibonati ha organizzato un momento di commemorazione dei diciannove caduti militari e civili italiani, vittime di quell’orrendo attacco terroristico che colpì la missione “Antica Babilonia”.

A Vibonati, ieri, è stata celebrata una messa dal parroco, don Martino Romano, nel monastero di San Francesco di Paola. Alla funzione hanno partecipato le autorità civili e militari, i rappresentanti dei reduci, gli studenti e le varie associazioni del territorio.

«La violenza va condannata in tutte le sue forme, proprio di qualche giorno fa è l’attentato in Iraq che ha causato il ferimento grave di militari italiani che sono lì per aiutare a ricostruire ponti, strade, infrastrutture. – ha commentato l’assessore di Vibonati, Luisito Giudice – Le missioni di pace non possono trasformarsi in azioni di guerra, non devono… le popolazioni più deboli vanno aiutate e purtroppo i terroristi sfruttano l’ignoranza per arruolare bambini e per renderli criminali. Ed é importante – ha concluso – che anche i nostri bambini capiscano il senso di ció che è successo e ripudino ogni forma di violenza per essere cittadini migliori».

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A Cura di

Marianna Vallone

Giornalista per professione e comunicatrice per passione, sono alla continua ricerca di storie da raccontare e tramonti da immortalare. Nata sulla costa di Maratea ma morigeratese da sette generazioni. Vivo nel cuore verde del Cilento e sono felice. Faccio domande anche quando conosco le risposte, perché continuo a pensare che l’essere umano sia il viaggio più bello da fare.
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