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Agropoli: richiesta l’espulsione dal Pd per il consigliere Antonio Domini

di Redazione

La coordinatrice cittadina della sezione del Partito Democratico di Agropoli, Cesarina Ricciardelli, ha formalizzato proprio in queste ore la richiesta di espulsione dal partito del consigliere di minoranza Antonio Domini. La richiesta è avvenuta in seguito all’esposto presentato da Domini alla Procura della Repubblica di Vallo della Lucania, in merito a delle presunte irregolarità nella costituzione della società «Agropoli STU».

In seguito all’esposto fatto dall’ex sindaco del Pd e oggi consigliere di minoranza, risultano indagati 23 tra consiglieri, assessori, dirigenti comunali, un dirigente della Agropoli STU e il sindaco Franco Alfieri. Secondo Domini vi sarebbero una serie di irregolarità nelle procedure che hanno portato alla realizzazione della società «Agropoli STU», società di trasformazione urbana e socio unico del Comune di Agropoli, per conto del quale quest’ ultima ha acquistato il Castello medievale di Agropoli lo scorso anno.

«L’esposto in Procura – secondo la coordinatrice Ricciardelli – si addice perfettamente a chi, nella sua ormai debolezza politica, non ha altre armi per esercitare il suo pur legittimo ruolo di oppositore. Ancora più grave è che Antonio Domini, iscritto al Partito Democratico, stessa forza di maggioranza e di appartenenza del sindaco Franco Alfieri, stia portando avanti un’ azione di delegittimazione dell’operato politico e amministrativo del governo cittadino. Riteniamo a questo punto, ed abbiamo già interessato il segretario regionale Enzo Amendola, che sia opportuno prendere provvedimenti decisivi quali l’espulsione dal Partito Democratico di Antonio Domini». «Siamo convinti della totale legittimità degli atti prodotti a tale riguardo – ha concluso la coordinatrice cittadina del PD – Siamo sicuri che la vicenda sarà archiviata e che l’ amministrazione comunale continuerà a profondere, così come sta facendo da due anni e mezzo, l’impegno massimo per lo sviluppo e la crescita del territorio e della comunità».

Intanto il Popolo delle Libertà, tramite una nota, sottolinea che i consiglieri comunali del partito di Berlusconi avevano in consiglio comunale già sottolineato le irregolarità nella costituzione della STU, ma al tempo stesso il direttivo del partito mette in evidenza la necessità di non fare atti di sciaccallaggio sulla vicenda.

FONTE: corriere del mezzogiorno

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