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Villammare, Valeria Parrella presenta il suo libro ‘La Fortuna’

di Redazione

Ospite degli “Incontri Letterari Petrusiani” è la scrittrice Valeria Parrella che presenterà il suo romanzo “La Fortuna”. Sarà la piazzetta “Scoglio a Mare”, a Villammare, frazione di Vibonati, la suggestiva cornice nella quale l’autrice, questa sera, 31 agosto, alle ore 21:30, racconterà il suo ultimo libro, edito da Feltrinelli, accompagnata da Lucia Maldonato, avvocato e assegnista di ricerca in diritto penale presso L’Università Cattolica di Milano.

La storia è ambientata nel 79 d.C. tra Capo Miseno e Pompei. La scrittrice napoletana racconta la storia di Lucio, che nasce nell’epoca Imperiale, a Pompei. È la storia di come la fortuna – con l’accezione latina di sorte – sia «una nave di cui tenere la barra del comando, dopodiché a volte nel maremoto l’unica cosa che si può fare è seguire la corrente» come spiega Valeria Parrella a Fanpage.it

Il libro Il prodigio viene dalla terra, e scuote aria e acqua. Dal cielo piovono pietre incandescenti e cenere, il mare è denso e la costa sembra viva, ogni mappa disegnata è stravolta, i punti di riferimento smarriti. Lucio ha solo diciassette anni e ha seguito l’ammiraglia di Plinio il Vecchio nel giorno dell’eruzione del Vesuvio, ma non può sospettare che il monte che conosce da sempre sia un vulcano. Per quel prodigio mancano le parole, non esiste memoria né storia a rassicurare. Nascosta dalla coltre rovente c’è Pompei, la città che ha visto nascere Lucio e i suoi sogni, dove ancora vivono sua madre, la balia, gli amici d’infanzia, dove ha imparato tutto ciò che gli serve, adesso, per far parte della flotta imperiale a dispetto del suo occhio cieco – anzi, proprio grazie a quello, che gli permette di vedere più degli altri, perché “un limite è un limite solo se uno lo sente come un limite, sennò non è niente”. E mentre Lucio tiene in mano, per quanto la Fortuna può concedere, il filo del suo destino, ecco che Pompei torna a lui presente e più che mai viva, nel momento in cui sembra persa per sempre, attraverso i giochi con le tessere dei mosaici, i pomeriggi trascorsi nei giardini o nelle palestre, le terme, il mercato, i tuffi in mare e le gite in campagna, le scorribande alla foce del fiume. La sua intera giovinezza gli corre incontro irrimediabilmente perduta, eppure – noi lo sappiamo – in qualche modo destinata a sopravvivere. Insieme a Lucio, una folla di personaggi, mercanti, banchieri, matrone, imperatori, schiavi, prostitute e divinità, si muove tra le pagine di un romanzo sorprendentemente attuale, in cui niente è già visto: piuttosto ciò che conoscevamo del mondo classico ci appare in un aspetto nuovo, moderno e intimo. Perché il desiderio è nascosto, si innalza dalla terra, è il cuore stesso della terra, e noi siamo terreni.

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