Nel tranquillo Cilento due femminicidi simili in poche ore e a pochi chilometri di distanza

Ma il Cilento, il Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano, è ancora una terra tranquilla fatta di gente ospitale, mare cristallino e coltivazioni genuine? La flemma del popolo a sud di Salerno, la vita di tutti i giorni, è stata bruscamente incisa da due episodi molto simili. La vita di due donne è stata spezzate dalle mani di due uomini (si presume nel secondo caso). Quelle persone che amavano o che hanno amato. Delitti imperfetti, risolti in breve tempo dagli inquirenti. Storie di gelosia, di diverbi familiari. Una tranquillità mai trovata. E poi coltellate dritte al petto. Donne giovani riverse a terra. Attorno solo sangue. Il silenzio e poi l’arrivo delle gazzelle dei carabinieri. 

Postiglione Diverse coltellate per uccidere l’ex moglie e una scritta sul proprio profilo Facebook, per gli investigatori ancora non del tutto chiara, che annuncia la morte della donna: «Sei morta troia». E’ il delitto che si è consumato in serata a Postiglione, in località ‘Zonzo’, nell’abitazione di Maria D’Antonio, 34 anni, uccisa dall’ex marito, Cosimo Pagnani, 32 anni, con alcune coltellate, in diverse parti del corpo, durante una lite scoppiata per motivi che – stando agli elementi raccolti finora dai carabinieri – dovrebbero riguardare la sfera strettamente familiare e l’affidamento della piccola figlia di soli 8 anni. Nella lite l’uomo ha riportato una ferita a un ginocchio ed è ora piantonato dai carabinieri all’ospedale ‘Santa Maria delle Grazie’ di Eboli dove è ricoverato. Nello stesso nosocomio c’è la salma della ex compagna, rinchiusa nell’obitorio a disposizione degli inquirenti. I carabinieri sono cauti sull’ipotesi che sia stato l’uomo a pubblicare l’annuncio prima di compiere il delitto, ma sono certi che il profilo sul quale è apparsa la scritta è proprio quello di Cosimo Pagnani, originario di Sicignano degli Alburni frazione di Scorzo. La pagina dell’uomo, poi, nel pomeriggio di lunedì è stata eliminata. 

Dopo il delitto Pagnani si è barricato in casa e, per entrare, i carabinieri hanno dovuto sfondare la porta. I militari sono stati chiamati dal padre e dal fratello della vittima insospettiti dalle urla provenienti dalla casa della donna. Nella stessa abitazione i carabinieri, al comando del capitano Alessandro Cisternino, hanno trovato il coltello usato per il delitto, un coltello per lavori agricoli forse usato dal 32enne quando andava a caccia di cinghiali in compagnia degli amici. La donna è stato colpita diverse volte, forse sette. Sul posto, oltre ai carabinieri della compagnia di Eboli, agli ordini del capitano Alessandro Cisternino, anche quelli della sezione investigativa scientifica del comando provinciale di Salerno. La storia della coppia, che aveva una bambina di quasi otto anni, era travagliata. Lui, a giugno, aveva sottratto la bambina alla madre e l’aveva portata con sé in Germania per una decina di giorni. Solo la denuncia della donna lo aveva fatto rientrare in Italia per riportare la figlia alla madre che ne aveva la custodia legale. Dalla pagina Facebook dell’uomo si ricostruisce il profilo di un padre dedito a questa figlia, spinto dal desiderio di prospettare per la «sua principessa» il futuro più bello. Ma si intravede anche una storia di dolore e rabbia. Gli amici, su Facebook, lo incoraggiavano a non mollare, a guardare avanti, ad avere fiducia. L’11 agosto aveva scritto: «Arriverà il momento in cui ti sentirai felice, felice da morire, felice da vivere. E tutto il dolore, e le lacrime, e le tristezze, sembreranno lontane anni luce. Arriverà, la felicità, eccome se arriverà». 

La donna, invece, covava rabbia nei confronti di quell’uomo che aveva amato a tal punto da volere un figlio. Proprio quel figlio al centro delle liti di tutti i giorni e dei post su Facebook che Maria, Mary per gli amici, rivolgeva direttamente a Cosimo. Era il 28 ottobre di quest’anno quando Maria D’Antonio scriveva: «Cosimo hai veramente cacato il cazzo, se tu devi venire a prenderti Martina e portartela a Scorzo solo per fare piacere ai tuoi come hai appena confermato al cellulare, invece che portarti Martina a un parco giochi, allora significa che di tua figlia non ti frega un cazzo e se devi vederla la vedi a casa mia». E poi ecco che arriva il riferimento al viaggio a Monaco: «Cosimo te lo scrivo qui così forse capisci meglio – si legge sul profilo di Maria D’Antonio – io non ti impedisco di vedere Martina, ma a casa mia. Mi spieghi il perchè non vuoi venire a vederla a casa mia? Eppure io sono dovuta venire a casa dei tuoi zii sei mesi a vederla e solo due volte l’hai lasciata a casa mia. In sei mesi in Germania non l’ho vista proprio, quindi o avete qualcosa da dire e non volete essere ascoltati o ne fate una questione di orgoglio, sta di fatto che per ora le condizioni le detto io in attesa del giudice, se ti sta bene è così, altrimenti solo ed esclusivamente per telefono». L’uomo è ora accusato di omicidio volontario. La piccola è stata affidata ai nonni. Sul caso continuano ad indagare i carabinieri di Eboli e Salerno e la procura del tribunale di Salerno. Al momento Pagnani non ha voluto dare spiegazioni agli inquirenti circa l’omicidio commesso domenica intorno alle 19.

Sapri Stesso caso. Stessa morte. Dopo poche ore dal delitto di Postiglione i carabinieri della compagnia di Sapri trovano il cadavere di Pierangela Gareffa in località ‘Fortino’ tra Vibonati e Sapri nel golfo di Policastro. La donna è morta per una emorragia interna, ma sul corpo della vittima ci sono delle ferite. Si tratta anche in questo caso di omicidio. Gli inquirenti hanno fermato il marito della 39enne originaria del Venezuela che lavorava nel Cilento come badante. E’ E.S.P., l’unico indiziato di questa vicenda. Il 48enne, marito della vittima, aveva dichiarato agli investigatori che la moglie si era procurato quelle ferite sbattendo vicino ad una ringhiera. Ma i carabinieri da subito non avevano creduto all’uomo. Sul corpo c’è una ferita che sin da subito ha fatto pensare che sarebbe stato da escludere l’incidente domestico. Secondo quanto riferito da persone vicine agli ambienti investigativi, il marito avrebbe bussato alla porta di un vicino per chiedere aiuto visto che la moglie – a detta sua – stava male. I militari si sono subito messi a lavoro per ricostruire la dinamica dei fatti. Secondo gli inquirenti, nel tardo pomeriggio di domenica, dopo un litigio per futili motivi, l’uomo avrebbe sferrato un fendente al torace della donna che, dopo alcune ore, intorno alla mezzanotte, è morta nella sua camera da letto. Solo in quel momento il marito ha chiamato i soccorsi, ma per la donna non c’era più nulla da fare. Sono in corso indagini sotto la direzione del procuratore capo della procura di Lagonegro, Vittorio Russo. L’ipotesi, anche in questo caso, è di omicidio volontario. 

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