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Caso Mastrogiovanni, parte civile e familiari annunciano ricorso in Appello

di Marianna Vallone

A un mese dalla deposizione delle motivazioni della sentenza sul caso di Franco Mastrogiovanni, ai familiari e alla parte civile non bastano le pene date agli imputati nel processo per la morte del maestro elementare di Castelnuovo Cilento avvenuta nell’ospedale di Vallo della Lucania dopo 83 ore di contenzione ininterrotta. Nella sentenza di primo grado sono stati condannati i sei medici coinvolti nella vicenda, mentre c’è stata l’assoluzione completa per i dodici infermieri. Per il giudice Elisabetta Garzo il loro ruolo «non costituisce reato». Ma per i legali dei familiari della vittima il ricorso in Appello è intrapreso.

Ne hanno discusso sabato 1 giugno al Dada Design di Salerno. Al dibattito erano presenti Michele Capano, legale di parte civile per il «Movimento per la giustizia», l’avvocato Valentina Restaino, legale di parte civile dell’associazione «Unasam», Vincenzo Serra e Giuseppe Tarallo del «Comitato verità e giustizia per Franco Mastrogiovanni».

IL VIDEO DELLA LETTURA DELLA SENTENZA

«È un grandissimo risultato, nonostante non sia una piena soddisfazione – ha commentato Restaino – Nonostante il presidente del tribunale di Vallo Della Lucania avesse deciso di derubricare l’accusa di omicidio, sostenendo che i medici avevano la facoltà di legare il paziente al letto. Gli infermieri, responsabili della sorveglianza dei pazienti, sono stati invece assolti». Assoluzione perché, si legge nella sentenza, «il fatto non costituisce reato».

Più diretto Giuseppe Tarallo, membro del Comitato e amico di Mastrogiovanni, che si è chiesto «come sia possibile che il direttore sanitario Pantaleo Palladino sia ancora al suo posto. E come è possibile che l’Asl si sia costituita parte civile, mettendosi di fatto contro i propri medici».

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A Cura di

Marianna Vallone

Giornalista per professione e comunicatrice per passione, sono alla continua ricerca di storie da raccontare e tramonti da immortalare. Nata sulla costa di Maratea ma morigeratese da sette generazioni. Vivo nel cuore verde del Cilento e sono felice. Faccio domande anche quando conosco le risposte, perché continuo a pensare che l’essere umano sia il viaggio più bello da fare.
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