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Cicerale. SP83: la replica del sindaco a Marcello Feola

di Lucia Cariello

Il sindaco di Cicerale Francesco Carpinelli replica alle dichiarazioni dell’assessore provinciale ai lavori pubblici Marcello Feola in merito alla Sp 83.

Il sindaco risponde

“All’indomani della frana del novembre 2010 ho preso parte alla riunione convocata in Provincia il 15 dicembre 2010, in cui lo stesso assessore ha indicato come prioritario l’intervento di ripristino della viabilità sulla strada provinciale.

A seguire c’è stato un altro incontro nell’aprile 2011 dove l’ingegnere Cannoniero prima e l’assessore Feola poi, mi hanno comunicato che i lavori non erano più prioritari in quanto declassati da quelli a Roscigno e Sacco.

Quindi durante l’estate il Comune di Cicerale richiese di aprire al transito almeno una corsia, con l’impegno da parte dell’amministrazione comunale di fare gli opportuni lavori a proprie spese per permettere il passaggio ai veicoli leggeri.

L’apertura è durata fino alla fine di settembre dopo di che la strada è stata di nuovo chiusa poichè la Provincia non ha concesso l’apertura provvisoria.

Nonostante l’assessore ora dica che non c’è stato interesse da parte della Giunta Comunale i fatti dimostrano il contrario.

La giunta comunale, continua il sindaco, ha deliberato e trasmesso all’ assessorato Provinciale e alla Regione Campania l’urgenza del ripristino.

Poi il consiglio comunale ben 2 volte ha sollecitato i necessari lavori.

Inoltre l’assessore ai lavori pubblici di Cicerale Daniele Verdevalle ha seguito costantemente lo sviluppo della situazione ottenendo solo promesse mai mantenute.

Di conseguenza è ancora sotto gli occhi di tutti che una popolazione è costretta ad usare una strada interpoderale che valica il monte San Leo, quindi stretta e in inverno spesso ghiacciata, e che già nell’ultimo periodo è stata causa di quattro incidenti.

Due comunità continuano a essere così isolate tra loro e invece di predisporre gli adeguati interventi per risolvere il disagio si pensa a farne una polemica ingiustificata.

Se necessario ci rivolgeremo alla magistratura, conclude Carpinelli, per far valere le nostre ragioni e denunciare chi non ha operato la giusta manutenzione e chi ha permesso i lavori della pista ciclabile con pali di sostegno che dovevano rafforzare l’arteria, e invece hanno contribuito a farla franare”. 

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