Caso tubercolosi nel Cilento, è allerta

Caso di tubercolosi a Capaccio. Come riporta l’edizione cartacea di mercoledì mattina de “Il Mattino”, un 42enne romeno è stato ricoverato nel reparto di malattie infettive dell’ospedale di Eboli: ha una grave infezione ai polmoni. Nei giorni scorsi era stato già ricoverato in ospedale a Roccadaspide per una febbre che non riusciva ad essere debellata ed era stato dimesso con una diagnosi di “sospetta tubercolosi”. Ieri mattina il ricovero presso l’ospedale di Eboli, dove è scattato l’allarme isolamento e profilassi che potrebbe adesso riguardare anche il personale medico ed infermieristico del polo sanitario di Roccadaspide. Il direttore sanitario, Rocco Calabrese, si è subito attivato per rimettere in funzione una camera e renderla idonea al paziente. I medici lo hanno sistemato in una stanza isolata. Il 42 anni, residente a Capaccio. C’è allerta comunque tra la popolazione.

La tubercolosi o tisi, è una malattia infettiva causata da vari ceppi di micobatteri. Questa malattia attacca solitamente i polmoni, ma può colpire anche altre parti del corpo. Si trasmette per via aerea attraverso goccioline di saliva emesse con la tosse. La maggior parte delle infezioni che colpiscono gli esseri umani risultano essere asintomatiche, cioè si ha un’infezione latente. Circa una su dieci infezioni latenti alla fine progredisce in malattia attiva, che, se non trattata, uccide più del 50% delle persone infette. I sintomi classici sono una tosse cronica con espettorato striato di sangue, febbre di rado elevata, sudorazione notturna e perdita di peso. L’infezione di altri organi provoca una vasta gamma di sintomi. La diagnosi si basa sull’esame radiologico (comunemente una radiografia del torace), un test cutaneo alla tubercolina, esami del sangue e l’esame microscopico e coltura microbiologica dei fluidi corporei. Il trattamento è difficile e richiede l’assunzione di antibiotici multipli per lungo tempo.

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