A Marina di Camerota nascono altre 40 tartarughe, a Eboli i turisti ne uccidono 50

Altri quaranta piccoli di tartaruga sono nati sulla spiaggia di Cala del Cefalo a Marina di Camerota. Tre in tutto, dunque, i nidi presenti sul litorale del Mingardo. Le uova del primo si sono schiuse nei primi giorni di agosto. Quelle del secondo si schiuderanno a settembre. Intanto queste nate la scorsa notte, si trovavano in una zona non recintata. Mamma tartaruga in questo caso avrebbe nidificato l’8 luglio. I volontari, quella notte, andarono alla ricerca del nido, senza ottenere risultati positivi. Il presidio della spiaggia continua, per fortuna, e l’altra notte i volontari hanno assistito ad una schiusa non programmata. Hanno visto, mentre perlustravano la zona, 40 tartarughine correre verso il mare. 

A Campolongo, invece, la schiusa non è andata a buon fine. La negligenza di alcune persone mista all’inesperienza di altre, ha causato la morte di 50 tartarughe appena nate. Una strage. I bagnanti che hanno assistito all’evento, hanno preferito giocare con gli animaletti invece di chiamare gli esperti dell’acquario di Napoli. Nessuno ha pensato di allertare gli enti competenti, alcuni hanno persino catturato i cuccioli con i secchielli, provocandone la morte. Poche ore dopo sono arrivati gli agenti della polizia municipale di Eboli. I caschi bianchi sono riusciti a mettere in salvo dieci esemplari. «Invitiamo sempre le persone a contattarci oppure chiamare al 1530 – spiega Fulvio Maffucci, operatore della stazione zoologica Anton Dohrn di Napoli – altrimenti un evento importante come la schiusa di un nido può trasformarsi in strage, come in questo caso».

Salgono, quindi, a 7 quest’anno le nidificazioni in Campania: colpa delle temperature roventi. Oltre ai nidi di Camerota ed Eboli, altri sono presenti sulle spiagge di Ascea Marina, sempre nel Cilento.

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