Alluvione nel Cilento, con il sole si contano i danni. Sindaci: «Servono milioni, chiesto stato calamità»

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E’ tornato il sole a risplendere sui comuni cilentani colpiti da un violento nubifragio nella giornata di lunedì e nella mattinata di martedì. La situazione è in via di normalizzazione, adesso però i cittadini devono fare la conta dei danni. Questo è il quadro generale di quanto sta accadendo in queste ore a Castellabate, Laureana, Perdifumo e Agropoli. I vigili del fuoco sono impegnati a svuotare le case e le aziende dal fango. L’acqua è tornata a scorrere normalmente negli alvei dei fiumi. Gli animali sono stati liberati dalle stalle e dopo due giorni di prigionia forzata tornano a pascolare. Le immagini di inizio settimana non si cancellano facilmente dalla mente. C’è chi non ha più la propria casa, chi ha perso l’azienda intera dove ha investito soldi e sacrifici di una vita. Tra Perdifumo e Agropoli, lungo la strada che collega le due località, si registrano sette frane. L’arteria resta chiusa.

«Martedì sera abbiamo richiesto lo stato di calamità – spiega il primo cittadino di Laureana, Angelo Serra – l’allerta meteo è rientrata, ma i danni sono ingentissimi. Abbiamo avviato una serie di sopralluoghi per quantificare i danni, che comunque corrispondono a svariati milioni di euro». Aziende artigianali, un frantoio e alcuni centri per il rimessaggio di imbarcazioni, queste le strutture invase da acqua e fango a Laureana. «Già lo scorso anno avevamo chiesto al Genio Civile di Salerno un intervento per la messa in sicurezza delle aziende – conclude il sindaco Serra – Questo non è avvenuto per mancanza di fondi da parte degli enti preposti. Ora ci sobbarcheremo noi l’onere di questi interventi, ma chiediamo agli enti sovracomunali di intervenire al più presto». «Fango nelle abitazioni e coltivazioni distrutte. – questo il commento di Costabile Spinelli, sindaco di Castellabate – Chiederemo lo stato di calamità naturale anche noi. Quanto accaduto ieri è frutto della eccezionalità dell’evento, ma anche dell’incuria dell’uomo: i valloni esondati andrebbero ripuliti periodicamente».

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