Madonna del Castello a Sala Consilina, polemiche sullo «sparo del gallo»

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E’ in programma per domenica 8 a Sala Consilina il rito pagano e propiziatorio dello ‘Sparo del Gallo’, nei pressi dell’antica chiesa di San Leo, in occasione con la giornata dedicata al trasporto della statua della Madonna della Consolazione alla chiesa dell’Annunziata. Sul tradizionale rito, però, monta la polemica. Negli ultimi giorni, infatti, sono insorte le associazioni animaliste del Vallo di Diano e anche la sezione del Codacons locale, presieduta da Roberto De Luca, ha fatto sapere che il rito «non rientra tra le “tradizioni” meritevoli di essere preservate immutate».

«Fino al 1994 – scrive il Codacons Vallo di Diano- gli animali erano considerati dal codice penale delle cose, motivo per cui l’uccisione di un animale era un reato perseguibile a querela di parte, ovvero del proprietario dell’”animale-cosa”.  Questo significava che il proprietario del gallo era l’unico soggetto che poteva sporgere querela nel caso il gallo fosse morto a seguito della folle corsa fatta, appeso per le ali ad un filo steso su un vallone, con arrivo in velocità contro un palo, il tutto con scoppio di petardi, attaccati anch’essi al povero animale. Alla fine del rito pagano, certamente non cristiano, la morte del gallo  è di cattivo auspicio per l’annata agraria, al contrario della  sopravvivenza, che è di buon auspicio».

«Fortunatamente oggi – continua l’associazione – è punito anche il tentato delitto di uccisione di animali, come pure il maltrattamento di animali e gli organi di polizia deputati, in primo luogo, a prevenire questi reati ai danni degli animali sono il corpo forestale dello Stato, la polizia provinciale e la polizia municipale. Ma al di là del codice penale – continua De Luca – ci si chiede quali insegnamenti possano ricevere i bambini ed i ragazzi che assistono a questo pubblico spettacolo, che – certamente – non è educativo. Infatti dovremmo insegnare ai nostri giovani che non bisogna esercitare violenza su “essere senzienti”, quali sono considerati, oggi anche dalla Legge, gli animali».

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«Crediamo – conclude il presidente nella nota –  che nemmeno il Papa, che ha scelto il nome di S. Francesco, che amava gli animali, possa essere contento di un “pollo arrostito” in sacrificio per la Madonna. Non ci resta che sperare che si ritorni a quanto fatto per alcuni anni, ovvero che lo “sparo del gallo” sia fatto con  un simulacro, ossia una “cosa” simile ad un gallo vero. In questo modo anche la Madonna del Castello sarà più contenta».

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