Omicidio Vibonati, mamma e sorella vittima chiedono ergastolo: nuovo sopralluogo nella casa

Nonostante il caso, di uno dei due femminicidi che sono accaduti nel Cilento domenica scorsa, sia chiuso, il legale della famiglia della vittima rilascia alcune dichiarazioni che svelano nuovi particolari a distanza di pochi giorni dal funerale della vittima. Una settimana fa, in una villetta tra Vibonati e Sapri, Pierangela Gareffa 39 anni viene colpita da una coltellata inflitta dal marito, Sandro Pili 48 anni. L’assassino bussa alla porta dei vicini e dice di essere in difficoltà con la moglie che perde sangue mentre è sdraiata sul letto. Pierangela è morta e Sandro forse nemmeno lo sa, ma racconta una bugia ai primi soccorritori: secondo lui si è trattato di incidente domestico. Gli inquirenti lo smascherano dopo poche ore e lui confessa. Poi si viene a sapere che mentre la moglie moriva dissanguata sul letto, lui giocava in soggiorno a playstation con il figlio di 12 anni. Particolari agghiaccianti. Sandro Pili è rinchiuso nel carcere di Sala Consilina. L’arresto è stato convalidato e l’omicida è stato ascoltato più volte dagli inquirenti. 

La mamma e la sorella di Pierangela Gareffa, hanno paura che l’assassino possa tornare in libertà. «Vogliamo l’ergastolo», hanno dichiarato. L’avvocato di famiglia, Giovanni Falci, ha chiesto agli inquirenti di approfondire sul caso. Secondo il legale, come riporta il quotidiano ilmattino.it, «ci sono elementi che potrebbero aggravare la posizione del marito reo confesso». Intanto gli investigatori della procura di Lagonegro tornano all’interno dell’abitazione per un nuovo sopralluogo.

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