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Rapper di Capaccio denunciato dalla polizia: ha cantato «contro» Raciti e Spaccarotella

di Luigi Martino

La cultura rap. Il mondo della strada. E il nemico numero uno: lo Stato. Da sempre il genere, nato dal grembo dell’hip hop americano, è la musica di chi cresce fuori di casa, tra la gente e impara a sopravvivere con le proprie forze. I testi ruotano sempre intorno agli stessi argomenti. Sono crudi, veri, duri. Molti passaggi vengono compresi solo da chi vive come loro, come i rapper. Ogni cantate ha il suo nomignolo, tutti con una storia alle spalle, un aneddoto, un perchè. Polizia, carabinieri, corpi che rappresentano lo Stato in genere, non sono bene visti da questi giovani. Loro si definiscono la «voce» della strada, della gente, di chi lotta ogni giorno per mettere il piatto in tavolo, nonostante abusi e poteri marcati.

E così è anche ‘The Sniper’, il rapper Aldo Matrone di 24 anni originario di Capaccio. ’The Sniper’ è un componente del gruppo ‘Only Smoke’, dove duetta con ‘Dr. Pablo’, cioè Pietro Monaco di Agropoli. La storia di Aldo pare non avere precedenti. Nel mondo rap testi che inneggiano all’odio verso le forze dell’ordine si trovano in ogni album che si rispetti, famoso e meno. Però ‘The Sniper’ per aver cantato una canzone che si intitola ‘Fuck the police’, tradotto sarebbe un vaffa alla polizia, è stato convocato in commissariato e denunciato dagli agenti del comando di Battipaglia. Ad agosto, infatti, la polizia contesta ad Aldo di aver cantato dal palco di un festival hip hop ad Ascea, un pezzo che richiama i casi di Spaccarotella, l’agente che uccise il tifoso della Lazio Gabriele Sandri, e Raciti, il commissario ucciso a Catania. «Ho riportato solo i commenti della gente su fatti di cronaca realmente accaduti – ha dichiarato il giovane – la cosa che mi fa ridere, del genere ridiamo per non piangere, è che ora mi fanno passare per un gangsta rapper».

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A Cura di

Luigi Martino

Fagocito storie miste a facce intrise di granelli di vissuto. Non ho sangue, dentro scorre mare. Assumo pillole di tradizioni e m’incanto di fronte a occhi nuovi. Porto sul groppone il peso perenne di confezionare sempre cose belle. Litigo spesso con i pulsanti della mia Nikon e sono alla continua ricerca di «enciclopedie che camminano». Mentre corro dal mare alle colline del Cilento, sotto al braccio destro ho un Mac; sotto all’altro, invece, un quintale d’umiltà. A caccia di traguardi che si rinnovano in modo perpetuo, colleziono tramonti, ingurgito libri e immagazzino abbracci senza essere sfiorato. Giornalista per professione, video-fotoreporter per ossessione, racconto storie per necessità. Giornalista per professione. Fotografo per passione. Racconto storie per necessità.
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