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Ecco la prima ricostruzione dell’agguato. L’indagine parte dal porto. Lì sono previsti i funerali. Quanti altri porti cilentani nel mirino? Guarda la mappa dei clan

di Luigi Martino

Ad attenderlo in quella strada stretta che porta direttamente a casa, probabilmente c’era una macchina che doveva eseguire un piano. Quello cioè di stringere l’auto della vittima constringendolo a fermarsi definitivamente. Poi l’intervento esterno di un sicario, presumibilmente posizionato in un punto che garantisse di non essere visto e di non avere ostacoli nel portare a termine l’esecuzione. Quindi Angelo Vassallo avrebbe tirato il freno a mano, di colpo, con ancora il cellulare stretto tra le dita, ed una raffica di proiettili l’avrebbe raggiunto trucidandolo. Questa una delle tesi che si fa strada sulle dinamiche del barbaro assassinio definito “di stampo camorristico” del sindaco pescatore. Ed è sempre di più sulla pista dell’agguato di camorra che si concentrano gli inquirenti, guidati dalla magistratura salernitana dell’Antimafia che si è già rapportata con i magistrati di Vallo della Lucania che hanno seguito i primi momenti dei rilievi e delle indagini. Al centro del dossier allo studio proprio in queste ore, c’è il porto di Acciaroli. Si spulceranno tutte le comunicazioni avvenute, gli atti registrati, gli atti sottoscritti, le preoccupazioni segnalate, i dubbi sui profili di chi ha transitato su questo “affare”. La cornice è sempre la stessa: gli interventi infrastrutturali, i cantieri qui come altrove, avrebbero alimentato gli appetiti di una organizzazione camorristica interessata agli affari nel Cilento. Una modalità che rientra nelle attività di organizzazioni malavitose, da tempo dedite al riciclaggio di denaro sporco, proventi che derivano non soltanto dal mercato della droga, attraverso la realizzazione di opere e la cementificazione di zone residenziali e turistiche. Insomma si parte da quel piccolo porto e si sale fin su le colline che costeggiano questi litorali cilentani. Chissà che non si giunga in altri porti del Cilento, in questi anni travolti da caniteri per la loro ristrutturazione e per l’ampliamento. Parola d’ordine: la trasformazione di questi piccoli borghi marini in aree turistiche attrezzate per i grandi flussi di villeggianti e navigatori. Peccato poi che i cantieri si aprono, i lavori non si finiscono, i danni logistici ed infrastrutturali rimangono e persistono nel tempo, mentre questi osannati flussi turistici tardano sempre ad arrivare perchè bloccati da incidenti di percorso. Quali ad esempio quelli soliti di società di trasporto che falliscono, di denunce dei mancati parametri di sicurezza per l’ingresso di importanti battelli dentro le banchine appena ristrutturate, errori di progettazione, scadenza di termini per la consegna dei lavori, assenza di servizi e quant’altro. L’importante è comunque fare i porti turistici e mercantili, farli nel Cilento e trasformare i piccoli borghi marini in piattaforme futuristiche per il turismo crocieristico di nuova generazione. Qualcuno ha detto basta e ci ha rimesso la propria vita. Qualcun altro ora prova a risollevare quella barricata, come i tanti giovani giunti alla fiaccolata di Acciaroli e a quella di Napoli, ma sanno che presto tutto quello che ad oggi appartiene alle prime pagine dei giornali slitterà in seconda, terza pagina, fino a dissolversi. Qualche altro sussurra: speriamo che con questa storia non vengano a ficcare il naso anche dalle nostre parti, in questo arcipelago cilentano così diversificato e così frammentato ma allo stesso tempo così stretto dentro un’unica cinghia di forza che da anni lo attanaglia prefigurando uno sviluppo che tarda sempre ad arrivare e che conosce solo diramazioni capestro e bizzarre che portano ai risultati appena citati (i porti ndr) o le colline vergognose e le costruzioni sulle rive del mare. Ci saranno i funerali di Angelo Vassallo, mentre sarà difficile, visti i tempi di rilascio della salma, poter allestire una camera ardente. Una data questa che lascerà riflettere. Tra i tanti aspetti si rifletterà anche sulla più che probabile ipotesi che il giorno dopo i riflettori si spegneranno e, tranne per qualche possibile colpo di scena, le strade di Pollica e del Cilento si svuoteranno, ritornando al loro più che noto silenzio. Nelle costruzioni quadrate di questi municipi si continuerà a parlare di appalti, si continueranno a frequentare missionari di società interessate alle costruzioni. Ancora assessori diagoleranno con personaggi in doppio petto interessati a fare affari e a farli fare a chi ha la possibilità di mettere una buona parola o di truccare una gara. La gente probabilmente continuerà a tacere. E la morte di un uomo come Angelo Vassallo avrà il valore di un messaggio che la Camorra ha voluto lanciare a questo territorio. E che non si ha troppa difficoltà a tradurre.

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A Cura di

Luigi Martino

Fagocito storie miste a facce intrise di granelli di vissuto. Non ho sangue, dentro scorre mare. Assumo pillole di tradizioni e m’incanto di fronte a occhi nuovi. Porto sul groppone il peso perenne di confezionare sempre cose belle. Litigo spesso con i pulsanti della mia Nikon e sono alla continua ricerca di «enciclopedie che camminano». Mentre corro dal mare alle colline del Cilento, sotto al braccio destro ho un Mac; sotto all’altro, invece, un quintale d’umiltà. A caccia di traguardi che si rinnovano in modo perpetuo, colleziono tramonti, ingurgito libri e immagazzino abbracci senza essere sfiorato. Giornalista per professione, video-fotoreporter per ossessione, racconto storie per necessità. Giornalista per professione. Fotografo per passione. Racconto storie per necessità.
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