Caso Mingardina, Romano scrive al prefetto: «E’ un calvario, un’ora di coda per due chilometri»

Infante viaggi

Tiene banco il caso Mingardina che attanaglia da mesi i comuni di Centola e Camerota. La strada è parzialmente chiusa. Dopo una frana si viaggia su una sola corsia con il traffico regolato da semafori. Due semafori che sono diventati l’incubo dei turisti e di tutte le persone che attraversano quel tratto di arteria che conduce al mare di Marina di Camerota e Palinuro. Il Comune di Camerota ha chiesto alla Provincia di gestire il tratto in questione fino al 30 di settembre, «a patto che – scrive il sindaco di Camerota al prefetto di Salerno – da palazzo Sant’Agostino si decidano a far intervenire i rocciatori per scongiurare un’eventuale caduta massi». La lettera è stata inviata soprattutto per chiedere un incontro urgente in modo da trovare un accordo rapido per la riapertura totale dell’arteria.

Ieri, lunedì, a Marina di Camerota si è tenuto un incontro tra i sindaci dei due comuni maggiormente interessati al disagio, l’opposizione e l’assessore provinciale Attilio Pierro. Diverse sono state le proposte e anche i momenti di dibattito dai toni accesi. Pierro ha accusato Romano di essersi dapprima preso la responsabilità tramite una nota scritta inviata alla Provincia e poi di essersi tirato indietro. Romano chiede all’assessore l’intervento dei rocciatori e ribadisce che lui è pronto a firmare per favorire la riapertura a due corsie della Mingardina. In mezzo c’è l’opposizione che ha preferito solo moderare l’incontro. Con ritardo è arrivato il sindaco di Centola che ha apprezzato l’atto di responsabilità di Romano e affermato: «Io al posto suo non l’avrei mai fatto».

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