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Sos da Praia a Mare: «Qui si muore per mancati soccorsi». Emergency accoglie la sfida

di Marianna Vallone

Non è andato a vuoto l’appello del Comitato per l’ospedale di Praia a Mare lanciato nei giorni scorsi sul quotidiano Repubblica.it. Il presidio ospedaliero dell’alto Tirreno, a non molti chilometri da Sapri, appendice a Sud del Cilento, ha perso il Pronto Soccorso. Niente rianimazione, niente defribillatore, nessun anestesista. Dunque, niente personale e nessuna attrezzatura. L’ospedale più vicino oggi è a Cetraro, che dista 53 chilometri, tempo di percorrenza un’ora. In sintesi, si può morire aspettando un’ambulanza.

Per questo, quindi, il Comitato Civico a difesa del locale ospedale ha lanciato l’sos: «Gino Strada per noi è l’unica salvezza. Ci dia una mano. Venga qui e apra un ospedale di Emergency». Detto fatto: il fondatore dell’associazione ha raccolto l’appello dei cittadini di Praia a Mare, dove la dismissione dell’ospedale locale ha lasciato 60mila persone senza un Pronto Soccorso e si è detto disponibile ad aiutare i calabresi. Emergency c’è. «Accerteremo se il bisogno è reale – ha dichiarato Strada in un’intervista a Repubblica.it – Ma serve che la Regione Calabria ci autorizzi a intervenire. Potremmo creare un ospedale dove nessuno paga il ticket. E restituire il 30 pèr cento dei rimborsi, che in genere sparisce». «La nostra disponibilità c’è – prosegue – per Praia a Mare e per tutta Italia. Ancora una volta aggiungo purtroppo. Perché trovo sconvolgente che si richieda ad Emergency di intervenire in Italia. La dice lunga sullo sfascio a cui si è arrivati nella Sanità italiana».

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A Cura di

Marianna Vallone

Giornalista per professione e comunicatrice per passione, sono alla continua ricerca di storie da raccontare e tramonti da immortalare. Nata sulla costa di Maratea ma morigeratese da sette generazioni. Vivo nel cuore verde del Cilento e sono felice. Faccio domande anche quando conosco le risposte, perché continuo a pensare che l’essere umano sia il viaggio più bello da fare.
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