Tragedia ‘Cilentana’, cittadini indignati se la prendono con i politici: «Vergogna non venite a cercare voti»

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La tragedia ha coinvolto tutto il Cilento. Quattro vittime e tre feriti sulla strada provinciale 430, conosciuti da tutti con il nome di ‘Cilentana’. Quattro morti che sommati ad altri sedici diventano venti. Venti decessi nell’arco di un anno. Due mesi fa l’ultimo episodio nel quale rimase coinvolto anche l’assessore provinciale Attilio Pierro, illeso per fortuna. Nei pressi dell’uscita che dalla Cilentana conduce a Centola, una Audi guidata da un 50enne di Montano Antilia andò a scontrarsi con una Mercedes sulla quale viaggiavano due fratelli di Camerota Antonio e Raffaele Bellucci. Nell’impatto persero la vita Giuseppe Montano Esposito, alla guida dell’Audi, e Antonio Bellucci, 41enne di Lentiscosa che viveva in Germania. A marzo del 2013 toccò a un giovanissimo, Mauro Vigorito di Montano Antilia. Il 19enne perse la vita nella galleria prima di Futani. Era a bordo della sua Peugeot quando si schiantò con una Opel Meriva. A dicembre del 2012 altri due decessi per eccesso di velocità, mentre a maggio del 2011 Carmine Pandolfi, 28 anni di Agropoli, era di fianco al conducente quando l’auto sulla quale viaggiava perse il controllo e andò ad impattare contro un muro in cemento armato all’altezza di Prignano Cilento.

La strada killer continua a mietere vittime. Il percorso è tappezzato di trappole, curve pericolose, avvallamenti e spaccature nell’asfalto. All’indomani del sinistro mortale i commenti non sono mancati. Anzi. E’ partito forte il tam tam di messaggi sulla rete. Sul profilo Facebook di questa testata Massimiliano R. sottolinea quanto sia stata fondamentale, secondo lui, la chiusura dell’ospedale di Agropoli: «Purtroppo l’ospedale più vicino era chiuso». Nicola F. risponde: «Infatti Max è una vergogna non venissero a cercare voti altrimenti li mando a quel paese». C’è chi cambia discorso e sottolinea l’importanza delle stazioni chiuse e il fatto che i cilentani non possono spostarsi con altri mezzi pubblici: «Le vogliamo riaprire le stazioni ‘morte’? – dice Filomena M. – Le strade del Cilento non sono mai state sicure in tutti i sensi!».

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