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Orrore a Capaccio, cane legato e ucciso: corpo ritrovato in un sacco chiuso

di Luigi Martino

Lascia tutti senza parole il gesto disumano messo a segno da ignoti in una zona di campagna alle porte della città di Capaccio. A renderlo noto è il quotidiano on-line Salerno Today che mostra la foto che vi proponiamo di un cucciolo di cane con il muso e le zampe legate dal nastro adesivo e poi chiuso all’interno di un sacco. Sarebbe morto soffocato secondo i primi accertamenti. Una crudeltà inaudita non nuova al territorio del Cilento. A ritrovare il corpo del cagnolino è stata Teresa Cantalupo, volontaria dell’associazione aninalista Bau Bau Zenit.

L’ultimo episodio simile si è verificato ad ottobre nel comune di Montano Antilia. «Da un po’ di tempo si assiste alla programmatica uccisione di cani, l’avvelenamento e l’impiccagione sono le metodologie di esecuzione preferite». È la denuncia di Gianluca Lamanna, presidente dell’associazione “ProMassicelle”, già noto nel territorio cilentano come portavoce del movimento “Cilento oltre il rifuto” che ha contrastato prima la nascita della discarica a Laurito e poi del Polo ecologico a Vallo della Lucania. Questa volta la vicenda è diversa, si tratta di maltrattamenti agli animali che sfociano nell’uccisione dei cani. Un altro episodio di animali maltrattati si verificò a Tortorella: il caso dei gatti avvelenati in paese con veleno lumachicida. Qualche mese fa un felino, infatti, è rientrato a casa dalla sua proprietaria e ha iniziato a stare male, accusando vomito e convulsioni, che in poco tempo si sono trasformati in impossibilità totale di movimento. A segnalarlo alla redazione del Giornale del Cilento la proprietaria stessa della gatta. Animali maltrattati anche a Camerota e un cane legato e gettato in mare ad Agropoli. Drammatiche scoperte, scene orribili che continuano a susseguirsi nel territorio del parco del Cilento e Vallo di Diano.

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A Cura di

Luigi Martino

Fagocito storie miste a facce intrise di granelli di vissuto. Non ho sangue, dentro scorre mare. Assumo pillole di tradizioni e m’incanto di fronte a occhi nuovi. Porto sul groppone il peso perenne di confezionare sempre cose belle. Litigo spesso con i pulsanti della mia Nikon e sono alla continua ricerca di «enciclopedie che camminano». Mentre corro dal mare alle colline del Cilento, sotto al braccio destro ho un Mac; sotto all’altro, invece, un quintale d’umiltà. A caccia di traguardi che si rinnovano in modo perpetuo, colleziono tramonti, ingurgito libri e immagazzino abbracci senza essere sfiorato. Giornalista per professione, video-fotoreporter per ossessione, racconto storie per necessità. Giornalista per professione. Fotografo per passione. Racconto storie per necessità.
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