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Pollica, scoperto un vasto giro di droga mentre s’indaga sull’assassinio di Vassallo

di Federico Martino

Cercavano le tracce degli assassini del sindaco Angelo Vassallo e hanno scoperto un vasto giro di droga nella costa cilentana, a Pollica in particolare. I carabinieri del comando provinciale di Salerno hanno eseguito tre delle cinque ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dalla direzione distrettuale antimafia di Salerno. Al momento Lorenzo Conforti, 38 anni di San Giorgio a Cremano, Gerardo Radano, 28 anni di Montecorice, e Bernardo La Greca, 43 anni di Acciaroli, i tre arrestati, assieme a Bruno Humberto Damiani, 28 anni salernitano di origini brasiliane, e Giuseppe Pisani, 44 anni di Napoli titolare di un negozio di telefonia ad Acciaroli, i due sfuggiti alla cattura, non avrebbero legami con l’assassinio avvenuto nella note tra il 4 e il 5 settembre 2010 a poca distanza dalla villetta del sindaco di Pollica, ma secondo gli inquirenti erano i principali referenti di quanti, turisti e non, nel periodo estivo erano alla ricerca di hashish e cocaina per movimentare le serate in costiera cilentana. A scoprire il giro di affari molto consistente, gli inquirenti sono arrivati attraverso lunghe e complesse indagini, nate proprio dal filone d’inchiesta sulla morte del sindaco Vassallo. Del resto lo spaccio di droga e l’avversione del sindaco-sceriffo verso chi volesse “inquinare” il turismo cilentano sono state tra le principali ipotesi che gli inquirenti hanno formulato come movente del delitto. I cinque sono tutti accusati di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Nelle perquisizioni domiciliari i carabinieri del comando provinciale di Salerno, in collaborazione con il Ros, hanno rinvenuto anche 310 grammi di hashish e alcune dosi di eroina e cocaina. Per fidelizzare i clienti, gli indagati avevano messo a punto anche un sistema di vendita vantaggiosa. Offrivano una “degustazione” gratuita per convincere della qualita’ del prodotto in vendita. E spesso la droga veniva consumata anche ai tavoli dei bar all’aperto. Avevano anche un controllo capillare del territorio, evitando con la violenza che altri potessero infiltrarsi soprattutto nel periodo estivo. Agli atti dell’indagine ci sono anche alcuni episodi di liti tra spacciatori. Uno degli indagati avrebbe aggredito violentamente un pusher per impedirgli di spacciare ad Acciaroli.

 

 

fonte ansa

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